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Agriturismo Parma, Ciato, relax

Tutto cambia, tutto si trasforma, ma nulla si distrugge.

Ed è cosi che anche l’agriturismo Ciato, sito in strada Pilastro 8 a Parma, si trasforma in continuazione: cambiano le coltivazioni seguendo i mercati e le richieste delle aziende che qui vengono a fare sperimentazione o selezione dei loro prodotti, cosi come cambiano gli ambienti adibiti all’accoglienza, sempre più confortevoli ed oggi quasi tutti usufruibili anche ai diversamente abili, ma non si distrugge la filosofia con la quale l’azienda si è dischiusa  all’ospitalità.

Un ospitalità che non si ferma alla somma enogastronomia, all’attenzione alle dimore, ma cerca di accompagnare anche coloro che non individuano solo un alloggio per una breve vacanza per scoprire un territorio ricco di castelli (Torrechiara, Montechiarugolo, Felino, Roccabianca, Fontanellato, Bardi) o la città d’arte di Parma con il suo duomo il battistero impreziosito dall’Antelami, piuttosto che il suo teatro Regio o le musiche del Verdi e di Toscanini. Oggi direi che è anche un luogo per chi è stanco delle solite mete, un luogo di relax e tranquillità, dove ci si può fermare anche per un lungo periodo per poter non solo conoscere un territorio, ma viverlo e farlo proprio.

Ed è così che oltre alle solite escursioni davanti ad un fresco calice di malvasia ci si può abbandonare alla lettura dei tanti libri che parlano della città e del territorio, rimanere in contemplazione, dipingere scorci di Appennino, diventando luogo di meditazione di ricerca di espressione per le varie arti, nel silenzio assordante di un angolo di campagna incontaminata, dove le regole sono dettate dai bioritmi del proprio corpo.

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Un agricoltura da ospedale

La chimica, la botanica, la biologia, la genetica, la meccanica, scienze che costituisco il fondamento del successo della nostra agricoltura, che negli anni, in qualche modo ha soddisfatto la domanda di una popolazione che nell’arco di quarant’anni, alle soglie del duemila, ha raggiunto i sei miliardi di individui. Potrà di pari passo seguire il crescere continuo della popolazione?, quando politiche non lungimiranti, per utilizzare un eufemismo, quando nelle aree più vocate del nostro Paese, della nostra provincia ettari ed ettari vengono destinati alla cementificazione, quando non siamo più in grado di capire quanti ne rimangono coltivi, quando di quel che rimane si pensa di destinarlo ad uso energetico?

Un Paese che sembra aver deciso di rinunciare alla ricchezza variegata della propria agricoltura; paradossale, inconcepibile e miope, anche perché non è detto, anzi e improbabile che le scienze di cui sopra celino ancora tanti segreti da poterci aiutare.

Rimane inconcepibile che non ci sia più un sostegno al settore primario che seppure frammentato e disorganizzato più per volere politico che dei produttori, solo colpevoli di avere delegato ad avvoltoi improvvidi, cupidi e poco lungimiranti, registra nel 2008, anno della crisi mondiale, un valore complessivo delle esportazioni agroalimentari italiane in aumento, pari a 25,8 miliardi di euro. Tutto ciò a conferma, che pur essendo la bilancia export import negativa, prodotti quali dop e igp godono ancora di buona reputazione.

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Agriturismo Ciato è fatto così!

Ecco che allora c’è sempre qual’cosa da fare, da assaggiare, da scoprire.

Ecco perché il turista, l’avventuriero enogastronomo, l’amante della natura, il curioso che passa da Parma è obbligato a farvi una visita.

Ecco perché chi è amante dei racconti, di approfondire i mutamenti della storia del territorio, di ficcare le mani in pasta per carpire i segreti dei prodotti della valle, alla sera sotto l’ampio, storico portico, le cui pietre hanno tanto da raccontare, di rimpetto al naturale anfiteatro dell’Appennino Tosco-Emiliano può fermarsi ad ascoltare aneddoti, avvenimenti di vita vissuta dell’ormai non più giovane titolare.

