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EXPO

"Viaggio d'assaggio" della food walley 

 

 

Nell'anno di Expo, che porterà a Milano molti visitatori curiosi di scoprire ciò che i Paesi partecipanti propongono per la futura sostenibilità alimentare del pianeta, Agriturismo Ciato (www.ciato.it) propone agli appassionati della cultura del cibo il tour guidato "100% food walley". Almeno 3 i motivi per farlo. Innanzitutto, non c'è niente di più sostenibile e interessante per capire le peculiarità del cibo gustandolo nel territorio di produzione. In secondo luogo, Parmigiano Reggiano / prosciutto di Parma hanno reso famosa l’omonima città in tutto il mondo, terzo hanno avuto i natali qui a sud della città, fra le valli dell’Enza e del Parma.

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All’agriturismo Ciato di Parma è tutto più semplice.

Dalla scorsa settimana, sempre nell’ottica di agevolare il cliente, primi tra gli agriturismi Italiani abbiamo provveduto a montare un POS di nuova generazione, da ora puoi pagare anche con il tuo smartphone.

 

Un modo facile, veloce e sicuro grazie alla tecnologia diffusa in tutto il mondo Near Field Communication NFC.

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https://www.facebook.com/pages/Agriturismo-Ciato/357929847606

La neve piano piano si allontana, i gatti si godono il sole, sboccia la primavera, gli ultimi ritocchi alle nuove strutture e le pianelle "Maria Luigia" piano piano riprendono il loro posto originario e vengono sostituite le vetrate per rendere ancor più confortevole il soggiorno, Cosi si presenterà‪#‎agriturismoCiato‬ alla nuova stagione.

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http://www.discoverer.tv/?post_type=video_type&p=28420&address=&channel=UDP#

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Primavera…. Siam corsi ma siam pronti

Un inverno di pieno lavoro, aiutati in un certo qual modo dalla stagione; eccoci allo scoccare della primavera pronti con nuove proposte per i nostri amici villeggianti.

 

In via di ultimazione come vedi dalle foto nuovi spazi.

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Vacanze nel rispetto dell’ambiente

Dicono che ad invecchiare si torna bambini, e da bambini ci avevano, a noi della campagna pedemontana, insegnato a rispettare la terra a non abusare delle sue risorse, ricordo da ragazzini si andava col sacco di iuta nelle stoppie a raccogliere quelle spighe di grano che le prime macchine da raccolta dimenticavano. Si raccoglieva quel tanto da mantenere un piccolo pollaio che dava le uova sufficienti per mantenere la famiglia, che le ramaglie non si buttavano ma servivano per cuocere il pane ……………  Nella violenta manifestazione di benessere degli anni sessanta settanta certe cose sembravano superate, l’euforia stessa del benessere a pochi ha lasciato nella memoria che spesso la storia è una linea sinusoidale. Oggi non torneremo probabilmente nelle stoppie, ma il fatto di non abusare di certe risorse che sono poi collegate indissolubilmente con la salute del nostro pianeta ed una venuta della crisi economica alimentata dalla avidità e dissennatezza di alcuni riporta alla mente il lavoro ed il rispetto dei nostri cari vecchi contadini che con le loro limitate conoscenze sapevano bene utilizzare il calore del sole degli amici animali. Ed ecco allora, che qui, si rinverdiscono col tepore della primavera a venire e le moderne tecniche le vecchie mai superate lezioni di rispetto dell’ambiente e l’uso oculato e parsimonioso delle risorse di idro carburi. Se negli anni scorsi ci si era ritornati all’uso della legna (pellet) per scaldare l’acqua quest’anno ci aggiungiamo l’energia elettrica catturata dal sole su una nuova struttura tutta in legno. Così il tuo soggiorno all’agriturismo Ciato non solo sarà luogo di svago, divertimento, di scoperta enogastronomica o culturale, ma una vera vacanza ecologica.

