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VIN'ALP

Oggi si parla spesso di vino di viticultura, enologia; lo si è fatto anche al convegno del Cervim, una delle massime istituzioni con sede in Valle d’Aosta che raggruppa realtà del mondo vitivinicolo molto variegate. Si è parlato anche di viticultura di montagna, della sua importanza per la tutela e valorizzazione di territori dove il lavoro è in massima parte tutto manuale. I criteri identificativi della viticoltura di montagna definiti dal Comitato Tecnico Scientifico sono la pendenza del terreno superiore al 30%; altitudine superiore ai 500 metri s.l.m.; sistemi viticoli impiantati su terrazze e gradoni e la  viticoltura delle piccole isole. Per il 10 maggio la sezione Onav di Torino e provincia ha organizzato un dibattito confronto dal titolo "I tesori enologici della montagna" con la partecipazione di illustri relatori che porteranno le esperienze di territori e a seguire la degustazione di vini estremamente caratterizzanti. Anche l’agriturismo Ciato attento alle piccole produzioni guarda con attenzione a questi vini particolari che lasciano un retrogusto alpino.

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de Gustibus

A 4 km dall’agriturismo Ciato confortevole dimora, dal 9 all’11 maggio, ritorna nella cornice di villa Melanchini “DE GUSTIBUS”, il salone delle piccole eccellenze italiane, un programma fitto ed articolato che spazia dall’artigianato artistico all’artigianato culinario.

Lungo i viali alberati del parco sono posizionati i prodotti tipici selezionati, sapori autentici, golosità per tutti i gusti.

All'interno della villa una ventina di produttori di vino testimoniano l’importanza e l’unicità del loro lavoro, guidando i visitatori alla degustazione (rigorosamente gratuita, ma a numero chiuso e dunque con prenotazione obbligatoria) e all'importanza del bere sano e consapevole. Le degustazioni guidate si addentreranno nella penisola, abbracciando un gran numero di territori: spazio importante, quest'anno, a una selezione di grandi vini calabresi, il cui assaggio sarà guidato dal sommelier Gaetano Palombella.

 

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Agriturismo Ciato, una briciola di storia.

Vriv andar fina a Panocia?‚ al Pilaster bvi una bocia- po‚ voltè con poca fadiga l‚è al sit ed la Fodriga‚ Volete andare a Panocchia? ‚Ändate al Pilastro bevete una boccia - poi voltate con poca fatica è il posto della Fodriga- Con questi versi Domenico Galaverna, ideatore della maschera Battistein Panda, invitava alla fine dell’ottocento, inaugurato il tramway a vapore Parma/Langhirano, i parmigiani a far visita turistica a Panocchia. Panocchia piccolo paese all’estrema periferia del comune di Parma, posto sulla direttrice pedemontana, affiancato dal torrente Parma, che scendendo verso valle porta le sue acque e il suo nome alla città. E’ un paesello che va vissuto non solo per la sua invidiabile posizione geografica, ma per la ricchezza del territorio non solo di natura economica, c’è un patrimonio diverso da salvaguardare, fatto di tradizioni, di ambiente, di cultura, di prodotti tipici. Non è un caso se uno dei prodotti più utilizzati nelle nostre cucine, la conserva di pomodoro, a qui i suoi natali alla fine del 1800, per opera dell’agronomo Rognoni, se il salame di Felino e moltissimi insaccati, alcuni ormai persi nella notte dei tempi come la borsa‚ un insaccato con l’impasto dell’attuale cotechino inserito nel capiente intestino cieco, piuttosto che la spalla avvolta nello stomaco del maiale sono legati ad una famiglia, i Fereoli da Panocchia, come testimonia l’elenco generale delle ditte industriali e commerciali del 1926, una delle più intraprendenti ditte sulle 29 operanti su tutto il territorio provinciale, se il Parmigiano Reggiano ancora oggi lo possiamo chiamare con questo nome lo si deve ad un abitante di Panocchia, Carlo Rognoni, che alla fine del 1800 si oppose fermamente ad una delibera già presa dalla Camera di Commercio di Milano che cercò di appropriarsi della denominazione Parmigiano‚ per il suo grana fabbricato oltre Po, se una grossa spinta alla selezione delle bovine da latte parti negli anni 1950 da mio padre, Schianchi Sesto, come riportato dai vecchi registri APA di Parma e da “Profili Parmensi” operazioni che lo vide poi insignito del Cavalierato, se le prime semine di grano duro in provincia iniziarono alla Corte e a Ciato oggi sede dagli anni 1970 di sperimentazione comparatale. Ma non siamo solo appassionati di agricoltura e di maiali, abbiamo anche la Fodriga, vissuta nel XV secolo a cui si deve per un diverso periodo la stampa di un lunario in lingua paisana‚ come si usa dire per il dialetto parlato fuori città. Artisti del valore di Stanislao Campana del XVIII secolo di cui la chiesetta del paese conserva ancora una tela. L’altra peculiarità di Ciato e di Panocchia è l’ospitalità. E’ da quando sono nato che al sabato e alla domenica bollono grosse pentole, prima sulla stufa di ghisa, poi nella rivoluzionaria stufa economica, ora su quella professionale, tant’è che alla attività agricola oggi si affianca l’agriturismo. Illustri ospiti, della città e fuori città, sono passati da Ciato o da Panocchia, citeremo solo quelli che oggi non hanno più problemi di privacy: Luisa Elisabetta infante di Francia, Elisabetta Farnese regina di Spagna, Margherita Farnese duchessa di Modena, Alfonso Bevilacqua Cantelli, il poeta arcadico Carlo Innocenzo Frugoni, Climene Teutonia, Paolo Maria Paciaudi. Ciato, una realtà che nell’innovazione della tradizione cerchiamo di conservare.

