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Scapaion da "Poveri mangiari"

Chi mi segue assiduamente avrà anche notato che non tutte le mattine sto a dar fuoco ai fornelli, ad esempio l’altro ieri che era una bella giornata di sole e diciamo anche la data14.12.2017 così magari un di forse a qualcuno potrà servire, mi sono recato a vangar l’orto facendo attenzione a raccogliere tutti quegli ortaggi scappati alla raccolta primaria, perché proprio da quel che finirà nel cesto nascerà un povero piatto che cheterà il nostro stomaco come un tempo azzittiva quello dei nostri bravi contadini.

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Frittata contadina da "Poveri mangiari"

 I poveri mangiari sono i piatti dell’esperienza del nutrirsi a sufficienza pur avendo a disposizione ingredienti poveri, così che nella tradizione mediterranea vi è un susseguirsi di ricette che riproducono lo schema cereali legumi, portate che vengono oggi proposte dai nuovi nutrizionisti. 

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Palle di vitello da "Poveri mangiari"

Girando per il paese trovi chi le chiama animelle chi granelli e più raramente granelle, chi testicoli, quasi si vergognassero a chiamarle palle. 

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Lingua da "Poveri mangiari"

Oggi mi va di tirarmi le ira di cucinieri infighettati, di quelli che davanti ad un pezzo di quinto quarto, ricco di sali minerali e vitamine non saprebbero da che parte prenderlo. Ieri ci siamo cucinati una così detta frattaglia bianca “la trippa” oggi con il sapere tratto dalla miseria delle vecchie “rezdore” cerchiamo di nobilitare una frattaglia rossa. 

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Buseca da "Poveri mangiari"

Oggi 10 dicembre 2017 ore 16.00 è incominciato a nevicare e non c’è nulla di meglio che stare al caldo del camino nella vecchia cucina a lavare la trippa che mi sono procurato ieri mattina. 

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Dissertazioni da "Poveri mangiari"

Oggi non ho proprio voglia di dar voce ai fornelli, anzi, mi va di dissertare un po’ di cucina, di ieri e di oggi. 

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Fegato in omento da "Poveri mangiari"

Aggiustate le spalle, tagliate le teste di pancetta insaccato il trito che è servito per il nobile salame felino, mentre altre parti rimangono ad assorbir sale e a prosciugare noi in cucina ci dedichiamo al fegato, tralasciando altre parti del quinto quarto talmente povere da non menzionare nemmeno fra i “poveri mangiari”, almeno quelli di oggi.

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Rognoni di maiale da "Poveri mangiari"

Proviamo ad addentrarci nelle viscere del nostro porco “gozen” nel mio idioma; per vedere che piatto possiamo prepararci, senza sacrificare le parti più nobili che utilizzeremo per gli insaccati o prosciutti e quant’altro, cercando di rimanere nei tagli che hanno titolo di entrare o che sono inerenti a “Poveri mangiari”. Incontriamo allora due grossi fagioli “i rognon”.

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Codini e sacrao da "Poveri mangiari"

Oggi, aperto il frigorifero e tirata fuori la pentola di cottura mi è venuta spontanea un’espressione tratta dal mio idioma dialettale “a sema rivé in tal cul ed’là bronza” (oramai non c’è più niente in pentola).

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Orecchio di maiale da "Poveri mangiari"

Questa mattina è passato a trovarmi il mio amico medico e se da un lato si è raccomandato di non esagerare dall’altro mi diceva che mangiare le parti cartilaginee è utile alle nostre. Sta di fatto che la cosa l’ha talmente incuriosito che oggi verso il mezzodì ripasserà dalla cucina prima di rincasare. 

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Cotiche e fagioli da "Poveri mangiari"

Ricordate i fagioli borlotti raccolti a settembre e conservati nel vaso di vetro dentro alla madia? Le cotiche avanzate quanto pesano? Prendete ad occhio il doppio di fagioli e lavati ben bene e metteteli in ammollo per tutta la notte. 

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il quinto quarto del maiale da "Poveri mangiari"

Non ve dubbio che la sobrietà della cucina del dopoguerra faceva tesoro di ogni cosa. 

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La ricetta dei cazzagai.

Si prenda la giusta quantità di fagioli borlotti secchi, lavati si mettano in ammollo per circa 20h poi si proceda alla cottura, si scolino conservando l’acqua di cottura che useremo per la polenta.

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Poveri mangiari che i ricchi sognano

Sono i piatti poveri della nostra pedemontana emiliana che a volte si arrampicano sino alle vette che ci uniscono alla Lunigiana, là dove l’aria marina sale alle cime con i suoi aromi e sapori e a volte si intreccia, si inserisce o si mescola all’aria più umida del nostro versante. Contraddizioni di aromi e sapori, di saperi e alimenti che un ingrediente particolare rende ricchi questi poveri mangiari.

