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Parma Agriturismo Ciato

Qualcuno ha notato il silenzio che da qualche giorno si evince sul sito dell’agriturismo Ciato...

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Sfogliando... Prepariamo insieme la pasta...

Ti aiutiamo a carpire i segreti della sfoglia emiliana preparando insieme pappardelle o paste ripiene  con la “resdora”; cuoca, o letteralmente traducendo “padrona della casa”, e tutto il necessario per la loro preparazione.

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Ciato: sapore del sapere

Soggiornare a Agriturismo Ciato non è solo albergare è poter vivere, appropriarsi, nutrirsi, scoprire, fiutare, imparare, interrogare, ascoltare, provare e godere un territorio.

 

Siamo nel cuore della food-wally di Parma citta creativa Unesco della gastronomia, qui si creano montagne di Parmigiano-Reggiano, scalere immense di prosciutto di Parma, qui ha vissuto Du Tillot ministro di S.E. Maria Luigia imperatrice d’Austria Duchessa di Parma e Piacenza, e si definiva sovrano dei salsiccioni, Felino, è quindi, chilometri di budella piene di quell’ inimitabile trito di carne di maiale che rende unico il Salame Felino, ma non basta, la terra di questa valle è anche prodiga di funghi e tartufi. A Parma c’è Barilla la pasta che corre per il mondo, che inizialmente era il frutto dei nostri grani e delle uova delle galline che razzolavano per i campi del contado.

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Buona Pasqua 2016

Pasqua; fra sole e pioggia si sta velocemente avvicinando e come consuetudine le cucine di Ciato ridanno fuoco ai forni e fornelli.

La farina per il pane semi integrale e nero è pronta, il lievito trabocca voglioso di inglobarsi nell’impasto, il forno già emana il suo tepore, tremola la fiammella sui fornelli ansiosa di sprigionare tutta la sua potenza.

Le “resdore” danno di mattarello per ricavare sapide pappardelle, mentre l’arista si appropria delle spezie dell’orto.

Menù di Pasqua e pasquetta;

Antipasti: salumi misti con torta fritta e scaglie di Pamigiano-Reggiano.

Primo: Pappardelle della casa saltata in padella con straccetti di crudo di Parma e rosmarino

Secondo: Arista al forno aromatizzata con mele alla cannella e verdure fresche dell’orto

Pane e dolci della casa.

Vini Bianchi e rossi della casa –colli di Parma-

Caffè e digestivo.

 

Costo €. 35.00

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Enogastronomia Unesco Parma

L’agriturismo Ciato di Parma è un luogo del gusto nel cuore e al centro della storica food walley più famosa del mondo. Riconoscimento UNESCO. Trova posto all’interno dell’omonima azienda agricola, suggestivo complesso, le cui origini datano era romana, ben visibili rimangono  alcuni manufatti dell’epoca Rossiniana -1400- una location unica, come i piatti della tradizione parmense.
L’impressione che si ha entrando è di arrivare in un luogo austero, ma subito ci si accorge che è un posto dove ci si sente a proprio agio, dove, se si sono presi accordi, si mangia e si beve bene. Si, accordi, perché anche se gran parte delle strutture oggi è al servizio dell’agriturismo l’attività principale rimane pur sempre l’agricoltura, un’agricoltura tecnicamente avanzata che guarda al futuro.

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Vacanze di Pasqua: Parma a Pasqua o Pasqua a Parma

Risistemando l'ufficio, fra le vecchie scartoffie ingiallite dal tempo, ci balza all'occhio un articolo che riguarda come trascorrere le feste di Pasqua. La scartoffia ci riporta molto indietro nel tempo; siamo negli anni quaranta di un secolo fa. Tralasciamo ogni considerazione, perché non sappiamo se era meglio o peggio allora, su contratti rapporti di lavoro, sindacati, diritti dei lavoratori e via dicendo……….; si faceva come diceva la Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Punto!