 

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Felice Pasqua

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Vacanze a Parma: non puoi prescindere dal scegliere l’agriturismo Ciato

All’agriturismo Ciato è possibile soggiornare sia in B&B che in pensione o se preferite in appartamento autonomo, nella zona più affascinante di Parma. La val Parma il cui nome deriva dal fiume che scorre la valle, già singolare il fatto che sia chiamato al femminile, definita la valle del cibo per eccellenza. Luogo ideale per trascorrere una vacanza a contatto coi i migliori cibi del mondo, in cui ancora si incontra gente di antiche tradizioni, dalla calda accoglienza ed una vasta gamma di opportunità e servizi volti a rendere il soggiorno indimenticabile.

Già partendo dall’aia di Ciato si incontrano interessanti itinerari:

Enogastronomia http://www.stradadelprosciutto.it/

http://www.ciato.it/enogastronomia.php?lang=ita

 

In città a soli 12 km. Parma, 

 

I castelli del ducato a partire da 1800 mt. Torrechiara  http://www.castellidelducato.it/castellidelducato/

 

A soli due km. Gentile da Fabriano, Filippo Lippi, Dürer, Tiziano, Rubens, Van Dyck, Goya, Monet, Renoir, Cézanne, De Pisis, 17 oli di Giorgio Morandi, Burri, sculture quali un importante Canova e opere di Lorenzo Bartolini. Presso la Magnani Rocca

 

Abbazia Benedettina a soli 1800mt.

 

Convenzioni

 

Video

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Ciato: cucina per cucina

Da diverso tempo si assiste ad un vigoroso risveglio di interesse verso la cucina dei sapori perduti, la “cucina delle nonne”  per recuperarne i valori, i sapori, quelli legati alla sì detta cucina povera.

E’ un crescendo continuo di pubblicazioni, ricerca, trasmissioni televisive destinati ad approfondire i molteplici aspetti riguardanti la storia del cibo del costume alimentare e del territorio. Ma vi è un aspetto che nessuno deve mai dimenticare a cui nessuna pubblicazione o trasmissione può supplire e integrare; il sapore della terra e le mani di chi cucina. Lo abbiamo dimostrato  e siamo in grado di rimostrarlo: stessa ricetta con ingredienti comprati al mercato e i prodotti della nostra terra, c’e rassomiglianza ma non affinità, stessi prodotti, stessa ricetta, stessa cucina, ma mani diverse; c’è affinità, attinenza e conformità ma alcune sfumature rimangono. Ecco perché qualcuno ebbe a dire della cucina parmigiana; la cucina degli anolini dalle mille variazioni.

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Eventi

Si incominciò per scherzo il 1 maggio del 1999 con il raduno di tutte le Lambda ancora marcianti al mondo; da allora diverse sono le aziende anche multinazionali, gruppi sportivi ecc… che scelgono Ciato per le loro convention, per riunioni o più semplicemente per un soggiorno di piacere e promozione.

La scelta è nella possibilità di trovare nell’agriturismo Ciato di Parma, un collaboratore attendibile che grazie alle sue partnership  di provata affidabilità è in grado di soddisfare anche le più esigenti pretese del committente in un unico pacchetto. Si spazia dai giochi di ruolo, di intrattenimento, persino ai voli con mongolfiera, il tutto, immancabilmente, accompagnato da una varietà di indimenticabili piatti di cui questa terra vanta un riconoscimento mondiale anche dalla rivista statunitense Forbes.

