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P.I.L. o stile di vita?

Riporto il mio interevento come presidente del percorso enogastronomico "Strada del Prosciutto e del Vino dei Colli di Parma" alla XXII fiera del tartufo di Fragno.

Schianchi Mario.

Ringraziamenti.

 

Innamorato di Calestano, della sua fiera.

 

Valorizzazione è reddito per un territorio da un prodotto riproducibile senza depauperare, al pari del vino, dell’olio….

 

Il tartufo, un prodotto che a pieno titolo entra nell’ economia sostenibile, un modello di sviluppo che recupera ed integra i concetti dell'economia tradizionale e dell'ecologia, seguendo i principi della vocazionalità e dei talenti.

L'Economia sostenibile, si fonda sulla capacità del sistema Terra, di ripristinare in un certo periodo le stesse energie utilizzate, un modo di agire che contribuisce a salvaguardare la società e conservare l'ambiente per le generazioni future.

L’economia finanziaria, quella perseguita negli ultimi decenni è una ricchezza fittizia che ha determinato un impoverimento del patrimonio ambientale originario attraverso la sua monetizzazione. Tale accumulazione viene definita (PIL) Prodotto Interno Lordo che viene visto quale indice del benessere di una nazione.

Ancora oggi molti amministratori occidentali vantano di avere aumentato il PIL del loro comune di avere raddoppiato, triplicato il numero degli abitanti senza rendersi conto del rovescio della medaglia, a meno che non sia in mala fede e celino un interesse personale come purtroppo spesso oggi la stampa enuncia, e tutto ciò comporta una spesa continua per adeguare le strutture che servono alla vita del territorio, rifiuti, scuole, rete viaria, casa; nuova e indiscriminata cementificazione, ricordiamoci che siamo fra i paesi più cementificati, e quindi continua energia, che il nostro pianeta non sempre riesce a riprodurre, non tralasciando il problema di spostamento di grandi masse di popolazione con le conseguenze che ben tutti conosciamo.

 

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Strade dei vini e dei sapori

Ha ragione da vendere il ministro dell’agricoltura Catania sulla necessità di sostenere la cucina italiana all’estero, quale promozione dell’agroalimentare made in Italy, ma non dovremmo nemmeno sottovalutare quel che è la ristorazione locale quando sono gli stranieri in Italia.

La ristorazione nel nostro paese come già avevo avuto modo di sottolineare in una news sul nostro sito del 27 giugno “Parma: cucina a rischio” non sempre esalta la nostra tradizione e le nostre produzioni tipiche ed anche questo non è un fattore da sottovalutare. Troppo spesso nelle città turistiche la ristorazione locale, utilizzando maestranze non autoctone e spesso cercando di fare concorrenza sul prezzo non esprime al massimo il territorio. Con legge 268/99 lo stato promuove i percorsi enogastronomici:

Art. 5 - Applicazione della legge
1. Le disposizioni della presente legge si applicano anche per la realizzazione delle 'strade' finalizzate alla valorizzazione, anche congiunta, di altre produzioni di qualità, con particolare riguardo all'olio d'oliva ed in genere ai prodotti tipici
.

dando la possibilità ai turisti di addentrarsi, di immergersi, di conoscere quelli che potremmo definire i must, le eccellenze del nostro agroalimentare, una legge semplice di pochi articoli che trovò inizialmente grande fervore almeno in Emilia-Romagna.

Probabilmente il calo di entusiasmo e da ricercare nelle vicissitudini di ICE ENIT, il mancato rifinanziamento, la non chiara sottoscrizione dei dettami di cooperazione pubblico/privato, ma ciò non esclude che si trattava di un buon e lungimirante progetto che andava a sostegno non solo del turismo ma di tutta una economia che è alla base del nostro prodotto agroalimentare e di tutto quanto gli gravita attorno. Una sinergia quella delle “strade” che una politica più attenta ed oculata dovrebbe immediatamente prendere in mano, valutato anche l’attuale momento di crisi e considerato che una volta avviata con regole certe e chiare si autofinanzia con l’apporto di quei soggetti che hanno capito e superato il concetto di concorrenza interna.

Lettere come quella che riporto “Hi Mario and Laura. We had “Pappardelle al ragu di prosciutto” for dinner. That was very delicious!. My wife wants to try to cook it in Japan. Do you know any Web site which introduces how to cook? Or, you can teach me in Italiano. non sono solo di gratificazione personale, ma promozione del prodotto italiano di cui tutti dovremmo esserne fieri.