Sessant’anni portati ancora bene, ma tempo sufficiente per cambiamenti epocali, significativi, che spaziano dal vecchio “Buba” macchina a legna per la trebbiatura, alla moderna macchina a guida satellitare.

Ecco perché solo li puoi capire come gli si illuminano gli occhi quando ti parla di una valle che col tempo pur conservando le sue ricchezze, artistiche ed architettoniche, sta per certi aspetti perdendo quel calore umano tanto caro a Mario che con i propri ospiti cerca di celebrare.

Ecco perché si imbandiscono ancora le tavole nell’aia, come ai vecchi tempi, con semplici tovaglie di canapa a quadrettoni, si porta e si serve e si “mangia” il prosciutto, il salame e il parmigiano come una volta, rievocando quando a quei tavoli fatti di una sola asse di querce secolari e per sedie vecchie travi di rovere sedevano stanchi ed impolverati i contadini che tornavano dal lavoro dei campi al tramontare del sole. Serate che rievocavano storie di folletti di scappatelle e semplicemente di quattro strilli di vecchie filastrocche che cercavano di accompagnare una sgangherata fisarmonica, a volte sino a tarda ora, fino a che la bianca luna poteva aiutare quella schiva luce di una lampadina ad incandescenza da 15 candele (oggi W) prima di eclissarsi anch’essa dietro le colline, delineando i contorni delle quattro torri del castello di Torrechiara, le cui mura ancora oggi riferiscono, all’occhio attento, dei segreti amori del signore di queste terre e della sua amante.

Questo è solo un volo sui tetti dell’agriturismo Ciato di Parma, chi si ferma…. avrà a sua volta un’avventura da raccontare.

Ecco perché in tanti tornano e sono sempre più numerosi, non già gli ospiti, ma gli AMICI DI CIATO.

 

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Agriturismo Parma. Turismo di lusso: nuovi bisogni, nuove frontiere.

La promozione territoriale sta mutando in modo frenetico, anche il mercato turistico, che è e rimane un buon strumento per la promozione del territorio e delle sue produzioni sta subendo un forte cambiamento; di conseguenza le aspettative della domanda.

A mio modesto avviso, supportato da studi ed indagini condotte dalle più rinomate aziende e università interessate dalla materia, dicono che le nostre valli possono ed hanno le potenzialità di rivolgersi a quel segmento che viene definito “turismo di lusso”, ma dove il lusso ha radicalmente cambiato il proprio significato.

Innanzi tutto va specificato che “lusso” abbraccia in percentuale la più ampia fascia turistica, in quanto oggi già il concedersi una vacanza dignitosa è lusso. C’è il lusso tradizionale, delle grandi mete, il lusso contemporaneo e il lusso che si affaccia alla finestra,  è di quest’ultimo che vorrei interessarmi.

Da qualche tempo a questa parte c’è chi ama farsi una vacanza, Toscana insegna, in un vecchio borgo, in una locanda, in un casale per assaggiare unicità gastronomiche, riverberate dall’unicità del luogo.

Pur essendo un nuovo segmento del turismo contemporaneo di lusso, non dobbiamo intaccare imprudentemente il portafoglio dell’avventore, perché effettivamente costa meno, ma è di contro prezioso se sa offrire una rarità.

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Agriturismo Parma - Guida alla scoperta di un territorio - PARTE SECONDA