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La forza dell’Italia sta negli artigiani e nella piccola industria

Lo dice quel toscanaccio di Alberto Grimellini, agronomo e giornalista, in un lungo articolo di dicembre apparso sul mensile Teatro Natura “gli artigiani del cibo italiani cominciano ad alzare la voce e a sgomitare. Certo, non hanno la forza di lobby consolidate, né le risorse per “imporre” certe linee editoriali ai media. Sono però migliaia, anzi decine di migliaia. E come disse un grande artigiano italiano a cavallo tra il 1400 e il 1550: “l'arco è la somma di due debolezze” (Leonardo da Vinci). Come dire, due debolezze fanno una forza...”  Sono la maggioranza silenziosa dell'economia agroalimentare del nostro Paese. Producono quelle unicità che il mondo ci invidia, e ci compra, e che “l'industria poi cerca di copiare”. Per loro è pronto un mercato, soprattutto all'estero, ma bisogna andare a conquistarselo. Servono soluzioni su misura per la piccola e media impresa.

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Agriturismo; curiosità sul vino.

Dal momento che portiamo in tavola due nostre etichette ci siamo addentrati nella storia del vino e speravamo che la storia palesasse la sua nascita nel nostro amato quanto vituperato Paese.

Così non è, sembra che l’origine del primo vino, che risale a circa 2000 anni a. C. trovi casa a Cipro. E’ il Commandaria, il vino dolce da dessert che prende il proprio nome direttamente dalla sua zona di produzione. Commandria è il luogo dove, nel 1210, i cavalieri dell’Ordine di San Giovanni costruirono il castello Kolossi.

Si racconta che , il re Riccardo Cuor di Leone d’Inghilterra, fu così rapito che al suo matrimonio lo avrebbe definito “il vino dei re e il re dei vini. A Ciato non potendoci permettere tale “re” dispensiamo “malvasia dolce dei colli di Parma” ardendo faccia parte dell’albero genealogico.

 

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AUGURI

AUGURI in musica

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Da vedere nella petite capital

Parma rimane una piccola capitale quale è stata per secoli: il suo passato di città ducale si coglie non solo nell'aspetto urbano, ma soprattutto nello stile di vita cittadino. Mostre e musei apprezzati anche oltrefrontiera, un teatro e una produzione operistica di alto livello, un centro universitario di caratura internazionale fanno di Parma un territorio con una forte capacità di attrazione. Cerniera tra l'area padana e il Mar Tirreno, tra Lombardia ed Emilia, la provincia di Parma si rivela laboriosa e dinamica, orgogliosa di essere meritatamente definita valle del cibo. Hanno qui i natali indiscussi e riconosciuti prodotti a livello mondiale: prosciutto, culatello, parmigiano, pasta, latte e pomodoro. Inoltre, Parma e la sua provincia offrono numerosi motivi di attrazione per un turista appassionato di arte e storia; due più begli esempi di arte romanica in Italia li troviamo in centro: il Duomo (1059) con la sua imponente facciata e, all'interno, la cupola decorata dal mirabile, suggestivo affresco (L'Assunzione della Vergine, 1526-1530) del pittore cinquecentesco Correggio, e il Battistero (1196), frutto del genio architettonico di Benedetto Antelami, monumento unico nel suo genere, costruito in marmo rosa di Verona, di forma ottagonale,  e riccamente affrescato all'interno. Il Cinquecento parmigiano si manifesta tutto nell'imponente Palazzo della Pilotta, che ospita la Galleria Nazionale, ma anche lo straordinario Teatro Farnese, costruito interamente in legno. E, ancora, nella Chiesa della Steccata, splendida chiesa rinascimentale il cui tesoro maggiore è costituito dal ciclo decorativo delle Vergini sagge e delle Vergini folli, dipinto dal Parmigianino. Il Correggio è presente in città con un altro capolavoro nella Camera di San Paolo: la volta dell’appartamento della Badessa Giovanna Piacenza, affrescata nel 1519 e considerata uno degli esiti più alti del maturo Rinascimento italiano. Parma offre ai suoi ospiti anche una larga gamma di opportunità di intrattenimento: manifestazioni, eventi musicali, rappresentazioni teatrali. Il Festival Verdi dedicato al grande compositore italiano, nato nella vicina Busseto. Ogni anno, nel mese di ottobre, le opere del Maestro sono rappresentate nel famoso Teatro Regio, solo per citare la manifestazione più nota. Ma anche il contado di Parma è ricco di tesori artistici e naturali: i castelli costruiti da nobili famiglie del territorio tra il XIV e il XVI secolo, pievi medievali, suggestivi paesaggi dal fiume Po il più importante fiume d’Italia fino alle catene di monti dell'Appennino. Interessanti sono poi i percorsi enogastronomici dove è possibile scoprire come ancora oggi nascono i migliori prodotti della food-walley. Rimangono poi le fiere con CIBUS uno dei saloni enogastronomici più famoso al mondo.