 

Schianchi Mario *Agriturismo Ciato*

 

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Magica terra

Riscoprire se stessi, ritrovare il silenzio, liberare la mente, conoscere nuova gente: tutto questo grazie ad una lenta passeggiata in mezzo alla natura. Lo sanno bene gli amanti del trekking e dell’hiking, che amano trascorrere il loro tempo libero facendo lunghe passeggiate, in una terra dove non mancano castelli e borghi, rocche e pievi, abbazie e chiese in un panorama di dolci pendii e vallate ineguagliabili, forgiate dalla natura e addomesticate dall’uomo, dove convivono paesaggi rurali affiancati da scenari di grande prestigio agroalimentare; carraie, boschi, fossati e opifici che ben testimoniano l’opera geniale dei valligiani. Siamo all’agriturismo Ciato sulla dolce pedemontana parmense, sotto lo sguardo amoroso del maniero di Torrecchiara, castello voluto dal Pier Maria Rossi per l’amata Bianca Pellegrini di Arluno quale dimora estiva. Qui, tradizione, arte e  natura si sposano con l’esaltante enogastronomia amata in tutto il mondo. Se l’Italia è la patria del gusto, la provincia di Parma è la meta ideale di chi ama quel magico connubio sinonimo del “buon vivere”: cibi genuini ed esclusivi, tradizione, arte e ambiente. E proprio in questo periodo oltre soddisfare il palato dall’aia di Ciato si soddisfa la vista; rivolgendo lo sguardo a sud proprio intorno al castello una tavolozza di suggestive tonalità di colori delinea le prime colline dove da poco è finita la vendemmia e dalle cantine esce un inebriante aroma di mosto.  Un momento magico per questo lembo di terra, dove le cucine sprigionano gli aromi dei primi prodotti autunnali e l’aria tersa trasporta i profumi dell’Appennino, del prosciutto e del formaggio parmigiano;  fiori all’occhiello della gastronomia italiana. Secoli di storia: già Catone il Censore nel 184 a.c., Strabone e Polibio parlano di allevamenti di suini e di cosce messe sotto sale, ed il Boccacio nel 1351 nel paese del Bengodi “ Et eravi una montagna tutta di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti, che niuna altra cosa facevan, che fare maccheroni e ravioli e cuocerli in brodo di capponi, e poi li gittavan quindi giù, e chi più ne pigliava, più se n'aveva”

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Even Robert from Cologne like Ciato

L’agriturismo Ciato è sempre più internazionale e sempre più numerosi gli stranieri che ci raggiungono per conoscere la nostra storia e la storia dei prodotti di Parma, ringraziamo Robert (Colonia Germania) e Akiyoshi Samizo (Giappone) che dopo il loro soggiorno ci hanno inviato le foto e dato l’autorizzazione a pubblicarle sul nostro sito web.

 

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fiera nazionale del tartufo

Ai nastri di partenza, patrocinata dalla strada del prosciutto, la XXII fiera nazionale del tartufo nero di Fragno. Quattro fine settimana di gusto per scoprire la ValBaganza e le bellezze di Calestano. L'abitato del Capoluogo è situato in prossimità del Torrente Baganza, ed è distante 31 Km da Parma. Il territorio di Calestano fu abitato in epoca preistorica, come attestano manufatti in selce rinvenuti nella zona. L'origine del borgo risale tuttavia al Medioevo, periodo in cui l'abitato era sottoposto alla giurisdizione dei Fieschi. Il feudo di Calestano appartenne alla famiglia Fieschi sino ai primi decenni del XVII secolo quando fu venduto ai Tarasconi. Fu definitivamente soppresso in epoca Napoleonica. Alla signoria dei Fieschi risale un'importante raccolta di "ordinamenti", nota come "statuti calestanesi"; le "leggi Fiesche" di Calestano abbracciano un periodo assai ampio compreso tra il tardo Medioevo e il 1650, anno in cui il feudo fu venduto al conte Camillo Tarasconi. Ad avvalorare l'origine medioevale del borgo è la struttura urbanistica di Calestano, di tipo direzionato, incentrata su di un edificio emergente ora scomparso. La vecchia strada maestra di Calestano corrisponde all'attuale via B.go Manone sulla quale prospettano numerosi fabbricati di età medievale. Il patrimonio architettonico di Calestano è caratterizzato da una notevole varietà di tipologie. Nell'estremità superiore del borgo prevalgono le case a schiera d'origine medievale, mentre in quella inferiore si incontrano spaziose corti murarie delimitate da ampi portali d'ingresso. Da anni a Calestano, in autunno, si svolge la fiera del Tuber Uncinatum essendo, a detta delle genti, la frazione di Fragno una delle più produttrici di tartufo dell’Appennino parmense. Per chi soggiorna all’agriturismo Ciato, Calestano è raggiungibile oltre che dalla strada provinciale dalla comunale Langhirano Fragno Calestano ricca di punti panoramici in cui nelle belle giornate è visibile gran parte della pianura padana.