In questa seconda parte non ci soffermeremo più di tanto sulle bellezze artistiche del territorio, cosa che potrete trovare alla voce "Cosa fare" del nostro sito stesso, ma cercheremo di parlarvi delle genti dei mestieri e di quello che solo con occhio attento ed animo predisposto potete trovare e "rubare" nelle campagne adiacenti alla città di Parma.
A sud ancora insiste la grande pianura che si innalza in modo dolce verso il cielo, una natura che convive con uomini che lavorano con sapienza sulle cose per cambiarle, trasformarle, qualche cosa di moderno legato all'antico.
Mani robuste, nodose e sapienti, che sanno ancora plasmare la terra, trasformare e modellare i prodotti per dargli un anima che si appropria dello spirito del territorio, ed è così che prendono corpo le conserve, i vini, il salame, il prosciutto piuttosto che il parmigiano; conservando all'interno della materia i sapori della terra, del sole, della brezza che scende a valle sopra le  chiare acque del torrente che unisce le due parti della città e del sapere dei secoli.
Anche la, dove l'artigianato si è evoluto quasi fosse industria, l'amore per il mestiere, l'ingegno, il piacere del fare, fa si che continui un forte legame fra prodotto e territorio, una terra dove tutto si mangia, certo, tutto si mangia ma per chiamarsi "di Parma" deve essere buono. Ed è cosi che girando intorno al mio agriturismo puoi incontrare Giulio, il casaro dal carattere burbero ma che se lo lasci parlare di formaggio si scioglie e diventa difficile accomiatarsi; le cui mani cotte dal tempo e dal latte conservano ancora una sensibilità inaudita alle temperature, le cui labbra sanno misurare l'acidità del latte con la precisione dell'acidimetro, già perchè il parmigiano lo si fa ancora con meno forza di braccia ma con gli stessi ingredienti da secoli: latte, caglio e fuoco. Puoi incontrare Giuliano, che con la destrezza del maestro d'armi, maneggiando coltelli di vario tipo, modella sapientemente una coscia di maiale, che, con la sola aggiunta di sale nelle dovute dosi, date dal colore della carne percepito con l'occhio dell'artista e pesato da mano esperta, sa cogliere e pone poi a riposare aspettando che l'aria lo asciughi perchè possa diventare un prosciutto di Parma. E che dire di Luca "l'alchimista", che sapientemente e gelosamente prepara in gran segreto le miscele di aromi per la concia del salame di Felino, il cui tocco finale non è dato tanto dai bilancini ma dai colori e sapori che solo persone esperte e vissute sanno ancora cogliere. Più verso il colle incontrerai Giovanni che torna dalla vigna senza un laccio alle scarpe perchè lo ha usato per salvare un tralcio della vigna. E' l'amore, la sapienza, la saggezza, la conoscenza, il piacere del fare, che muove le mani di questi sconosciuti artisti, che vivono attorno a noi, in questo territorio definito oggi "Strada del Prosciutto e del Vino dei Colli di Parma", artisti che sanno portare il piacere  materiale delle cose a piacere spirituale, con la loro forza con l'intelligenza con la loro natura, facendo in modo che questi prodotti si approprino anche della quintessenza che qui da noi puoi ancora percepire.

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Agriturismo Parma - Guida alla scoperta di un territorio -

Le motivazioni per cui scegliere un agriturismo per visitare una vicina città d'arte o un territorio possono essere svariate. Scegliere l'agriturismo Ciato a Parma è un ulteriore attenzione, una motivazione in più, data dalla consapevolezza che i gestori (Mario Schianchi e Laura Veneri) si sono impadroniti di tutto quanto può essere un servizio ulteriore al cliente, dato dalla profonda conoscenza della città e del territorio che vi può essere di aiuto nel scegliere cosa vedere o cosa fare nel periodo in cui si decide di rimanere in agriturismo, senza sottacere dei segreti custoditi negli sgualciti quaderni, in cui si trovano le miscele dei norcini che preparavano i salami per il Mazzola (Parmigianino) o le ricette provenienti dalle confidenze di alcuni monaci del monastero di S. Giovanni, cultori della medicina naturale e dell'utilizzo delle erbe in cucina e nelle infusioni.
In questa prima parte vi accompagniamo fra le mura della città e nell'immediata periferia, nella successiva vi accompagneremo fuori le porte, sempre rimanendo in un raggio di azione percorribile anche con le biciclette.