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Soggiornare a Parma

L’agriturismo “Ciato” è parte di un cascinale le cui fondamenta e cantine risalgono al quattrocento, sito in una tranquilla località agricola ed in prossimità di molteplici bellezze ambientali e storiche, tra le quali il castello di Torrechiara, l’abbazia Madonna della neve e la fondazione Magnani Rocca per non tralasciare Parma che dista soli 12 Km e raggiungibile anche con bus. Non si può poi trascurare il percorso enogastronomico “Strada del prosciutto e dei vini dei colli di Parma” di cui il nostro agriturismo, oltre farne parte ha messo in atto alcune collaborazioni per rendere certe le visite agli opifici del prosciutto e del Parmigiano e acquistare con prezzi particolari. La struttura è l’ideale per soggiornare in relax, gli ambienti sono spaziosi ed accoglienti, all’interno come nel cortile e nei giardini esterni. Dispone di un appartamento di 108 mq. un ampia camera matrimoniale uso anche tripla ed una singola uso doppia,  tutte con bagno privato. La sala prima colazione, ampia e confortevole, ospita anche una piccola libreria con pregiati libri illustrati che parlano del territorio. La cucina costituisce il valore aggiunto dell’agriturismo, sforna piatti della tradizione ancora fatti a mano, a servizio dei clienti su richiesta. E’ possibile una anteprima virtuale.

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Petite Capital

Petite Capital: lo si dice della mia città, Parma, conosciuta come una piccola capitale di respiro europeo che sa unire uno stile di vita elegante e culturalmente ricco alla sobrietà e alla vita sana delle città di provincia. L’appellativo di piccola Capitale viene dalla sua storia, infatti fu capitale del Ducato durante il regno dei Farnese, dei Borbone, degli Asburgo e nel periodo napoleonico, vanta il passaggio delle più grandi dinastie europee e proprio grazie a loro rimane una tradizione storico e culturale ancora oggi ben visibile e respirabile nell’atmosfera cittadina. La grande tradizione musicale dei cittadini, qui ebbero i natali Giuseppe Verdi ed Arturo Toscanini, fa si che i parmigiani siano considerati un pubblico tra i più esigenti e più competenti in Italia. Ma Parma è anche capitale del cibo, infatti CIBUS rassegna dell’alimentazione si celebra nel nostro padiglione fieristico. Parma è capitale dei buongustai perché una natura benevola ha donato a questo lembo di terra particolari condizioni ambientali dalla pianura del Po sino alle più alte giogaie dell’Appennino, dove l’uomo con il lavoro e l’amore per la sua terra ha saputo sfruttare ed affinare e dare origine a prodotti fra i più rinomati del mondo. L’impareggiabile formaggio Parmigiano-Reggiano, il prosciutto di Parma, i vini dei colli, per non sottacere il salame di Felino che di gatto non è, ma deve il suo nome al paese di origine, sino ad arrivare al culatello di Zibello. Nell’ottocento la lungimiranza di alcuni agricoltori arricchisce il patrimonio gastronomico con la lavorazione delle prime conserve di pomodoro e di pasta. Non è la sola presenza di tali prodotti a rendere Parma capitale della cucina, influisce anche la posizione geografica di questo piccolo Ducato, posto di transito privilegiato tra il sud ed il resto dell’Europa avendo su di un lato la Lombardia e dall’altro i domini pontifici. Da ricordare la via Francigena che dall’Europa centrale conduceva a Roma. Il fatto di essere un importante Ducato ed i diversi passaggi hanno fatto si che alla corte di Parma si affinassero i migliori piatti delle diverse nazioni, sapientemente rivisitati grazie al gusto ed alle produzioni locali, dando vita ad un raffinato ed interminabile menù. Piatti straordinari al palato, sicuramente, ma straordinari anche nella storia, alcuni dei quali l’agriturismo Ciato di Parma ripropone ai suoi ospiti.

Il carattere usato e Bodoniano:  Giambattista Bodoni direttore della Tipografia Reale di Parma (Saluzzo, 26/02/1740 – Parma, 30/11/1813) è stato un incisore, tipografo e stampatore italiano, ancora oggi noto per i caratteri tipografici da lui creati

Schianchi Mario

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Viaggio a Parma

Parma,  è famosa per la sua arte, l'architettura, il formaggio e ovviamente il prosciutto, ma pochi turisti in visita a Parma ne apprezzano il suo notevole fascino. Parma è una città elegante con una zona storica piccola e compatta, si percorre a piedi ed è una sorpresa ad ogni angolo.

Il Battistero  risale al 12° secolo,  arricchito dall’Antelami di innumerevoli sculture: i mesi, le stagioni e segni zodiacali.

La cattedrale esempio di architettura romanica con un interno decorato da affreschi imperdibili; opera anche del Correggio.

Il Museo Diocesano, Galleria Stuard, il Palazzo Ducale, Parco Ducale,  Palazzetto Eucherio Sanvitale. la Galleria Stuard teatro Regio e teatro Farnese, ed in Piazza Garibaldi il Palazzo del Governatore, sede di mostre continue, con il suo orologio astronomico.