Consigli per l’uso del tartufo

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Salone del camper

PARMA: CITTA’ D’ARTE
Arriva l’autunno e con il ricordo del mare e del monte si ritorna a scoprire le città per una vacanza breve, magari per fare rifornimento anche di qualche prelibatezza culinaria la dove il prodotto ha i propri natali e Parma in questo periodo offre un opportunità in più; il salone del camper. Parma, notissima oggi soprattutto per le sue vicissitudini politiche, il primo sindaco in Italia del movimento 5 stelle la clamorosa sconfitta dei “rossi” che più che rossi emiliani sembrano rossi sbiaditi. Ma la storia di Parma che ha origini lontane a ben visto altro. Colonia romana dal 185 a.C., Parma raggiunge la sua massima espansione in età  imperiale, ottenendo nel I secolo d.C. il titolo di “Julia”, per la fedeltà  dimostrata verso Roma. Chrysopoli (citta d’oro) sotto Teodorico (553-568), periodo Bizzantino. Nel 568, i Longobardi occuparono circa un terzo della superficie abitata, trasformando Parma in un centro militare e amministrativo con l’insediamento di un duca.
La città  divenne libero comune nel XII secolo; nel 1513 venne annessa allo Stato della Chiesa; nel 1545 Papa Paolo III creò il Ducato di Parma e Piacenza, destinandolo a suo figlio Pier Luigi Farnese, i cui discendenti lo governarono fino al 1731. In questo periodo Parma conobbe una particolare fama per la sua scuola di pittura, con artisti come Correggio e Parmigianino.
Nel 1748 il ducato passò alla famiglia spagnola dei Borbone: è uno dei periodi di maggior splendore, in cui la città  viene arricchita di  eleganti architetture neoclassiche e di importanti istituzioni quali
la Biblioteca Palatina.
L’11 aprile 1814 il trattato di Fontainebleau, seguito all’abdicazione di Napoleone, pone il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla sotto la protezione dell’Austria. Maria Luigia d’Austria regge le sorti del Ducato fino al 1847, quando esso viene riassegnato ai Borbone.
Nel 1860 tramite plebiscito il ducato passa al Regno di Sardegna, e quindi al Regno d’Italia.

Da non perdere:

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.. e dopo TripAdvisor un altro regalo...

regalo quanto mai gradito da Sergei Gamalei

-Quando le parole pagano più della moneta-

"Ciao il mio amico Mario! molto felice che non dimenticare biker russo dalla Francia)
Permettetemi di ringraziare ancora una volta tu e la tua famiglia estesa per tale attenzione e buon vino sulla vostra vacanza che ho visitato.
Vostra casa e la vostra famiglia un posto meraviglioso da visitare e fermare i motociclisti dall'Europa e Russia, sarà raccontare tutti i miei amici su di esso e se qualcuno vuole venire a farvi visita, sarà solo troppo felice, naturalmente io sono sempre con i miei amici verrà a farvi visita. Buona fortuna il mio Amico Mario in tutte le tue azioni!"

 

 

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Reiki

Il Reiki, secondo i suoi sostenitori, è una pratica spirituale usata come forma terapeutica alternativa per il trattamento di malanni fisici, emozionali e mentali. Secondo la tradizione fu Mikao Usui, nato in Giappone nel 1865, a sviluppare la pratica del Reiki affermando di avere ricevuto l'abilità di curare dopo tre settimane di digiuno e meditazione sul Monte Kurama. I praticanti di Reiki usano infatti un tecnica analoga alla "imposizione delle mani", che, affermano, canalizza le energie terapeutiche. Nell'aprile del 1922, Usui andò a Tokyo dove fondò il primo Reiki Ryoho Gakkai, un gruppo di cento persone che si incontravano periodicamente per mettere in pratica il Reiki. Il nome Reiki deriva dalla pronuncia di due caratteri giapponesi che descrivono l'energia in sè: ' rei' (significante 'l'aldilà' o 'spirituale') e ki (in cinese qi, qui nel significato di 'energia' o 'forza vitale').