I "benestanti" potevano già permettersi il fine settimana lungo, ma rigorosamente sul territorio nazionale, poi si scendeva a chi poteva permettersi un’uscita verso l'Appennino, quasi sempre a casa di parenti, ma per i restanti rimaneva una scampagnata in bicicletta col portapacchi pieno di quel che si poteva, calorie sicuramente sottodimensionate alla fatica, lungo le rive del torrente Parma e Baganza.

Sono veramente tanti i ragazzi del tempo che le uscite di Pasqua le hanno vissute così, poi col passare degli anni a guerra finita il rito cessò con l'ingresso nella nostra vita dei nuovi mezzi di trasporto motorizzati. 

Oggi per nostalgia, per passione, o perché il medico ci dice che il movimento è indispensabile si rivive un déjà vu in cui si inserisce la nostra proposta.

 

Per le vacanze di Pasqua 2016 offriremo condizioni particolari alle coppie che a cavallo della loro bicicletta vorranno soggiornare presso l'agriturismo Ciato, per carpire, impadronirsi e saturare lo stomaco dei tesori di questa valle che gli umani continuano ancora a chiamare valle del cibo; food walley per i più cattedratici, mentre gli accademici come da riconoscimento Unesco la appellano città creativa dell'enogastronomia, mentre per noi abitanti autoctoni rimane terra: ed formai, persut e anolen! 

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Ciato: bocca della #food walley

Soggiornare all'Agriturismo Ciato............

Ciato, bocca della Val Parma; dove le nebbie del #culatello e il vento Marino del #prosciutto di Parma si contrastano nel periodo invernale, dove l’arsura della pianura si scontra con le brezze dell’Appennino nel periodo estivo.                    

Il capriccio bizzarro di convivere con la natura, accettare le sue regole, soddisfare le sue esigenze , imparare da una Madre provvida ma allo stesso tempo severa e offrire agli ospiti l’occasione di vivere una parte del proprio tempo in campagna con la ri-acquisizione della vecchia tempistica del ciclo solare, dei suoi colori, odori, delle piante, dei gusti specifici delle sue cucine, senza perdere del tutto i confort propri della vita cittadina.

 

 

 

 

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La via del piacere

La via del piacere conduce ai paradisi gastronomici della corte di Ciato, nella Food Valley padana. Si chiama “Strada del Prosciutto”, con un corollario altrettanto avvincente… “e dei Vini dei Colli” di Parma, s’intende. Il paradiso da percorrere a tappe meditate si trova lungo la fascia pedemontana, tra le valli del Parma e del Baganza. Prodotti alimentari che fanno parte del mito: Il #Prosciutto di Parma e il #Parmigiano Reggiano (si scrivono con le maiuscole, come i titoli regali e non hanno bisogno di ulteriori parole); il tartufo nero di Fragno, il salame di Felino, i Vini Colli di Parma, Malvasia, Sauvignon, e il fantastico Rosso. Se poi siamo amanti del maiale, quel “gozen” dalle carni prelibate, tutelate dal Consorzio del Prosciutto di Parma Dop, si può partire da Collecchio con il Museo Guatelli “Il Bosco delle cose”, dedicato all’antica civiltà contadina e dirigere verso Sala Baganza. Museo del #vino. Poi il pellegrinaggio gastronomico si sposta a Felino.  Museo del #salame. Parlare del suo imitatissimo, quanto inimitabile salame sarebbe un’imperdonabile ovvietà, specie se si ha la fortuna di assaggiare quelli dell’agriturismo Ciato. Calestano è vicina a Fragno, patria del #Tartufo Nero, alla Via Francigena e al castello di Ravarano. Sul versante orientale dell’Appennino tosco-emiliano si parte da Montechiarugolo, tappa dei sentieri Matildici della val d’ Enza. Vicina è Monticelli, importante e attrezzata località termale. A Traversetolo c’è la #Villa Magnani Rocca, ex collezione privata, oggi Museo d’arte frequentatissimo (Dürer, Van Dyck, Goya, Morandi, …). Ed ecco la leggenda: Langhirano e ser Prosciutto crudo di Parma.      Il Castello di Torrechiara, che ospitò riti d’amore tra Pier Maria e la dolce Bianca, che dall’alto strizza l’occhio alla corte dell’agriturismo Ciato, sede ormai storica della selezioni dei grani duri per la pastificazione. A Neviano degli Arduini, fortilizio canossiano, c’è l’oasi biologica. Bella la Pieve Matildica di Sasso. Ad un tiro si schioppo Parma con il suo Duomo e Battistero…. e da oggi città #Unesco per la creatività enogastronomica. Una Strada del Prosciutto con molte stazioni di sosta: dalle aziende agricole e vitivinicole all’avanguardia, caseifici, salumifici. Non fabbriche di prodotti, ma “caverne magiche” in cui moderni stregoni, depositari dei segreti della tradizione e della tipicità, compiono ogni giorno piccoli sortilegi per il nostro palato,  per migliorare la qualità della nostra vita. Rendiamo omaggio ai loro doni, cogliendoli lungo la strada dei saperi e sapori. A buon intenditor...!  e poche fette cambiano la vita! 