In provincia, fra il fiume Po e l’Appennino, trovi una serie di castelli meravigliosamente conservati del 14 secolo, vale la pena per chi arriva in auto o moto farvi una visita. Poi per chi ama il trekking le prime vallate forniscono un sacco di opportunità e paesaggi da cartolina. In questo contesto sulla pedemontana a solo pochi passi da Parma, in ambiente caldo ed accogliente, trovi l’agriturismo Ciato, i cui titolari sono ben disposti a darti tutte le dritte per assaporare appieno le opportunità di un territorio ancora incontaminato dal turismo di massa.

 

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Autunno afrodisiaco

Tuber Uncinatum Chatin: che siano o meno fondate le virtù afrodisiache attribuite a questo tesoro nero a cominciare da Plinio fino a Pietro Aretino, passando per Casanova, il tartufo nero di Fragno  è senza ombra di dubbio il tesoro del territorio di Calestano.

il tartufo nero di Fragno si consuma prevalentemente fresco e si utilizza in molti piatti tipici della tradizione gastronomica locale come tortelli, tagliatelle, risotto, carni, uova e polentina. Inoltre il suo aroma intenso e delicato si combina perfettamente con il gusto di un altro prodotto tipico della Food Valley: il Parmigiano-Reggiano. Calestano, un borgo in festa per un mese intero. Saranno infatti cinque le domeniche dedicate a una delle eccellenze gastronomiche protagoniste dell'autunno parmense. La “Fiera nazionale del tartufo nero di Fragno” con la sua 23esima edizione dal 20 ottobre al 17 novembre 2013 è un programma ricco di eventi. Per chi vuole soggiornare poi nell’anfiteatro naturale dell’Appennino dove questo tubero si forma altra scelta non ha se non l’agriturismo Ciato di Parma, la cui corte è sorvegliata dal maniero del Pier Maria Rossi, castello di Torrechiara, costruito per amore e nelle cui cucine sembra che nel periodo autunnale funghi e tartufi fossero “dì casa”.

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Ciato: 125 miglia

L’agriturismo Ciato ancora protagonista dei raduni: ieri sabato 5 ottobre in una giornata di quelle che ti farebbero dire, se la passione non fosse tale, ma chi me lo fa fare ha ospitato gli amici del “moto125.org” per la sua prima edizione del circuito “125 miglia”  Chi sono i “ragazzi del 125 org”

Sono i ragazzi degli anni 80/90 che non possono dimenticare il loro primo “Bolide 125” a cui sono rimasti affezionati e che negli anni hanno mantenuto il motore ruggente, che puzza ancora di olio di ricino bruciato, di qualunque marca esse siano.

Qui di seguito mostriamo una foto che le raggruppa un po’ tutte quelle che hanno partecipato alla 1 edizione coordinata magistralmente, da quanto leggo oggi 6 ottobre nel loro forum, da Riccardo Barbieri,  Ricky per gli amici.

Solo una è stata lasciata in disparte, considerata vecchia dalle più giovani generazioni, la, appartata in un angolo, la cosa mi rattristava, mi ci sono avvicinato con discrezione, lo ritratta ed accarezzata, ma lei sembrava capisse la situazione, è arrivata ultima, partita ultima la signora “Gilera” con il suo pistone ben più lento col suo battito “cardiaco” classico ma con grande dignità ha percorso le sue 125 miglia senza segni di cedimento con la dignità della vecchia signora meno appariscente ma con un fascino che riesce ancora ad abbarbagliare.

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Viaggio a Parma

Il parmense è zona ricca di produzioni autoctone e accanto a quelle più famose e rinomate ci sono moltissimi prodotti poco conosciuti che vale la pena di scoprire.
Dalle acque del Po agli Appennini che ci uniscono alla Liguria e Toscana, sono tanti gli itinerari per coloro che vogliono abbinare alla cultura e alla bellezza paesaggistica la scoperta dei sapori che nascono dalle terre Parmensi.
Lasciatevi rapire dai vini, Malvasia di Candia, Lambrusco, Colli rosso Parma e Sauvignon.

Immerse fra i vigneti, le aziende agricole hanno mantenuto le tecniche di lavorazione tradizionali per rendere i loro prodotti unici.
Langhirano, non è solo prosciutto di Parma, ma dolci colline, e anche qui si coltiva la passione per il vino, simbolo italiano per eccellenza, che accompagna la fantasiosa cucina di un  “mare di sapori”.
Sapori decisi, come il Parmigiano-Reggiano il salame di Felino e il tarufo di Fragno. Una miriade di colori e profumi che incontri e annusi percorrendo la “strada del prosciutto e dei vini dei colli di Parma”.
Per chi cerca un gusto pregiato e particolare,  deve ancora a mano le “rezdore”, preparano i primi piatti della tradizione parmense e bene pernottare a Ciato, antica azienda agricola posta sulla pedemontana a quattro passi dal castello di Torrechara, il più affascinante e famoso del circuito “Castelli del Ducato”.