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EXPO 2015

Qui in agriturismo quando si entra in cucina non si entra solo per mescolare ingredienti, per trasformare le materie prime in ghiotte prelibatezze. Sulla dispensa c’è un contenitore particolare che agisce a suo piacere, una polvere magica che si aggiunge a tutti i piatti; è un trito di emozioni legato a ricordi, a persone a cose. Ogni piatto è un emozione che riesplode, ogni volta diversa, perché oltre a ciò in cucina domina la stagionalità, il sole, la pioggia, l’arte, l’umore di chi ha cotto il formaggio di chi ha salato il salume di ciò che le bestie hanno mangiato. Sono proprio questi i magici segreti che assieme al fuoco e alle sapienti meni delle “resdore” tolgono noia e ripetitività alla mensa.

 

 

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Meeting aziendali

Siamo sempre più scelti da meeting  aziendali, riunioni di gruppo; viene così premiata la nostra scelta di avere in azienda un solo gruppo per volta.
La privacy, la lontananza da occhi indiscreti, la tranquillità, il silenzio e non di meno la location pagano della scelta fatta all’inizio della nostra avventura.
Ha tutto questo va aggiunto che siamo in grado, da soli o con l’aiuto di esperti del settore, di organizzare eventi di intrattenimento, giochi a tema e quanto altro possa essere richiesto dal committente per una buona riuscita dell’evento.
Senza sottacere la possibilità soprattutto per gli stranieri di fare dei piccoli corsi sull’utilizzo dei prodotti del territorio o delle degustazioni guidate.

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Turismo responsabile

2 Giugno; in occasione della Festa del Turismo responsabile, ai viaggiatori che vogliono scegliere un altro turismo, scoprendo l'Italia delle buone prassi, della sostenibilità, dell'eco-compatibilità, delle attività green e della ristorazione a km zero, l’agriturismo Ciato di Parma a chi in questa settimana soggiornerà presso le proprie strutture, oltre al tradizionale presente ed ai relativi buoni sconto presso la rivendita con noi convenzionata del cav. Alberto Ilari regalerà un vasetto delle proprie marmellate del costo di €.5.00   Marmellate di antiche ricette fatte con gli ortaggi del proprio orto.

Un’occasione in più per scegliere un agriturismo al centro del triangolo del gusto - Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Salame Felino – del circuito Castelli del Ducato e a quattro passi dalla Magnani-Rocca dove è sempre possibile ammirare opere di  Goya, Durer, Canova, Morandi, Burri, senza tralasciare la possibilità di raggiungere il castello di Torrechiara a piedi costeggiando campi di girasole e pomodori o con le bici dell’agriturismo.

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Campo estivo in lingua inglese 2014

Ed è già tutto pronto, rimangono anche alcuni posti liberi per i ritardatari. Poi il 09/06/14 parte la nuova edizione del campo estivo inglese a Ciato con la collaborazione di “stella cadente”.

Inoltre ad ogni fine settimana una sorpresa per grandi e piccini!!!

Info: 327.8473007

 

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Incredibile -SI VOLA-

Parma, Ciato 19 maggio 2014.

Incredibile si vola, raggiunto l'accordo per i nstri ospiti di volare in mongolfiera sui castelli del ducato, sui parchi o la dove ti porta il vento......

Un opportunità in più offerta ai nostri ospiti, ai novelli sposi per scambiarsi una promessa di matrimonio nel cielo e a tutti gli amanti che vogliono guardare il mondo dall'alto.

Per info contattateci

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Vino in festa

Sabato 17 e domenica 18 maggio 2014 sembra essere il fine settimana internazionale dedicato al dio Bacco.

Sono numerosissime le manifestazioni che celebrano questa bevanda nata sembra casualmente per conservare l’uva.

In Italia è la zona del Valdarno la più datata, sono stati ritrovati in depositi di lignite, reperti fossili di tralci di vite (Vitis vinifera) risalenti a 2 milioni di anni fa.