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Antonio Ligabue alla Fonadazione Magnani Rocca

Questa bella notizia vogliamo renderla nota ai nostri lettori in anteprima assoluta. Alla riapertura la fondazione Magnani Rocca ospiterà dal 12 marzo 2011 al 26 giugno 2011 le migliori e più suggestive opere di Antonio Ligabue "il pittore matto". Particolare sosteneva il nostro scrittore, giornalista, Giovannino Guareschi, creatore di Peppone e Don Camillo  “Quando il sole martella le zucche e il grande fiume Po scorre grigio e lento, i cervelli ci mettono poco a bollire. Succede che le stramberie naturali degli individui si cuociono in caratteri forsennati. Basta ricordarsi delle strampalerie del pittore Antonio Ligabue.” E che Ligabue fosse un grande balengo, dal cervello cotto dai vapori caldi del Po, lo raccontano i suoi stessi quadri. Essendo la Magnani Rocca a soli 1800 metri da Ciato, l'agriturismo diventa base ideale per raggiungere questo appuntamento a piedi od in bicicletta attraversando un territorio ricco di bellezze anche naturali quali il torrente Parma che scendendo verso il Po cede il prorpio toponimo alla città, l'antica "città d'oro" al tempo dei Bizzantini. Crisopoli.

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Ciato, agriturismo Parma, da vivere

“vriv andar fina a Panocia? – al Pilaster bvi una bocia- po’ volté con poca fadiga l’è al sit ed la Fodriga……….  “Volete andare a Panocchia? –al Pilastro bevete una boccia- poi voltate con poca fatica è il posto della Fodriga-“ Con questi versi Domenico Galaverna, ideatore della maschera Battistein Paneda, invitava alla fine dell’ottocento, inaugurato il tramway a vapore Parma/Langhirano, i parmigiani a far visita turistica a Panocchia.

Panocchia piccolo paese all’estrema periferia del comune di Parma, posto sulla direttrice pedemontana, affiancato dal torrente Parma, che scendendo verso valle porta le sue acque e il suo nome alla città, è un paesello che va vissuto non solo per la sua invidiabile posizione geografica, ma per la ricchezza del territorio non solo di natura economica, c’è un patrimonio diverso da salvaguardare, fatto di tradizioni, di ambiente, di cultura, di prodotti tipici.

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A letto con il prete.

Oggi 24 dicembre 2010 è una giornata grigia e piovviginosa, sono giorni che piove e non c'è più quel bel freddo della scorsa settimana, un freddo pungente che quasi gelava i vetri dell'ufficio dove mi trovo per lo scambio telematico degli ultimi auguri, siamo arrivati a meno quattordici gradi, e come mi capita spesso essendo giorno in cui ti ricordi anche dei vecchi amici ripenso al mio passato vissuto qui a Ciato, pieno di belle memorie degli anni cinquanta sessanta. Ed è così che mi è venuto in mente  quando i vetri delle finestre erano veramente una lastra di ghiaccio e la brina luccicava sulle coperte, ma quando riuscivi ad infilarti sotto le lenzuola c'era un caldo sano e naturale  lasciato dal prete. Non è un ricordo né stravagante ne sacrilego, tutti qui in pedemontana nelle notti fredde dell'inverno andavamo a letto con il prete. Non so perchè nel nostro slang si chiamasse così, probabilmente qualche attinenza ci sarà stata, sta di fatto che il prete a cui io mi riferisco altro non era che un marchingengno di legno morbido e sagomanto per contenere un braciere per scaldare il letto.

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Ciato, Cibus tours.

Un evento unico che offre la possibilità agli amanti del buon cibo e professionisti gourmet di conoscere le eccellenze e le novità dello straordinario patrimonio enogastronomico nazionale. Si svolgerà a Parma all'interno delle fiere, che già ospitano il rinomatissimo "cibus", dal 15 al 17 aprile 2011 con apertura al pubblico dalle ore 11 alle 23; occasione imperdibile per gli amanti dei percorsi enogastronomici, dove a differenza del più rinomato Cibus, riservato agli operatori del settore, avranno non solo la possibilità di accedere, ma degustare e acquistare per rifornire le propie dispense. Anche Ciato, per l'occassione si rinnova; saranno disponibili nuovi alloggi per passare notti da favola sotto l'egida del Conte Pier Maria Rossi, -.castello di Torrechiara- e nuovi giardini dove invitanti gazzebo saranno non solo posto di meditazione o relax, ma luoghi dove degustare ed apprezzare le rinomate produzioni aziendali che spaziano dalle oramai introvabili marmellate della nonna ai salami di antica memoria norcina che rigorosamente rispettano ancora l'arciaca tradizione di Léon Guillaume du Tillot, politico francese, ministro del Ducato di Parma, che per primo fece il censimento dell'allevamento del maiale nel Ducato di Parma, Piacenza e Guastalle; retto da sua Maestà Maria Luigia d'Austria moglie di Napoleone, e ne sigillò le ricette.