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Auguri Best wishes Salutation Saludo

anno nuovo vita nuova

Viaggia con noi nel cuore di Parma: suggestivi paesaggi, spettacolari vigneti, montagne di cacio “Parmigiano-reggiano, infinite scalere di cosce “prosciutto di Parma” terra di marchesi salsiccioni, “salame Felino” di trufolai “tartufo di Fragno” delle tagliatelle e paste ripiene.

Parma da quest’anno è citta creativa della gastronomia, riconoscimento UNESCO, fatta di prodotti semplici e genuini, valori e cultura di un tempo che tradizione nell’innovazione si ripropone oggi nelle tavole del mondo. Mettetevi alla nostra mensa in un divertente percorso, alla scoperta di tutti i segreti della cucina parmense, assaporando, degustando a volontà. Insieme scopriremo i segreti del prosciutto di Parma, gli aromi del salame Felino, le diverse stagionature del parmigiano, il tutto prodotto da mani sapienti con il solo ausilio di aria, sale, fuoco e tanto…….. tanto tempo. Ma non finisce qui: il palato va purificato fra una degustazione e l’altra, lo faremo abbinando i migliori vini del territorio, spaziando dai rossi Parma, alle malvasia, nelle diverse declinazioni, al sauvignon, per finire con il dolce moscato. La visita ai ristrutturati locali la regaliamo a tutti gli ospiti, la degustazione ha prezzi per tutte le tasche il percorso esperienziale in formato digitale è in tutte le lingue è la nostra accoglienza.

 

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L’oro a cui troppi aggiungono nichel. – “voce dei campi”-

Un tempo ci si confrontava sul solido e si premiava il sudore dell’arare, erpicare e seminare.

E non c’era viandante che non rivolgesse un occhio al vedere campi di grano a diciotto carati che impettiti affrontavano la face.

Me ne faccio memoria in questo sorprendete novembre, mentre cedevoli germogli sono accarezzati dal sole, che oggi, 22, rende la collina imbiancata dai primi cristalli di neve.

E mi stupisco, per fortuna pochi, di ospiti distratti che non rivolgano l’occhio al mio sudore; cittadini che provengo spesso dal debordare a vanvera delle città metropolitane che tolgono spazio all’oro degl’avi.

La domanda è quasi sempre impulsiva, seppur retorica: possibile che questi ritengano spontaneo lo show del grano.

Tuttavia il calendario confermerà lo spettacolo, Madre natura riconoscerà la mia prestazione, ed a giugno sarà un rigoglio di spighe, anche se, agli occhi di troppi tutto ciò è ovvietà, perché è sempre stato così.

Eppure quando la brezza viaggia sul campo, che quasi sembra un dolce mare dorato, le spighe parleranno, a chi ha orecchie per intendere, ma per alcuni sono tarpate; perché rintronati, immemori e circuiti dal frenetico andazzo che si ostinano a chiamare progresso sociale.

Molti, per fortuna passeggiano di buon ora lungo i confini dei campi, voraci di emozioni, di suggestivi incontri, bramosi di ascoltare un nuovo dialogo della terra con il geografico linguaggio del cielo.

Mi sono permesso di scrivere ciò perché ci si confronti sul vero è si smetta di raccontar fandonie.