Diversi ritrovamenti archeologici dimostrano che la Vitis vinifera cresceva spontanea già 300.000 anni fa. Studi recenti tendono ad associare i primi degustatori di tale bevanda già al neolitico; si pensa che la scoperta fu casuale e dovuta a fermentazione naturale avvenuta in contenitori dove gli uomini riponevano l'uva. Le più antiche tracce di coltivazione della vite sono state rinvenute sulle rive del Mar Caspio e nella Turchia orientale. Tra le manifestazioni in oggetto vogliamo ricordare “benvenuto nel Vermentino” che si svolgerà a Castelnuovo Magra nelle sale dei signorili palazzi settecenteschi che caratterizzano il centro storico della cittadina. Lungo via Dante si potrà passeggiare e, come ai "vecchi tempi", accomodarsi nei salottini disposti all’esterno dei palazzi, con la piacevole compagnia del Vermentino, gentilmente proposto dai produttori locali e di toscana, Sardegna e Corsica, accompagnato, come ogni anno, dai prodotti tipici locali. Nel Giardino comunale poi saranno organizzate le degustazioni guidate e gli Wine tasting, eventi e presentazioni.

Si potrà inoltre visitare il Museo multimediale del Vermentino dove effettuare un percorso rivolto ai territori del Vermentino, consultare il data base delle aziende, la guida multimediale e conoscere i territori e i produttori attraverso i video di presentazione.

A Bourg, in Francia, dal 17 al 19 Maggio ha luogo la XIV edizione di “Les Citadelles du vin”, uno dei piu' importanti concorsi enologici che puo' vantare oltre il 75% di etichette straniere di qualita'.; dove una giuria di 50 degustatori da tutto il mondo si riunisce per eleggere i migliori vini tra gli oltre 1200 campioni in gara provenienti da 30 Paesi.

Tornando in Italia, Festa a Langhe-Roero Monferrato riconosciuto Territorio UNRSCO

per la sua armonia e per l'efficace bilanciamento tra qualità estetiche del paesaggio rurale, architetture e costruzioni storiche, e antica e autentica tradizione della viticoltura”.

Tre giorni dedicati al vino, alle cantine produttrici e all'enogastronomia italiana per intenditori a Cremona,  appuntamento per appassionati e semplici curiosi per scoprire i vini italiani e i loro abbinamenti.

La manifestazione fa parte del progetto "Cantine in Tour", nato per portare l'eccellenza delle cantine direttamente ai consumatori.

Corso Campi e Corso Garibaldi ospiteranno una rosa selezionata di stand di produttori vinicoli, abbinati a espositori di prodotti gastronomici tipici per garantire una totale immersione nelle tradizione della terra e della tavola della penisola italiana, un viaggio nel gusto e nelle tipicità territoriali.Da Padrona la fa la Toscana: “Wine Town a Firenze. Stand, degustazioni e seminari dedicati al vino all'interno di palazzi storici, antiche dimore e musei. Segue con i “Giorni del vino” L'evento per scoprire le cantine aretine e i vini del territorio.Si prosegue con “Alla Corte del Vino” Mostra mercato all'interno di Villa Le Corti a San Casciano in Val di Pesa                                             Arriva “Simposio Masters of Wine”. Per la prima volta in Italia, si riuniranno a Firenze i più importanti opinionisti e decision makers della comunità mondiale del vino per l'Ottavo Simposio internazionale di Masters of Wine Institute intitolato Identità, Innovazione, Immaginazione. Ai nastri di partenza, Bosa, Sardegna, con la prima edizione “Grande festa del vino” e Sala Baganza –PR- con il "Festival della Malvasia" ed innaugurazione della cantina Musei del cibo.

Per l’occasione l’agriturismo Ciato di Parma mette a disposizione di ogni coppia che voglia soggiornare presso la propria struttura una Malvasia Etichetta Ciato Colli di Parma.