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Tempo di AUGURI

Le origini.

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Vacanze a chilometri zero.

Sta diventando una realtà, sempre più italiani preferiscono più fine settimana alle classiche ferie dei 15 giorni, un fenomeno in crescita che sta cambiando abitudini e mercato, aprendo nuove frontiere anche per chi dispensa servizi. Sempre meno i turisti che si rivolgono ad agenzie, sempre più coloro che preferiscono costruirsi il proprio pacchetto via internet, magari con l’aiuto del recettore.
Ma la vacanza breve non coinvolge necessariamente, visti i voli low-cost, solo gli abitanti della regione o delle regioni limitrofe, anche se questo rappresenta secondo studi recenti oramai il 60% delle presenze, ma anche chi viene da lontano per assaporare i diversi territori.

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Dicembre -fra aia e cucina- cap 12 dai racconti di Schianchi Mario

Con il dodicesimo capitolo, Mario Schianchi, titolare di Ciato chiude "fra aia e cucina" ripubblicazione dell'edizione 2007. Sicuramente alcuni riferimenti sono cambiati, ma il concetto di base purtroppo rimane corrente, come più che mai  rimane attuale, ma in questo caso gradita l'occassione per porgere ai tanti i figli di Panocchia sparsi per il mondo, ed ai nostri amici lettori i migliori Auguri di Buone Feste ed un avvenire migliore e più consapevole.

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Fiat Panis

E’ il motto dell’organizzazione mondiale che dovrebbe combattere la fame nel mondo, che con il suo ultimo rapporto evidenzia la morte di circa otto milioni di bambini al di sotto dei 5 anni nel mondo. Non a questi livelli, ma anche nel nostro paese, dove nessuno per fortuna muore di fame; AGREA comunica la distribuzione di sessantamila tonnellate di alimenti a duemilioni settecento settantasettemila settecentotrentasei indigenti. L’Italia nel contempo continua ad importare il cinquanta per cento del suo fabbisogno alimentare.

E noi per dare una mano all’agricoltura nazionale, che muore, stiamo incentivando di bruciare le nostre produzioni per energie alternative, incentivare la coltivazione di antiche varietà per nulla produttive ne proponibili sotto l’aspetto economico attuale, pensando, senza tenere conto delle condizioni pedoclimatiche ed ambientali di ridurre l’inquinamento da pesticidi, come li chiamano loro, come se ad inquinare il mondo fosse il settore primario, come se l’uso di stabiliti prodotti non fosse determinato proprio dalle cambiate condizioni ambientali.

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Novembre -fra aia e cucina, cap 11- racconti di Schianchi Mario

Novembre. Visto che la stagione lo consente divaghiamo un attimo conservando la veste di osservatori discreti per narrare ciò che avvenne e potrebbe avvenire in questo lembo di pedemontana, ultimo tocco delle colline, terra di conquista della pianura, secco confine secondo alcuni della parmigianità e del parmense. Con le ragioni di chi qui ci ha vissuto, di chi ci vive, di chi apprezza. Raccontiamo di quel buon cristiano di Panocchia, che dandogli la stagione un po’ di meritato riposo scendeva spesso al mercato di Parma dove la crème parmigiana si divertiva a spregiare, schernire. Accade così un dì, che il buon contadino, di buone spalle, stanco della solita solfa, ci andò pesante con i mezzi che la sua natura gli concedeva. Le parti lese oltre al danno chiesero al giudice che l’imputato fosse giudicato pericoloso per la pubblica incolumità e di conseguenza rinchiuso. L’avvocato difensore, professionista famoso della zona, famoso per le sue argomentazioni, ragionamenti, dimostrazioni, dissertazioni, famoso per la sua tranquillità, pacatezza e buon gustaio delle prelibatezze pedemontane incominciò il suo discorso “Signor Presidente, Signori della Corte, Signor Presidente Signori della Corte‚Signor…‚ Signor… ‚ Signor…” . e continuò cosi per qualche minuto ripetendo la sola introduzione.