Mi sono permesso ciò per informare chi ha orecchie e naso. Un pretesto per dire: se non di diffidare, di controllare accuratamente chi si fregia in modo quasi furtivo di un blasone –Made in Italy- che di fatto non gli appartiene, raggirando spesso norme che poco si sono confrontate sul vero, di chi spesso non onora la sua terra, non partecipa al suo nutrimento ma ben sì al suo immiserimento.

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Quei dopo cena irretiti all’Agriturismo Ciato

Questa sera convocato dalle rimembranze risfoglio il registro degli ospiti della ormai finita estate; delle belle serate passate sulle assi di quercia antica che da anni raccolgono i racconti, le storie, le emozioni e suggestioni degli ospiti e le macchie del lambrusco o dei rinforzi degli infusi di casa (senza che il convitato a più pollici che gli umani chiamano televisore mettesse il becco).

Allietato come sono dal rinverdire modi e personaggi, trovo giusto che Ciato, del sipario estivo appena chiuso, ricordi i grandi personaggi ed anche i piccoli che qui divengono grandi, aiutati dalle bocce di vino suadente e dagli infusi preparati con maestria da Sara…… tra gli strafalcioni di lingue confuse, che il luogo, la cordialità e disponibilità degli ospiti hanno reso quantomeno intesa fra vocaboli e gesta.

Qui si cerca di invecchiare sfottendo la sorte con l’arte dell’arlia, con il godimento della convivialità, con il gusto ed il piacere di cantare a dovere senza il timore di essere squadrati, con la propensione di essere tutti intesi quali che siano i liberi pensamenti sull’uso del mondo.

Così il rito dell’affabulazione si è protratto per tutta la bella stagione con quasi tutti i nostri ospiti: dai grandi produttori di meloni australiani che invadono mezzo mondo, che di buon’ora andavano al caseificio curiosi e bramosi di imparare l’arte, dalla star dell’enogastronomia televisiva smaniosa di conoscere il territorio, dalla famiglia californiana i cui figli non abbandonavano la cucina per imparare l’arte delle paste ripiene, dello chef pluristellato che ti insegnava le economie della ristorazione, del grande maestro della pasticceria, ricalcitrante, ma che si scioglie solo vedendo il culo della bottiglia di malvasia, dal manager che ti oltraggia l’orto e confonde cavoli e verze, dagli asiatici che ti accecano e adombrano le stelle con i loro flash. alle coppiette romantiche che sognano un mondo migliore.

 

Questa è stata la dolce estate di Agriturismo Ciato.