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VIN'ALP

Oggi si parla spesso di vino di viticultura, enologia; lo si è fatto anche al convegno del Cervim, una delle massime istituzioni con sede in Valle d’Aosta che raggruppa realtà del mondo vitivinicolo molto variegate. Si è parlato anche di viticultura di montagna, della sua importanza per la tutela e valorizzazione di territori dove il lavoro è in massima parte tutto manuale. I criteri identificativi della viticoltura di montagna definiti dal Comitato Tecnico Scientifico sono la pendenza del terreno superiore al 30%; altitudine superiore ai 500 metri s.l.m.; sistemi viticoli impiantati su terrazze e gradoni e la  viticoltura delle piccole isole. Per il 10 maggio la sezione Onav di Torino e provincia ha organizzato un dibattito confronto dal titolo "I tesori enologici della montagna" con la partecipazione di illustri relatori che porteranno le esperienze di territori e a seguire la degustazione di vini estremamente caratterizzanti. Anche l’agriturismo Ciato attento alle piccole produzioni guarda con attenzione a questi vini particolari che lasciano un retrogusto alpino.

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Agriturismo Ciato, una briciola di storia.

Vriv andar fina a Panocia?‚ al Pilaster bvi una bocia- po‚ voltè con poca fadiga l‚è al sit ed la Fodriga‚ Volete andare a Panocchia? ‚Ändate al Pilastro bevete una boccia - poi voltate con poca fatica è il posto della Fodriga- Con questi versi Domenico Galaverna, ideatore della maschera Battistein Panda, invitava alla fine dell’ottocento, inaugurato il tramway a vapore Parma/Langhirano, i parmigiani a far visita turistica a Panocchia. Panocchia piccolo paese all’estrema periferia del comune di Parma, posto sulla direttrice pedemontana, affiancato dal torrente Parma, che scendendo verso valle porta le sue acque e il suo nome alla città. E’ un paesello che va vissuto non solo per la sua invidiabile posizione geografica, ma per la ricchezza del territorio non solo di natura economica, c’è un patrimonio diverso da salvaguardare, fatto di tradizioni, di ambiente, di cultura, di prodotti tipici. Non è un caso se uno dei prodotti più utilizzati nelle nostre cucine, la conserva di pomodoro, a qui i suoi natali alla fine del 1800, per opera dell’agronomo Rognoni, se il salame di Felino e moltissimi insaccati, alcuni ormai persi nella notte dei tempi come la borsa‚ un insaccato con l’impasto dell’attuale cotechino inserito nel capiente intestino cieco, piuttosto che la spalla avvolta nello stomaco del maiale sono legati ad una famiglia, i Fereoli da Panocchia, come testimonia l’elenco generale delle ditte industriali e commerciali del 1926, una delle più intraprendenti ditte sulle 29 operanti su tutto il territorio provinciale, se il Parmigiano Reggiano ancora oggi lo possiamo chiamare con questo nome lo si deve ad un abitante di Panocchia, Carlo Rognoni, che alla fine del 1800 si oppose fermamente ad una delibera già presa dalla Camera di Commercio di Milano che cercò di appropriarsi della denominazione Parmigiano‚ per il suo grana fabbricato oltre Po, se una grossa spinta alla selezione delle bovine da latte parti negli anni 1950 da mio padre, Schianchi Sesto, come riportato dai vecchi registri APA di Parma e da “Profili Parmensi” operazioni che lo vide poi insignito del Cavalierato, se le prime semine di grano duro in provincia iniziarono alla Corte e a Ciato oggi sede dagli anni 1970 di sperimentazione comparatale. Ma non siamo solo appassionati di agricoltura e di maiali, abbiamo anche la Fodriga, vissuta nel XV secolo a cui si deve per un diverso periodo la stampa di un lunario in lingua paisana‚ come si usa dire per il dialetto parlato fuori città. Artisti del valore di Stanislao Campana del XVIII secolo di cui la chiesetta del paese conserva ancora una tela. L’altra peculiarità di Ciato e di Panocchia è l’ospitalità. E’ da quando sono nato che al sabato e alla domenica bollono grosse pentole, prima sulla stufa di ghisa, poi nella rivoluzionaria stufa economica, ora su quella professionale, tant’è che alla attività agricola oggi si affianca l’agriturismo. Illustri ospiti, della città e fuori città, sono passati da Ciato o da Panocchia, citeremo solo quelli che oggi non hanno più problemi di privacy: Luisa Elisabetta infante di Francia, Elisabetta Farnese regina di Spagna, Margherita Farnese duchessa di Modena, Alfonso Bevilacqua Cantelli, il poeta arcadico Carlo Innocenzo Frugoni, Climene Teutonia, Paolo Maria Paciaudi. Ciato, una realtà che nell’innovazione della tradizione cerchiamo di conservare.