La strada del prosciutto è un marchio sinonimo di eccellenza della buona tavola della provincia che propone itinerari all'insegna del gusto. Una guida che vi condurrà tra i ristoranti e le botteghe migliori, caratterizzati da produzioni tipiche e di qualità, dove il legame con il territorio e la genuinità sono gli ingredienti più importanti: dalla cucina della città ai piatti tipici di montagna, una straordinaria ricchezza invidiata in tutto il mondo.
Dagli anolini, ai tortelli di erbetta, dalla lonza al forno, alla duchessa di Parma piuttosto della “vecia Pramzana”; sono tante le pietanze che vengono ancora preparate alla maniera di una volta, come facevano le nostre nonne.


 

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Agriturismo Parma: dolce viaggiare, dolce dormire

Una manciata di dolci colline che a sud hanno dignità di montagne, solcate dai vitigni che danno origine ai vini colli di Parma. Uno scenario in cui si snodano gli itinerari della Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma, un percorso privilegiato per scoprire i grandi sapori che hanno resa famosa nel mondo la valle del cibo. La Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma propone diversi itinerari: storia, arte, cultura, natura e prodotti tipici. Potete decidere di seguire la via che conduce a Langhirano, capitale del prelibato prosciutto crudo dove si concentra la maggior parte dei prosciuttifici della provincia di Parma; qui ha sede il Museo del Prosciutto e dei Salumi, nell’antico Foro Boario del paese. Al piacere del cibo potete unire la bellezza dell’arte o il fascino della storia. Gustosi Manieri, un percorso lungo anche più giorni fra i più avvincenti castelli, rocche e fortezze dell’antico Ducato di Parma e Piacenza o optare per la Magnani Rocca per affogarsi nell’arte. Ma la tappa del riposo e senza ombra di dubbio all’agriturismo Ciato, antica corte agreste inserita nell’anfiteatro dell’Appennino, sorvegliata dal castello del Pier Maria Rossi –Torrecchiara- (Rocca altiera et felice) dove un buon bicchiere accompagnato da un tagliere di squisiti salumi fa da invito ad una notte da sogno. Per info: www.ciato.it.

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Agriturismo Parma: ho scelto Ciato

Ciato, un luogo da tutelare, un lembo di terra che si stacca dalla città che dista solo 12 Km e si inserisce in un ampio anfiteatro naturale dell’appennino Tosco Emiliano. Sulle prime alture, a pochi passi dalla corte, troneggia il maniero di Torrecchiara ad est ed a ovest insistono la Magnani Rocca, l’abbazia Madonna della Neve e il castello di Felino, sede di quel sublime salame che fece dire al Du Tillot: “Mi sento marchese di un paese di salciccioni”. A soli 7 Km c’é anche il Museo del prosciutto. Una scenografia che si arricchisce di storia, cultura, e tradizioni. Tradizioni nate dalla caparbietà di questi valligiani che, anche dalle piccole cose e dagli animali che popolavano la vallata, hanno fatto di questo luogo l’attuale food-valley. L’azienda è oggi sede di campi sperimentali, varietali, e di tecnica di coltivazione a basso impatto ambientale, dove si studia

per ottimizzare l’uso delle risorse idriche e nutrizionali. Il suo titolare, Schianchi Mario, è stato di recente correlatore di una tesi di laurea sulla progettazione di un viridarium che si auspica di realizzare a breve, a forme geometriche simmetriche in rapporto aureo, Fibonacci. L’agriturismo si è arricchito di un pregevole appartamento dedicato agli ospiti e studiosi che vogliono prolungare la loro permanenza per approfondire le tecniche di coltivazione. Non va dimenticato che Panocchia, sede della fattoria, e patria di illustri personaggi del mondo dell’agricoltura, ha dato origine all’attuale coltivazione e trasformazione del pomodoro. Nei primo decennio del secolo scorso il giornale locale riportava: ed in quel Paese oggi vi fumano decine di ciminiere che producono centinaia e centinaia di biglietti da mille e creano lavoro per decine e decine di operai.

La cucina si inserisce anch’essa in questo contesto ed utilizza esclusivamente prodotti del territorio, proponendo progetti degustativi esperienziali e conoscitivi, oltre alla preparazione di confetture e conserve.

Sul sito dell’azienda www.Ciato.it sono in evidenza diverse proposte; è possibile progettare assieme il percorso di studio, anche durante il periodo estivo. Per le scuole che ne manifestano la necessità, in collaborazione con aziende d’incoming si realizzano pacchetti didattico turistici su richiesta anche per più giorni.

Per visite particolari è possibile richiedere personale altamente specializzato anche in lingua che accompagna l’ospite per il periodo richiesto su tutto il territorio. A questo punto buon ciato!