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Cuochi chef o rezodre

Oggi parliamo di cucina Parmigiana e Parmense e partiamo dalle quattro DOP –denominazione di origine controllata- Parmigiano-Reggiano, Prosciutto di Parma, Culatello e dei vini dei colli, che confermano Parma valle del cibo, se mai ve ne fosse bisogno, visto, che la sua celebrità si perde nel tempo e già Fra Salimbene De Adam cronista nel ‘200 la celebrava nei suoi racconti come figlia del burro e del formaggio. Un primo piatto che a Parma si dice debba essere affogato nel burro ed asciugato nel formaggio, sono i Tortelli di erbette: rettangoli di pasta ripiegati, contenenti un ripieno a base di erbette (bietola, o in alternativa Spinaci), ricotta,uova e parmigiano-reggiano.  A prima vista può sembrare una cucina grassa, ma al desco risulta solo sostanziosa, non pesante e ricca di sapori e aromi. La torta fritta, variante tipicamente parmense del forse più conosciuto gnocco fritto ci invita a tavola con il prosciutto e gli altri salumi, frutto della sapiente arte norcina della pedemontana parmense. Fra i primi piatti non si può sottacere gli anolini, una tipologia di pasta all'uovo ripiena (in parmigiano anolén scherzosamente soprannominati "salvagenti" o "galleggianti".) È un piatto con radici antiche, già conosciuto e menzionato dal famoso cuoco rinascimentale Bartolomeo Scappi nel 1500, tramandato di generazione in generazione nelle famiglie. Non vanno nemmeno dimenticate le tagliatelle o la sua variante pappardelle quelle fatte a mano la cui morte e nel sugo di pomodoro. E per finire una minestra in brodo riz e tridura, riso al quale è stato aggiunto poco prima della fine della cottura un composto a base di uova battute con sale noce moscata e parmigiano reggiano; piuttosto dal sgranfgnòn (gnocco di patate) in idioma parmigiano. Fra i secondi annoveriamo, sempre per rimanere fedeli alla tradizione i bolliti misti, lo stracotto il cui sugo spesso finisce nell’impasto degli anolini e la classica trippa alla parmigiana. Tra i dolci si ricorda le classiche crostate con confettura spesso fatta in modo casalingo, le chiacchiere di carnevale, molto croccanti, ottenute friggendo un impasto e poi cosparse di miele e zucchero a velo per il tocco finale, la spongata con tutte le sue varianti da famiglia a famiglia e la torta Marialuigia, fatta con pan di spagna arricchito di polvere di mandorla e cioccolato, farcitura di cioccolato e crema di fragoline di bosco. ricoperta con cioccolato fondente. Per i vini rimane l’imbarazzo della scelta, ne richiamiamo solo tre: il lambrusco, è il vino predominante, come quantità. È un vino rosso-scuro, leggermente asprigno, di moderato tenore alcolico. "Il lambrusco", scrisse Curzio Malaparte "non solo è il vino più garibaldino del mondo, come ebbe a dire Filippo Corridoni, ma il più generoso, il più libero, il più italiano fra tutti i vini italiani"; il rosso colli di Parma DOC e per i bianchi il Malvasia nelle sue diverse concezioni, dolce frizzante o fermo.

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Parma; festival del prosciutto. 5/20 settembre

Non potevamo mancare all’appuntamento che sicuramente non sarà paragonabile alla dolcezza, squisitezza e salubrità di un prodotto che ha reso la città di Parma, quella che insiste in Emilia Romagna, Italia, fra le tante Parma nel mondo, capitale della Food-Walley.

Sarà una partecipazione come sempre riservata, intima, ma accattivante, che accompagnerà chi ha naso e voglia di scoprire i segreti di un percorso alla scoperta della antica tradizione.

 

Il percorso non è dei più affaticanti, basterà soggiornare all’agriturismo Ciato, lasciarsi trasportare dall’atmosfera che avvolge l’antica corte, le cui origini risalgono al 400. Durante la giornata perdersi fra le meraviglie storiche, architettoniche, culturali che la valle offre, piuttosto che approfittare dell’uscita per far visita al salone del camper che contemporaneamente si svolge presso le fiere di Parma…….  e alla sera rilassarsi sull’aia della corte e sentire i racconti quasi ancestrali del padrone di casa che fra leggenda e tradizione mescerà con perizia e dovizia, se non il migliore, uno fra i più apprezzati prosciutti del territorio stagionato pazientemente nelle proprie cantine sotterrane laddove nemmeno un minimo raggio di sole può turbare la quiete del grembo di madre terra.

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RENOIR da Parigi a Parma a due passi dall’agriturismo Ciato

ALLA MAGNANI ROCCA FINO AL 13 SETTEMBRE

Dal Musée d’Orsay di Parigi arriva alla Villa dei Capolavori di Traversetolo l’opera di Renoir La Seine à Champrosay. Lo splendido dipinto, realizzato en plein air nel 1876, viene esposto al primo piano della Villa dei Capolavori insieme a Falaises à Pourville di Monet, Paysage de Cagnes e Les Poissons di Renoir, della collezione permanente della Magnani Rocca. Nella stessa sala il pubblico può ammirare anche due opere di Matisse, tra cui Odalisque sur la terrasse, mai esposta in precedenza e restaurata per l’occasione

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Curiosità del giorno

Ad expo il vino Mesopotamio. Secondo vari studiosi, a Kamarina, già dal IV secolo avanti Cristo nelle fattorie della zona si produceva questo vino che nel I secolo dopo Cristo si beveva da Cartagine a Pompei, servito a Plinio nei giorni che precedettero l'eruzione del Vesuvio nel 79. Mentre in val Parma, da Acaia via Rezia Norico Pannonia arrivavano i cloni di Malvasia.