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Un appello dal “vecchio” mondo scientifico

«Presidente Dellai, per circa 20 anni ho avuto l’onore di appartenere al Consiglio scientifico di S. Michele, nel periodo d’oro del

sequenziamento del genoma della vite e all’inizio di quello del melo. Ho così avuto modo di apprezzare la sua rara e invidiabile sensibilità nei confronti della ricerca. Proprio per questa sua riconosciuta disponibilità mi permetto di proporle una ricerca in fitotrone, in serra e in campo, anche in zone provviste di inceneritori, per studiare le reazioni della vite e del melo sottoposti ad

un’atmosfera artificiale o reale, qual è quella emessa dagli inceneritori esistenti. Il progresso scientifico consente oggi di simulare gli

effetti atmosferici o ambientali sulla fisiologia delle piante, mediante il controllo dei geni della resistenza agli stress abiotici, nonché su quelli della qualità dei frutti e del vino. La ricerca sarà utile non solo a Trento e alla sua stupenda realtà agricola fruttiviticola,

ma anche come esempio di impiego della scienza, per tutta l’Italia. Mario Fregoni, presidente onorario dell’Oiv».

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Multifunzionalità in agricoltura, un ritorno al passato.

Chi oggi tanto magnifica l’introduzione della multifunzionalità in agricoltura ha veramente poca memoria. In realtà la multifunzionalità del mondo agricolo ha radici antiche; oltre alla funzione primaria di produzione di materie prime alimentari, da sempre le aziende agricole operavano nell’ambito del tempo libero, della didattica, della salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio, della gestione e controllo delle acque, e non di meno della trasformazione delle produzioni.

Posso andare a memoria e recitare che già qui a Ciato negli anni cinquanta in estate venivano “in campagna” a prendere aria, le figlie del medico, che si ammazzava la manza ed i maiali in azienda e la si vendeva ai conoscenti, sostituiti oggi dai gruppi di acquisto, che lo spostamento della neve dalle strade comunali era demandato ai proprietari dei fondi, così come la regolazione delle acque e la manutenzione dei fossi, come si può dire della trasformazione dei prodotti. Anche i nomi delle aziende agroalimentari della zona né sono valida testimonianza, Basti pensare alla Fereoli salumi; grosso, per quei tempi, affittuario in quei di Panocchia di Parma, che durante l’inverno, lasciato il lavoro dei campi, si dedicava alla norcineria, per non parlare della Mutti e della Boschi, proprietari terrieri che si dedicarono alla trasformazione del pomodoro in conserve, così si potrebbe dire di tanti altri sia nel settore vegetale che animale.

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Azienda agricola multifunzionale: integrazione al reddito o fallimento dell’agricoltura?

In campagna ci si dissangua prima di estirpare un vigneto o un frutteto o chiudere la stalla. Chi ha buona memoria ricorderà negli anni settanta la corsa sfrenata partita dalla Lombardia dei cento quintali di latte nei trecentocinque giorni di mungitura, sfida senza riscontro nel resto dell’Europa che però vinse la partita e molti di noi dovemmo chiudere le stalle. Pensammo anche di risolvere i nostri problemi con quelle gigantesche macchine che incontravamo all’Eima piuttosto che a Verona, per fare più in fretta, per accorciare i tempi di lavorazione, illusi noi e chi ce li proponeva, una meteora che durò poco anche per i costruttori. Inutili, macchine assurde, nate per altri, macchine che riempivano i cortili ed avevano necessità di spazi, per loro era tutto troppo stretto.

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Scopri i luoghi, le genti, le tradizioni e i piatti della cucina locale.