 

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Felice Pasqua

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Ciato: cucina per cucina

Da diverso tempo si assiste ad un vigoroso risveglio di interesse verso la cucina dei sapori perduti, la “cucina delle nonne”  per recuperarne i valori, i sapori, quelli legati alla sì detta cucina povera.

E’ un crescendo continuo di pubblicazioni, ricerca, trasmissioni televisive destinati ad approfondire i molteplici aspetti riguardanti la storia del cibo del costume alimentare e del territorio. Ma vi è un aspetto che nessuno deve mai dimenticare a cui nessuna pubblicazione o trasmissione può supplire e integrare; il sapore della terra e le mani di chi cucina. Lo abbiamo dimostrato  e siamo in grado di rimostrarlo: stessa ricetta con ingredienti comprati al mercato e i prodotti della nostra terra, c’e rassomiglianza ma non affinità, stessi prodotti, stessa ricetta, stessa cucina, ma mani diverse; c’è affinità, attinenza e conformità ma alcune sfumature rimangono. Ecco perché qualcuno ebbe a dire della cucina parmigiana; la cucina degli anolini dalle mille variazioni.

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La forza dell’Italia sta negli artigiani e nella piccola industria

Lo dice quel toscanaccio di Alberto Grimellini, agronomo e giornalista, in un lungo articolo di dicembre apparso sul mensile Teatro Natura “gli artigiani del cibo italiani cominciano ad alzare la voce e a sgomitare. Certo, non hanno la forza di lobby consolidate, né le risorse per “imporre” certe linee editoriali ai media. Sono però migliaia, anzi decine di migliaia. E come disse un grande artigiano italiano a cavallo tra il 1400 e il 1550: “l'arco è la somma di due debolezze” (Leonardo da Vinci). Come dire, due debolezze fanno una forza...”  Sono la maggioranza silenziosa dell'economia agroalimentare del nostro Paese. Producono quelle unicità che il mondo ci invidia, e ci compra, e che “l'industria poi cerca di copiare”. Per loro è pronto un mercato, soprattutto all'estero, ma bisogna andare a conquistarselo. Servono soluzioni su misura per la piccola e media impresa.

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Agriturismo; curiosità sul vino.

Dal momento che portiamo in tavola due nostre etichette ci siamo addentrati nella storia del vino e speravamo che la storia palesasse la sua nascita nel nostro amato quanto vituperato Paese.

Così non è, sembra che l’origine del primo vino, che risale a circa 2000 anni a. C. trovi casa a Cipro. E’ il Commandaria, il vino dolce da dessert che prende il proprio nome direttamente dalla sua zona di produzione. Commandria è il luogo dove, nel 1210, i cavalieri dell’Ordine di San Giovanni costruirono il castello Kolossi.

Si racconta che , il re Riccardo Cuor di Leone d’Inghilterra, fu così rapito che al suo matrimonio lo avrebbe definito “il vino dei re e il re dei vini. A Ciato non potendoci permettere tale “re” dispensiamo “malvasia dolce dei colli di Parma” ardendo faccia parte dell’albero genealogico.