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raduno suzuki demoride tour

In attesa che vengano pubblicate da Suzuki e I.O.C.I le immagini ufficiali del demoridetour di Parma e del 10 anniversario del club vi invitiamo a visitare in anteprima alcune  immagini del raduno presso l’agriturismo Ciato di Parma. Vista la squisitezza degli ospiti chi vorrà ritornare presso di noi dimostrando con una foto di essere stati partecipi del raduno effettueremo per tutto il 2012 e il 2013 uno sconto speciale da concordare secondo la permanenza.

 

http://intruderclubbelgium.webs.com/apps/photos/album?albumid=13718009&pagesize=60&page=2

 

http://www.google.it/search?q=intruder+fest+ciato&hl=it&rlz=1T4ADFA_itIT464&prmd=imvns&tbm=isch&tbo=u&source=univ&sa=X&ei=bxQRUMvSDarP4QSBkYHgBw&ved=0CFgQsAQ&biw=1280&bih=592

 

http://www.motoblog.it/post/51333/raduno-intruder-owners-club-italy-a-parma

 

 

http://www.google.it/search?q=intruder+fest+ciato&hl=it&rlz=1T4ADFA_itIT464&prmd=imvns&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ei=nB8RUKfpF8f_4QTk54CYBg&ved=0CEAQ_AUoATgK&biw=1280&bih=592

 

http://www.ciato.it/news_dettagli.php?lang=ita&idnews=282

 

 

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A Ciato si spengono i motori delle Suzuki

Dopo giorni di preparativi e tre giorni di intensa manifestazione ieri 22 luglio ha chiuso il dodicesimo demoride tour e il raduno del club dello I.O.C.I. per festeggiare il decimo anno della fondazione. Diversi i motociclisti provenienti dall’estero che superano le presenze italiane, forse San Pietroburgo la località più lontana è prima ad arrivare. E’ stata anche l’occasione per conoscere il nuovo direttore Italia insediatosi solo da pochi giorni e alla sua prima uscita ufficiale.

Noi abbiamo cercato di dare la nostra disponibilità alla riuscita dell’evento e colto l’opportunità per fare conoscere il territorio e le sue produzioni.

Diverse le motociclette che si potevano provare o ammirare come la Suzuki da corsa messa in mostra dall’officina Boselli di Parma a cui vanno anche i nostri ringraziamenti, come allo stand allestito da Mario di Roma con la Hayabusa, fra le moto più veloci del mondo.

Dire che la maggioranza degli ospiti sono stati squisiti è forse dire poco, qui diventa difficile ricordarli tutti, nomi che hanno poca assonanza con la nostra lingua e quindi gli accomuniamo tutti in un grande grazie, da ricordare il trio Riccardo, Lorenzo e la sorella Sofia, gli animatori del demoride tour e di conseguenza ribattezzati Demo Ride e Tour.

 

 

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Parma: si scaldano i motori nell’aia di Ciato.

Il “Suzuki Demo Ride Tour” ha appena terminato la sua tappa romana e la prossima settimana sarà a Parma dove i centauri parmigiani e non solo avranno la possibilità di ammirare le super sportive della gamma GSX-R e provare moltissimi modelli della casa giapponese come la V-Strom 650 Abs, la GSR750 Abs, il maxiscooter Burgman nelle motorizzazioni 400 e 650A, la Bandit 650 SA, la GSX 650 F, la GSX 1250 FA, la Gladius 650, la Van Van 125, fino alla custom Intruder M800, C800, M1800R.

Perché a Parma anche Suzuki come altre case motociclistiche hanno scelto l’agriturismo Ciato.