La pedemontana parmense è davvero la meta ideale per vivere questa esperienza, il luogo dove abbandonare l’orologio e seguire il tempo del cuore, fatto di poesia, romanticismo e di storie vissute. Un viaggio nella pedemontana parmense non è solo da intraprendere per ritrovare se stessi o la pace dell’animo e dello spirito al di fuori della frenesia quotidiana delle città, ma va vissuto anche per conoscere le genti, le loro tradizioni culturali ed enogastronomiche.

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La fenice.

Potrà mai risorgere la nostra agricoltura dalle sue ceneri?
Il latte al prezzo di trenta anni fa, la carne al di sotto del prezzo di produzione, i cereali ai prezzi degli anni novanta quando va bene, di 17 zuccherifici nazionali solo due rimangono in funzione, l'oro rosso si trasforma in modo nefasto in piombo, e l'uva, unica superstite, , nel contemporaneo allargarsi di nuovi impianti e di esportazione di milioni di barbatelle fa prevedere tempesta.
Diciamolo pure e senza timore che nessuno possa smentirci, l'agricoltura Italiana è in cenere, ma esistono i presupposti per cui dalla propria cenere possa risorgere?

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Ottobre -fra aia e cucina, cap. 10- storie e racconti di Schianchi Mario

Ottobre Tempo di semina, sull'aia faceva ritorno al burater, con il suo cavallo bianco e uno strano carretto sul quale trovava posto il buratto, una strana macchina che serviva per la pulizia delle sementi. Era un personaggio già in via di estinzione, già le cattedre ambulanti dell'agricoltura, consigliavano ai contadini di utilizzare le sementi selezionate dall'industria che avrebbero dato migliori rese produttive e meno soggette a malattie fungine provenendo da terreni diversi.

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Festival Verdi Parma

Un po' di Giuseppe Verdi.

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20° fiera nazionale del tartufo nero di Fragno

Ciato ha da sempre creduto e difeso le eccellenze del territorio che la circonda, ed è per questo che pur non essendo ancora terminato il festiva del prosciutto già si prepara a celebrare un' altro must del territorio "il tuber uncinatum" E così vista la risposta anche dal mondo dei camperisti che in questi giorni frequentano il Salone del Camper, capite le esigenze di chi vive e vuole vivere in plein air, conoscere e carpire i segreti delle nostre produzioni sta preparando non solo un adeguato menù a prezzi veramente abbordabili, ma selezionando il meglio della propria produzione perchè a raccontare questo territorio siano il prosciutto stagionato nelle cantine di Ciato che datano 1400 e i migliori tuberi che crescono sulle nostre colline, accompagnati dai nostri celeberrimi vini.

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Salone del Camper: è partito

All’inizio non ci abbiamo creduto, oggi che inizia il “festival del camper” dobbiamo ricrederci, sono i numeri ad avvallare il nostro ripensamento, quindi sino al 17 riproponiamo la sosta gratuita a tutti i camperisti che vogliono approfittare di degustare al costo fisso di €, 22.00 i nostri vini con torta fritta prosciutto di Parma, Salame Felino, culatello, spalla cotta di S. Secondo, coppa e pancetta. Posto c’è né, abbiamo messo a disposizione un uno scenario unico con vista sulla dorsale appenninica e castello di Torrechiara un ettaro di prato illuminato.

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Settembre -fra aia e cucina, cap. 9- storie e racconti di Schianchi Mario

Settembre E’ un ricordo abbastanza vago, sfumato, proprio della prima infanzia, era una pratica già in disuso. Mi riferisco all’utilizzo anche dell’ultima zolla di terra. Era il benessere che timidamente avanzava a cancellare questa pratica antica. Ricordo che all’inizio di ogni coltivazione venivano scavati i fossi di irrigazione (fos d’acquador) e sulla sponda del fosso al centro della sia, la dove la sponda se c’era un buon addetto all’irrigazione non sarebbe mai stata guastata, ci si mettevano i semi di fagioli e la saggina. Saggina, nutrimento, i chicchi, per il bestiame dell’azienda e le manse per la fabbricazione delle scope da casa, el mansareni, piccola scopa per la madia e il camino.

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