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Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma

L’agriturismo Ciato si trova qui, all’inizio della “Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma” una strada tutta da gustare, fetta dopo fetta… ai piedi del maniero di Torrecchiara... a un tiro di schioppo dalla Magnani Rocca.

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Volete la salute?? Bevete il Ferro China Bisleri

Sarà il MKT il protagonista della prossima mostra che andrà in scena alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, già suntuosa dimora di Luigi Magnani, dal 9 settembre al 10 dicembre 2017 

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Slow emotion

Nel periodo 19 maggio 2 luglio 2017 all’interno del progetto “Slow emotion” sulla strada del prosciutto presso la nostra struttura “Agriturismo Ciato” sarà possibile degustare 5 vini (i vini della via Emilia) abbinati a Prosciutto Parma e Parmigiano Reggiano al prezzo di €. 25.00

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Pasqua e Pasquetta in agriturismo

 

 

Menu' 

 

Antipasto

torta fritta e salumi misti.

Primo

pappardelle della casa al sugo rosso di scalogno.

Secondo

Duchessa di Parma con misticanza.

Dolce della casa.

Vino bianco o rosso 1 bottiglia ogni 4 persone acqua, caffè digestivo.

€. 35.00

 

 

Prenotazione per gruppi di minimo 8 persone entro mercoledi' 12/04

 


 

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Per chi interessato a una nuova agricoltura

http://cover.crpa.it/nqcontent.cfm?a_id=14741

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BIt and Ciato

E’ giusto percorrere centinaia di chilometri per andare in #BIT a Milano per vedere e conoscere le proposte turistiche, ma vale la pena, soprattutto per chi è interessato all’enogastronomia, assaporare di persona.                      

Ecco allora una buona motivazione per aggiungere altri 100Km, il collegamento è possibile anche grazie al treno Freccia Rossa, e raggiungere #AgriturismoCiato sorvegliato dal Castello di Torrechiara di Langhirano, comune che ha dato i natali ad un prodotto unico, si può vivere di persona un assaggio della Food Walley, entrare nel cuore dei prodotti di questo lembo di terra baciato dal sole e cullato dal vento Marino, che rende dolce il prosciutto di Parma.

Ciato infatti dal 01 al 10 aprile offre l’opportunità anche a chi non soggiorna presso la nostra struttura di degustare “Parmigiano-Reggiano” e “Prosciutto di Parma” accompagnati da sei famosi vini della “Via Emilia”… e per le coppie un’opportunità unica, finita la degustazione (costo coppia 40€) ti porti a casa il vino rimasto nelle sei bottiglie. 

Prenotazione gradita: 0521630082  3392264887

 

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i giorni della merla

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Auguri Best wishes

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Agriturismo Ciato sconto del 15% da gennaio ad aprile.

Nel 10 anniversario dell’ampliamento del nostro agriturismo vogliamo essere riconoscenti a chi già è stato nostro ospite, a chi ci segue sul sito e sui social.

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Passaggio a sud est di Parma

Gli abitanti dell'Emilia-Romagna sono un esempio unico di capacità imprenditoriale e di passione per le tradizioni. Con una legge del 2000, l'amministrazione regionale ha creato le "Strade dei Vini e dei Sapori". Un sistema intelligente di trasformare le attività produttive, tipiche di queste terre, in attraenti pacchetti di soggiorno turistico all'insegna della cultura e del gusto. 

 

 

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Risotto agriturismo Ciato

Il risotto alla parmigiana che facciamo in agriturismo è un primo piatto semplice e molto gustoso, una ricetta molto versatile che può essere arricchita, a seconda dei gusti, con altri ingredienti come impasto di salame saltato in padella, costine al forno, funghi, verdure o rifinirlo con le spezie a voi più gradite.

Le dosi sono a sentimento partendo da una base di circa mezzo bicchiere di riso per persona.

Fate rosolare lo scalogno tritato finemente con una noce di burro fino a che e ben appassito

Se non già fatto in una pentola a parte tenete in caldo un brodo di seconda (cappone manzo)

 

A scalogno appassito buttate in casseruola il riso e tostate a fuoco vivace, ora aggiungete il brodo aggiustate eventualmente di sale e mescolate di continuo con un cucchiaio di legno, portate a fine cottura aggiungendo gradualmente il brodo occorrente. Fatto. Versate in una mezza forma parzialmente svotata di Parmigiano reggiano e mantecate con il formaggio asportato e grattugiato aggiungendo il giusto quantitativo di panna da cucina, noi la preferiamo al burro. In piattando potete sbizzarrirvi guarnendo a vostro piacere. 

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