 

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AUGURI

AUGURI in musica

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Da vedere nella petite capital

Parma rimane una piccola capitale quale è stata per secoli: il suo passato di città ducale si coglie non solo nell'aspetto urbano, ma soprattutto nello stile di vita cittadino. Mostre e musei apprezzati anche oltrefrontiera, un teatro e una produzione operistica di alto livello, un centro universitario di caratura internazionale fanno di Parma un territorio con una forte capacità di attrazione. Cerniera tra l'area padana e il Mar Tirreno, tra Lombardia ed Emilia, la provincia di Parma si rivela laboriosa e dinamica, orgogliosa di essere meritatamente definita valle del cibo. Hanno qui i natali indiscussi e riconosciuti prodotti a livello mondiale: prosciutto, culatello, parmigiano, pasta, latte e pomodoro. Inoltre, Parma e la sua provincia offrono numerosi motivi di attrazione per un turista appassionato di arte e storia; due più begli esempi di arte romanica in Italia li troviamo in centro: il Duomo (1059) con la sua imponente facciata e, all'interno, la cupola decorata dal mirabile, suggestivo affresco (L'Assunzione della Vergine, 1526-1530) del pittore cinquecentesco Correggio, e il Battistero (1196), frutto del genio architettonico di Benedetto Antelami, monumento unico nel suo genere, costruito in marmo rosa di Verona, di forma ottagonale,  e riccamente affrescato all'interno. Il Cinquecento parmigiano si manifesta tutto nell'imponente Palazzo della Pilotta, che ospita la Galleria Nazionale, ma anche lo straordinario Teatro Farnese, costruito interamente in legno. E, ancora, nella Chiesa della Steccata, splendida chiesa rinascimentale il cui tesoro maggiore è costituito dal ciclo decorativo delle Vergini sagge e delle Vergini folli, dipinto dal Parmigianino. Il Correggio è presente in città con un altro capolavoro nella Camera di San Paolo: la volta dell’appartamento della Badessa Giovanna Piacenza, affrescata nel 1519 e considerata uno degli esiti più alti del maturo Rinascimento italiano. Parma offre ai suoi ospiti anche una larga gamma di opportunità di intrattenimento: manifestazioni, eventi musicali, rappresentazioni teatrali. Il Festival Verdi dedicato al grande compositore italiano, nato nella vicina Busseto. Ogni anno, nel mese di ottobre, le opere del Maestro sono rappresentate nel famoso Teatro Regio, solo per citare la manifestazione più nota. Ma anche il contado di Parma è ricco di tesori artistici e naturali: i castelli costruiti da nobili famiglie del territorio tra il XIV e il XVI secolo, pievi medievali, suggestivi paesaggi dal fiume Po il più importante fiume d’Italia fino alle catene di monti dell'Appennino. Interessanti sono poi i percorsi enogastronomici dove è possibile scoprire come ancora oggi nascono i migliori prodotti della food-walley. Rimangono poi le fiere con CIBUS uno dei saloni enogastronomici più famoso al mondo.

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Soggiornare a Parma

L’agriturismo “Ciato” è parte di un cascinale le cui fondamenta e cantine risalgono al quattrocento, sito in una tranquilla località agricola ed in prossimità di molteplici bellezze ambientali e storiche, tra le quali il castello di Torrechiara, l’abbazia Madonna della neve e la fondazione Magnani Rocca per non tralasciare Parma che dista soli 12 Km e raggiungibile anche con bus. Non si può poi trascurare il percorso enogastronomico “Strada del prosciutto e dei vini dei colli di Parma” di cui il nostro agriturismo, oltre farne parte ha messo in atto alcune collaborazioni per rendere certe le visite agli opifici del prosciutto e del Parmigiano e acquistare con prezzi particolari. La struttura è l’ideale per soggiornare in relax, gli ambienti sono spaziosi ed accoglienti, all’interno come nel cortile e nei giardini esterni. Dispone di un appartamento di 108 mq. un ampia camera matrimoniale uso anche tripla ed una singola uso doppia,  tutte con bagno privato. La sala prima colazione, ampia e confortevole, ospita anche una piccola libreria con pregiati libri illustrati che parlano del territorio. La cucina costituisce il valore aggiunto dell’agriturismo, sforna piatti della tradizione ancora fatti a mano, a servizio dei clienti su richiesta. E’ possibile una anteprima virtuale.