Semplicemente perché è attrezzato e posto in una posizione strategica, nell’anfiteatro naturale dell’Appennino tosco emiliano, quale posto di partenza e arrivo per godere tutte le strade panoramiche che attraversano montagne che poco hanno da invidiare alle Alpi, pieno di scenari non solo paesaggistici, ma anche storici, culturali ed enogastronomici.
Per prenotare il test ride bisogna iscriversi direttamente sul sito internet suzukitour.it, ma Suzuki offre di più ai suoi estimatori pubblico con il suo staff tecnico a disposizione per conoscere direttamente tutte le caratteristiche specifiche delle moto spiegate dai tecnici Suzuki. Grande attenzione anche all’importanza di una guida responsabile, del rispetto dei limiti di velocità, mentre si parlerà anche dell’abbigliamento protettivo più appropriato affinché sicurezza e divertimento siano garantite al 100 per cento.
 

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la notte rosa

La Notte Rosa è un evento unico, irripetibile altrove: tutto il sistema dell'accoglienza e dell'ospitalità si mette in gioco per offrire una notte indimenticabile e un'immagine autentica della Riviera, viva, positiva e dinamica. La Notte Rosa è la grande festa dell'estate in Riviera. Tutta la costa si tinge di rosa, dal tramonto all'alba i 110 chilometri della Riviera Adriatica dell'Emilia Romagna. E sul lido di Pomposa “Sapori da mare” festeggia la notte con La Lunga Magnà-Food Street on the Beach: maxitavolata ‘in rosa’ di oltre 200 metri e per attendere che la luce sconfigga le tenebre la Jazz&Food a tutta Birra.

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Notte di S. Giovanni; tradizioni della pedemontana parmense all’agriturismo Ciato

Oggi, San Giovanni, l’agriturismo Ciato, vuole ricordare ai giovani agricoltori e non, alcune tradizioni senza senso e senza età, usanze tramandate nel tempo, che nascondono verità labili ed eteree come la schiuma del malvasia con la quale questa notte abbiamo brindato sino a che la luce ha vinto sulle tenebre in questa magica notte parmigiana.

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S. Giovanni a Ciato "solstizio d'estate"

Da: Riti, arcani sortilegi, stregonerie, vecchie usanze, antiche tradizioni, genuini "mangiari" e vnerande ricette della magica notte di S. Giovanni.

edito da; "Centro della memoria delle tradizioni Parmigiane; circolo culturale Giovannino Guareschi" presentato a Ciato il 23 giugno 2000.

in foto i passaggi per il tradizionale tortello di erbette.

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Academia Barilla: Primo Forum sulla Cucina Italiana nel Mondo

Oggi 15 giugno in Academia Barilla (Parma) il primo Forum sulla Cucina Italiana nel Mondo.L’evento Sostenuto da Academia Barilla, è stato organizzato grazie a Itchefs-Gvci e realizzato con la collaborazione di Apt Emilia Romagna, Enoteca Regionale dell'Emilia Romagna, Ferrarelle, Grana Padano, Pentole Agnelli e Terre del Sole.

L’APT servizi regionale ha scelto la “Strada del prosciutto e dei vini dei Colli di Parma” per proporre le prelibatezze della nostra Regione.

Gli ambasciatori della cucina italiana provenienti da oltre 30 Paesi diversi riuniti per discutere sul futuro e le potenzialità della cucina italiana nel mondo hanno così degustato:

Torta salata alla spalla cotta di S. Secondo

Tortino di ricotta e verdure di stagione dell'orto di Ciato

Degustazione salumi: Prosciutto Parma, (stagionatura 20 mesi) Salame Felino, (stagionatura 90 giorni) Coppa Parma, Mortadella classica Bologna.

Tortelli di erbette di casa Ciato passati in burro Val Parma e nevicati di Parmigiano-Reggiano (27 mesi)

Degustazione di Formaggi: Scaglie di Parmigiano Reggiano, (24 mesi) Provolone Valpadana, Pecorino delle fosse di Sogliano, con confetture dell’agriturismo Ciato e miele dei colli, Squaquerone con spicchi di piada Romagnola.

Misticanza fiorita di verdure dell'orto di Ciato

Crostate di marmellata di pomodoro verde dell'agriturismo Ciato.

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Domenica 20 si pranza a Ciato

Pranzo a Ciato

Menù di domenica 20/05/2012

Antipasto:

Tortino di ricotta e verdure di stagione con crema di Parmigiano Reggiano.

Strudel dell’orto di casa Ciato

Primo piatto

Bauletti di crespelle al crudo di Parma e provolone gratinati.