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Vivere più a lungo oggi si può.

Basta una vacanza per vivere più a lungo, non una qualunque ma un viaggio che abbia determinate caratteristiche, che garantisca l'attività fisica a contatto con la natura. Proprio le passeggiate all'aria aperta, che siano in campagna, in montagna o in collina, garantiscono un aumento dell'aspettativa di vita. Oggi è possibile sostenere che fatta in un certo modo, la vacanza può ridurre del 29% il rischio di morte. A patto che la destinazione sia immersa nel verde, accompagnata da una leggera attività fisica, che la vacanza duri 8 giorni e che sia pianificata per tempo.Sono queste le quattro regole d'oro che la rivista Scientific American ha tratto da alcuni studi, condotti ai Sage Colleges di New York, presso l'Erasmus University di Rotterdam e la State University di New York.E se una buona pianificazione del viaggio è già d'aiuto, stimolando la serotonina, l'ormone della felicità, il ruolo più importante è quello della Natura. Passeggiare in mezzo al verde, infatti, non solo è salutare per via dell'attività fisica che si svolge ma lo è per via di un microrganismo, il Mycobacterium vaccae, che si trova nel suolo e che aumenta i livelli di serotonina, riducendo quelli di ansia. A dimostrarlo, uno studio condotto presso i Sage Colleges.

Agriturismo Ciato


 

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Ponte del 2 giugno

Un ponte lungo quattro giorni, un'occasione da non farsi scappare!! Un ottimo motivo per mettere in valigia l’essenziale e partire!

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La valle del cibo

Se hai sognato di una valle da favola, di quei posti dove ci si aspetta di incontrare il bengodi della tavola; montagne di cacio, vallate di salumi, fontane di vino, maghi dell’alchimia culinaria, allora ti sei immaginato Parma, la capitale della food walley. All’agriturismo Ciato, a 12 chilometri da Parma, i nostri salumi dormono sotto terra, là dove nessun raggio di sole può disturbare il suo sonno, respirando i sapori delle cantine. Nelle nostre camere ricavate in una struttura le cui fondamenta risalgono al 400 e i gli ultimi manufatti portanti al 700 puoi impadronirti della storia, prima dei conti che hanno abitato queste stanze, di Carlo Innocenzo Frugoni che spesso veniva a sedare i suoi piaceri di pancia, durante il suo soggiorno a Parma, poi dei Costa, degli Ugolotti, fra i primi fabbricanti di conserve di pomodoro e commercianti di formaggi per arrivare ai giorni nostri.

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EXPO

"Viaggio d'assaggio" della food walley 

 

 

Nell'anno di Expo, che porterà a Milano molti visitatori curiosi di scoprire ciò che i Paesi partecipanti propongono per la futura sostenibilità alimentare del pianeta, Agriturismo Ciato (www.ciato.it) propone agli appassionati della cultura del cibo il tour guidato "100% food walley". Almeno 3 i motivi per farlo. Innanzitutto, non c'è niente di più sostenibile e interessante per capire le peculiarità del cibo gustandolo nel territorio di produzione. In secondo luogo, Parmigiano Reggiano / prosciutto di Parma hanno reso famosa l’omonima città in tutto il mondo, terzo hanno avuto i natali qui a sud della città, fra le valli dell’Enza e del Parma.

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All’agriturismo Ciato di Parma è tutto più semplice.

Dalla scorsa settimana, sempre nell’ottica di agevolare il cliente, primi tra gli agriturismi Italiani abbiamo provveduto a montare un POS di nuova generazione, da ora puoi pagare anche con il tuo smartphone.

 

Un modo facile, veloce e sicuro grazie alla tecnologia diffusa in tutto il mondo Near Field Communication NFC.