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Petite Capital

Petite Capital: lo si dice della mia città, Parma, conosciuta come una piccola capitale di respiro europeo che sa unire uno stile di vita elegante e culturalmente ricco alla sobrietà e alla vita sana delle città di provincia. L’appellativo di piccola Capitale viene dalla sua storia, infatti fu capitale del Ducato durante il regno dei Farnese, dei Borbone, degli Asburgo e nel periodo napoleonico, vanta il passaggio delle più grandi dinastie europee e proprio grazie a loro rimane una tradizione storico e culturale ancora oggi ben visibile e respirabile nell’atmosfera cittadina. La grande tradizione musicale dei cittadini, qui ebbero i natali Giuseppe Verdi ed Arturo Toscanini, fa si che i parmigiani siano considerati un pubblico tra i più esigenti e più competenti in Italia. Ma Parma è anche capitale del cibo, infatti CIBUS rassegna dell’alimentazione si celebra nel nostro padiglione fieristico. Parma è capitale dei buongustai perché una natura benevola ha donato a questo lembo di terra particolari condizioni ambientali dalla pianura del Po sino alle più alte giogaie dell’Appennino, dove l’uomo con il lavoro e l’amore per la sua terra ha saputo sfruttare ed affinare e dare origine a prodotti fra i più rinomati del mondo. L’impareggiabile formaggio Parmigiano-Reggiano, il prosciutto di Parma, i vini dei colli, per non sottacere il salame di Felino che di gatto non è, ma deve il suo nome al paese di origine, sino ad arrivare al culatello di Zibello. Nell’ottocento la lungimiranza di alcuni agricoltori arricchisce il patrimonio gastronomico con la lavorazione delle prime conserve di pomodoro e di pasta. Non è la sola presenza di tali prodotti a rendere Parma capitale della cucina, influisce anche la posizione geografica di questo piccolo Ducato, posto di transito privilegiato tra il sud ed il resto dell’Europa avendo su di un lato la Lombardia e dall’altro i domini pontifici. Da ricordare la via Francigena che dall’Europa centrale conduceva a Roma. Il fatto di essere un importante Ducato ed i diversi passaggi hanno fatto si che alla corte di Parma si affinassero i migliori piatti delle diverse nazioni, sapientemente rivisitati grazie al gusto ed alle produzioni locali, dando vita ad un raffinato ed interminabile menù. Piatti straordinari al palato, sicuramente, ma straordinari anche nella storia, alcuni dei quali l’agriturismo Ciato di Parma ripropone ai suoi ospiti.

Il carattere usato e Bodoniano:  Giambattista Bodoni direttore della Tipografia Reale di Parma (Saluzzo, 26/02/1740 – Parma, 30/11/1813) è stato un incisore, tipografo e stampatore italiano, ancora oggi noto per i caratteri tipografici da lui creati

Schianchi Mario

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Viaggio a Parma

Parma,  è famosa per la sua arte, l'architettura, il formaggio e ovviamente il prosciutto, ma pochi turisti in visita a Parma ne apprezzano il suo notevole fascino. Parma è una città elegante con una zona storica piccola e compatta, si percorre a piedi ed è una sorpresa ad ogni angolo.

Il Battistero  risale al 12° secolo,  arricchito dall’Antelami di innumerevoli sculture: i mesi, le stagioni e segni zodiacali.