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Free parking camper Parcheggio gratuito camper

Quale camperista occasionale, in occasione del festival del prosciutto di Parma in concomitanza del salone del camper 2013 si mettono ha disposizione dei signori camperisti spazi di sosta a coloro che parteciperanno a “magna e crépa” presso l’agriturismo Ciato.  www.ciato.it

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Viaggio sulla strada del prosciutto di Parma con l’agriturismo Ciato

Per meglio soddisfare le esigenze del turista Ciato ha stretto una collaborazione con www.cavalbertoilari.it  prosciuttificio in Langhirano, affinché nessuno possa dire “ero sulla terra del prosciutto e non sono riuscito a vedere come si fabbrica”.

Agli ospiti del nostro agriturismo è assicurata una visita al prosciuttificio per tutti i giorni della settimana ed uno sconto del 5% su eventuali acquisti, mentre la degustazione viene fatta al costo di €. 5.00 (panino con prosciutto 24 mesi e un calice di vino dei colli - bianco o rosso –) gratuita per i bambini al di sotto dei 10 anni. Per usufruire della scontistica per i nostri ospiti sarà sufficiente presentarsi con un nostro pax. Tutto ciò rientra nella nostra filosofia di ospitalità fatta di relazioni con le persone perché riteniamo i rapporti umani un vero valore che si aggiunge ai soliti scontati servizi, per rendere il tuo viaggio un esperienza unica e rilevante.

 

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Ciato: cose strane nell’orto

Come tutti gli anni ho seminato nel mio orto zucche cocomeri e meloni che quest’anno sono nati con ritardo e difficoltà.

Ma la cosa strana sono i meloni. L’anno scorso erano di quattro varietà l’una accanto all’altra e come tutti gli anni ho fatto il seme dai frutti più belli.

La sorpresa di quest’anno in una buca sono nati questi strani meloni che ancora non hanno raggiunto la maturazione. Hanno un diametro di 28 cm di pelle liscia e verde chiaro, per darvi un idea della grossezza, mai avuto meloni così grossi, ho messo di fianco un pacchetto di sigarette.

Sicuramente è un incrocio naturale! Qualcuno ne sa di più? Grazie.

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Settembre a Parma: festival del prosciutto e del camper

Sei tornato dalle ferie o devi ancora partire?, ti va di vivere un fine settimana o di fare le tue vacanze in un posto tranquillo ma nel medesimo tempo pieno di eventi nel territorio?. Non hai scelta, devi prenotare all’agriturismo Ciato di Parma, l’unico riconosciuto con quattro margherite. Guardalo in modo virtuale: http://www.youtube.com/watch?v=4yvRILoWiro

Da qui puoi partire anche in bicicletta e ti trovi in un mondo di avventure perché a Parma dal primo settembre succede di tutto. Parma e territorio; “festival del prosciutto”, con spettacoli attrazioni, finestre aperte, all’interno del quale ci trovi protagonisti.

Parma città: Teatro Regio dal 30 settembre al 31 ottobre “Festival Verdi tutto dedicato al bicentenario del maestro per la soddisfazione dei musicomani, inoltre alla “casa della musica” sino al 31 di dicembre “Verdi il volto musicale dell’Italia” Forma e significato dell’immagine del maestro, ma è anche l’occasione per visitare i posti dove vissero personaggi come Maria Luigia, il genio di Toscanini, il Correggio, G. Verdi e uno dei giornalisti scrittori più tradotti come Guareschi autore del “Don Camillo”.

Poi le fiere di Parma che proprio a settembre (14-22) mettono in scena la più importante manifestazione italiana del caravanning e del turismo en plein air; tutti i più grandi produttori europei di caravan e camper, di componenti e accessori, ed una sezione dedicata al turismo.

Inoltre gli appassionati di vino possono dilettarsi fra le tante offerte che le cantine della valParma offrono, vendemmia, pigiatura ma  soprattutto degustazioni, ed in più se desideri fuggire dalla nostra aia, nelle ultime serate d’estate molte sono le feste paesane del territorio che salutano l’estate con musica ed enogastronomia.

Cosa aspetti prenota subito per una vacanza o un fine settimana diverso, dove i prezzi sono contenuti, ma le opportunità debordano. http://www.ciato.it/contatti.php?lang=ita

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Agriturismo Ciato ricorda il 600° anniversario di Petrus Maria Rossi

Spesso parliamo del castello di Torrechiara e dei circa, a quel periodo, 40 castelli su territorio parmense dei Rossi, mentre è passato inosservato il suo 600° anniversario. 25/03/1413. I castelli erano per Pier Maria Rossi uno dei suoi hobby preferiti; alcuni li ha ereditati, altri li ha conquistati con la forza, altri ancora li ha fatti costruire o ricostruire. molti non esistono più. Il castello per lui non era solo una roccaforte utile per presidiare il territorio e un segno di potere; gli piaceva progettarli, arricchirli di affreschi di statue e decorazioni; ancora oggi alcuni di questi: Torrechiara, Roccabianca, San Secondo, Felino costituiscono un prezioso patrimonio culturale e un rilevante richiamo turistico.