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Mater. Percorsi simbolici sulla maternità

Mater. Percorsi simbolici sulla maternità

Palazzo del Governatore – Piazza Garibaldi, 2 Parma

Dall’ 8 marzo al 28 giugno. Aperto martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e domenica dalle 10.00 alle 20.00; sabato dalle 10.00 alle 23.00; lunedì chiuso. Ingresso intero euro 10,00; ridotto euro 8,00 per over 65, portatori handicap, insegnanti, altre categorie convenzionate (Ikea, Conad, abbonati Tep, dipendenti Comune di Parma, Città alla Carta), biglietto famiglia (due genitori con fino a due bambini), per ciascun utente di gruppi prenotati superiori alle 15 persone (max 25) con prenotazione; ingresso ridotto speciale euro 5,00 per under 26, studenti e scolaresche con prenotazione; ingresso gratuito per under 6 intesa come età scolare, accompagnatori gruppi scolastici, accompagnatore disabile che presenti necessità, accompagnatore o guida per i gruppi prenotati, iscritti all’albo giornalisti, tesserati ICOM.

Per informazioni  info@mostramaterparma.it 

Ma, Parma vanta antiche tradizioni culinarie che nel corso del tempo sono state via via affiancate da un'industria alimentare moderna e all'avanguardia. Tante le prelibatezze prodotte e tante le occasioni per gustarle e assaporarle.  E’ l’occasione giusta per prenotare un soggiorno con cena all’agriturismo Ciato ad un tiro di schioppo dalla manifestazione, raggiungibile anche con mezzi pubblici e presentando il biglietto di ingresso la tassa di soggiorno viene scontata dal pernottamento.

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https://www.facebook.com/pages/Agriturismo-Ciato/357929847606

La neve piano piano si allontana, i gatti si godono il sole, sboccia la primavera, gli ultimi ritocchi alle nuove strutture e le pianelle "Maria Luigia" piano piano riprendono il loro posto originario e vengono sostituite le vetrate per rendere ancor più confortevole il soggiorno, Cosi si presenterà‪#‎agriturismoCiato‬ alla nuova stagione.

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http://www.discoverer.tv/?post_type=video_type&p=28420&address=&channel=UDP#

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Primavera…. Siam corsi ma siam pronti

Un inverno di pieno lavoro, aiutati in un certo qual modo dalla stagione; eccoci allo scoccare della primavera pronti con nuove proposte per i nostri amici villeggianti.

 

In via di ultimazione come vedi dalle foto nuovi spazi.

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Vacanze nel rispetto dell’ambiente

Dicono che ad invecchiare si torna bambini, e da bambini ci avevano, a noi della campagna pedemontana, insegnato a rispettare la terra a non abusare delle sue risorse, ricordo da ragazzini si andava col sacco di iuta nelle stoppie a raccogliere quelle spighe di grano che le prime macchine da raccolta dimenticavano. Si raccoglieva quel tanto da mantenere un piccolo pollaio che dava le uova sufficienti per mantenere la famiglia, che le ramaglie non si buttavano ma servivano per cuocere il pane ……………  Nella violenta manifestazione di benessere degli anni sessanta settanta certe cose sembravano superate, l’euforia stessa del benessere a pochi ha lasciato nella memoria che spesso la storia è una linea sinusoidale. Oggi non torneremo probabilmente nelle stoppie, ma il fatto di non abusare di certe risorse che sono poi collegate indissolubilmente con la salute del nostro pianeta ed una venuta della crisi economica alimentata dalla avidità e dissennatezza di alcuni riporta alla mente il lavoro ed il rispetto dei nostri cari vecchi contadini che con le loro limitate conoscenze sapevano bene utilizzare il calore del sole degli amici animali. Ed ecco allora, che qui, si rinverdiscono col tepore della primavera a venire e le moderne tecniche le vecchie mai superate lezioni di rispetto dell’ambiente e l’uso oculato e parsimonioso delle risorse di idro carburi. Se negli anni scorsi ci si era ritornati all’uso della legna (pellet) per scaldare l’acqua quest’anno ci aggiungiamo l’energia elettrica catturata dal sole su una nuova struttura tutta in legno. Così il tuo soggiorno all’agriturismo Ciato non solo sarà luogo di svago, divertimento, di scoperta enogastronomica o culturale, ma una vera vacanza ecologica.

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