La cattedrale esempio di architettura romanica con un interno decorato da affreschi imperdibili; opera anche del Correggio.

Il Museo Diocesano, Galleria Stuard, il Palazzo Ducale, Parco Ducale,  Palazzetto Eucherio Sanvitale. la Galleria Stuard teatro Regio e teatro Farnese, ed in Piazza Garibaldi il Palazzo del Governatore, sede di mostre continue, con il suo orologio astronomico.

In provincia, fra il fiume Po e l’Appennino, trovi una serie di castelli meravigliosamente conservati del 14 secolo, vale la pena per chi arriva in auto o moto farvi una visita. Poi per chi ama il trekking le prime vallate forniscono un sacco di opportunità e paesaggi da cartolina. In questo contesto sulla pedemontana a solo pochi passi da Parma, in ambiente caldo ed accogliente, trovi l’agriturismo Ciato, i cui titolari sono ben disposti a darti tutte le dritte per assaporare appieno le opportunità di un territorio ancora incontaminato dal turismo di massa.

 

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Autunno afrodisiaco

Tuber Uncinatum Chatin: che siano o meno fondate le virtù afrodisiache attribuite a questo tesoro nero a cominciare da Plinio fino a Pietro Aretino, passando per Casanova, il tartufo nero di Fragno  è senza ombra di dubbio il tesoro del territorio di Calestano.

il tartufo nero di Fragno si consuma prevalentemente fresco e si utilizza in molti piatti tipici della tradizione gastronomica locale come tortelli, tagliatelle, risotto, carni, uova e polentina. Inoltre il suo aroma intenso e delicato si combina perfettamente con il gusto di un altro prodotto tipico della Food Valley: il Parmigiano-Reggiano. Calestano, un borgo in festa per un mese intero. Saranno infatti cinque le domeniche dedicate a una delle eccellenze gastronomiche protagoniste dell'autunno parmense. La “Fiera nazionale del tartufo nero di Fragno” con la sua 23esima edizione dal 20 ottobre al 17 novembre 2013 è un programma ricco di eventi. Per chi vuole soggiornare poi nell’anfiteatro naturale dell’Appennino dove questo tubero si forma altra scelta non ha se non l’agriturismo Ciato di Parma, la cui corte è sorvegliata dal maniero del Pier Maria Rossi, castello di Torrechiara, costruito per amore e nelle cui cucine sembra che nel periodo autunnale funghi e tartufi fossero “dì casa”.

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Ciato: 125 miglia

L’agriturismo Ciato ancora protagonista dei raduni: ieri sabato 5 ottobre in una giornata di quelle che ti farebbero dire, se la passione non fosse tale, ma chi me lo fa fare ha ospitato gli amici del “moto125.org” per la sua prima edizione del circuito “125 miglia”  Chi sono i “ragazzi del 125 org”

Sono i ragazzi degli anni 80/90 che non possono dimenticare il loro primo “Bolide 125” a cui sono rimasti affezionati e che negli anni hanno mantenuto il motore ruggente, che puzza ancora di olio di ricino bruciato, di qualunque marca esse siano.

Qui di seguito mostriamo una foto che le raggruppa un po’ tutte quelle che hanno partecipato alla 1 edizione coordinata magistralmente, da quanto leggo oggi 6 ottobre nel loro forum, da Riccardo Barbieri,  Ricky per gli amici.

Solo una è stata lasciata in disparte, considerata vecchia dalle più giovani generazioni, la, appartata in un angolo, la cosa mi rattristava, mi ci sono avvicinato con discrezione, lo ritratta ed accarezzata, ma lei sembrava capisse la situazione, è arrivata ultima, partita ultima la signora “Gilera” con il suo pistone ben più lento col suo battito “cardiaco” classico ma con grande dignità ha percorso le sue 125 miglia senza segni di cedimento con la dignità della vecchia signora meno appariscente ma con un fascino che riesce ancora ad abbarbagliare.

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