Petrus Maria, figlio di Pietro Maria (1374 – 1438), conte di San Secondo, Berceto e Corniglio, e di Maria Giovanna Cavalcabò, figlia del marchese Ugolino, signore di Viadana, nasce a Berceto (PR) il 25 marzo 1413. E’ protagonista della storia parmigiana del Quattrocento, valoroso guerriero, uomo colto, protettore delle arti, conosceva bene il latino, parlava disinvoltamente francese e spagnolo, amava la poesia e la musica, suonava e componeva poesie si dilettava nell’architettura  accoppiando questo interesse a quello delle fortificazioni militari. Molto devoto alla Madonna – essendo nato nel giorno dell’Annunciazione e portandone il nome - ha posto sotto la protezione della “redemptrice” Torrechiara definita dallo stesso “rocha altiera et felice” e sulle rive del torrente Parma a due chilometri dal castello medesimo ha fondato un monastero benedettino dedicato a Santa Maria della neve. I rapporti con la moglie Antonia Torelli sposata a soli 15 anni, di sette anni più anziana, figlia di Guido Torelli conte di Montechiarugolo, personaggio influente nella corte milanese avendo sposato Orsina Visconti sono stati sempre puramente formali, dal matrimonio nascono (Francesco, Giacomo, Giovanni, Bernardo, Maria Bianca, Guido, Eleonora, Donella, Roberto); a cui sembra si debbano aggiungere tre bastardi. Nel 1457 Antonia Torelli col suo seguito si ritirava a Parma nel monastero delle benedettine di San Paolo, dove morirà nel 1468. Il suo vero amore fu Bianca Pellegrini da Como, sposata col ben più anziano Melchiorre d’Arluno, la quale lascerà il marito e si trasferirà nel castello di Roccabianca, costruito appositamente per lei tra il 1446 e il 1463. In quegli stessi anni Pier Maria ricostruiva il castello di San Secondo per farne la residenza ufficiale della famiglia e edificava il suggestivo castello di Torrechiara tra il 1446 e il ’60, che diventava il tempio dell’amore fra lui e Bianca, la famosa camera d’oro. Nel 1480 Ludovico Sforza detto il Moro sobillato dai Pallavicino, vedeva nel

Rossi un nemico da annientare e nel 1482 conquistava Roccabianca, Pier Maria che si trovava a San Secondo ammalato, si faceva trasportare in lettiga a Torrechiara, scortato da cento armigeri. Le sue condizioni peggioravano rapidamente e il 2 settembre cessava di vivere, evitando l’umiliazione della sconfitta.

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Ciato, agriturismo Parma

Ciato, agriturismo Parma, si trova a sud delle porte della città, sulla dolce pedemontana, all’inizio della Val Parma, magnifico scenario definito universalmente “valle del cibo”. La Val Parma è un connubio di paesaggi arte spazio ed ecosistema, paesaggio naturale ed espressione e testimonianza della gente che vi ha abitato e la abita tutt’ora.  I prodotti alimentari che qui pigliano forma, unici al mondo, sono decantati da quando la scrittura prese il posto del racconto orale. Gente che ha saputo convivere con la natura e i suoi animali trasformando i derivati dell’allevamento in icone uniche, ancora perle e fondamento della buona cucina. E’ in val Parma dove si trova il tracciato maggiore del percorso enogastronomico, “Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma” Dolci colline ricoperte da una fitta vegetazione di vigneti, faggeti e castagneti, interrotta da antichi abitati, case rurali, castelli che si posizionano nella tranquilla natura dei luoghi: è questo lo scenario che si presenta agli occhi di chi soggiorna all’agriturismo Ciato di Parma, una scena suggestiva, rilassante, che ti porta ad aprire una porta oggi poco conosciuta, in un ambiente che di notte diventa stellato, dove la musica e solo il fruscio delle fronde mosse dal vento marino che asciuga il prosciutto, un silenzio onirico. Milioni di anni di storia geologica hanno lasciato il segno su questo territorio che oggi presenta una peculiare varietà di specie vegetali ed animali. 
La Val Parma ha legato i suoi destini alla capacita imprenditoriale dei sui valligiani che dai prodotti della sua terra hanno saputo con maestria e ingegno trarne delle prelibatezze uniche: il prosciutto di Parma, il salame Felino, il Parmigiano-Reggiano la pasta e le conserve di pomodoro a cui ha dedicato i “musei del Cibo”.
Parte della valle ricalca la storica via Francigena, dove il senso del viaggio ha lo spirito del pellegrinaggio. 

Schianchi Mario

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