Secondo Piatto

Salumi misti con bocconcini di torta fritta (spalla cotta, pancetta, crudo di Parma, coppa piacentina, salame Felino)

Dolci

Fantasie di torte della casa.

Vini

rosso e bianco dei colli

Acqua e caffè

Pane dai grani coltivati in azienda

€. 32.00

Prenotazione obbligatoria.

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Enzo Braschi

Ieri 1 maggio intera giornata di meditazione con E. Braschi

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Agriturismo Ciato, Fiere di Parma, CIBUS.

Visto l’ottimo successo ottenuto in questa giornata di Pasqua, si replica in occasione di CIBUS, rassegna internazionale della alimentazione, con un menù a tema per fare conoscere, ma soprattutto assaporare il nostro territorio e la sua cucina.

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Il MENU' DI PASQUA? ..a sorpresa fra le proposte sotto indicate.

“Pasqua 2012”

Menù valido da venerdì 6 Aprile a Lunedì 9 Aprile

 

Antipasti (€. 10,00)

Degustazione di salumi tipici, sott’aceto e sott’olio con torta fritta

Tortino di ricotta e verdure di stagione con crema di parmigiano

Primi Piatti ( €. 9,00)

Tagliatelle casarecce con ragù di  salsiccia fresca

Tortelli al burro fuso e parmigiano

Risotto al Malvasia mantecato con burro alle erbe aromatiche

Bauletti di crespelle al prosciutto e provolone, gratinati

Secondi piatti ( €. 12,00)

Grigliata mista di carne (Salsiccia – Pancetta – Costine – Lombo)

Agnello impanato e fritto

Arrosto di agnello

Contorni (€. 4,00)

Verdure fresche di stagione

Verdure gratinate

Dessert (€. 6,00)

Torta della nonna

Crème caramel

Ciambella con vino dolce

Crostata di marmellata

Menù degustazione €. 37,00 (bevande escluse)

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Sant'Antonio Abate.

Domani sarà il giorno di S. Antonio Abate, protettore del Maiale, meglio di tutti gli animali. Il santo a cui ci si rivolgeva se affetti dall'omonimo herpes, si perché considerato anche il santo del fuoco che nessuna acqua poteva spegnere. Qui nella pedemontana parmense un tempo era una festa grande, oggi il prete finiva il giro della benedizione delle fattorie e la sua canonica straboccava di uova, salumi, polli e di ogni ben di Dio. Domani nelle aziende agricole si sarebbe operato solo per la cura degli animali. C'è chi sostiene che durante la notte del santo le mucche avrebbero parlato. Sant'Antonio abate detto anche sant'Antonio il grande, sant'Antonio d'Egitto, sant'Antonio del Fuoco, sant'Antonio del Deserto, sant'Antonio l'Anacoreta, dai parmigiani è più conosciuto come"sant'Antoni dal gosen". A lui si deve la costituzione in forma permanente di famiglie di monaci che sotto la guida di un padre spirituale, abbà, si consacrarono al servizio di Dio.

 

 

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MOSTRA "Renata Tebaldi"

Fra le tante notizie dolenti che appaiono in prima pagina sui quotidiani di oggi, “Alluvioni in Liguria” Crisi al Governo” appare un trafiletto: Renata Tebaldi in mostra al Palazzo del Governatore di Parma. La mostra, a ingresso gratuito, proseguirà sino all’11 dicembre 2011 ed è aperta dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 19. Lunedì chiuso. Per informazioni, Comune di Parma tel. 0521 218726, eventiculturali@comune.parma.it www.parmacultura.it IAT tel. 0521 218889 Palazzo del Governatore tel. 0521 218929.

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Mercante in Fiera - festival Verdi

E’ iniziato ieri e durerà sino al nove di ottobre uno degli eventi più avvincenti delle fiere di Parma.

“Mercante in fiera” una rassegna per addetti e curiosi; un ulteriore occasione per visitare Parma  viene offerta dal comune che durante questa settimana dimezza il costo degli ingressi ai musei civici: esibendo il biglietto di ingresso a "Mercanteinfiera", sarà possibile avere un tagliando di ingresso al prezzo di 2 anziché 4 euro alla Pinacoteca Stuard, 1,5 anziché 2,5 euro al Museo dei Burattini Giordano Ferrari; 1 anziché 2 euro al Museo Casa Natale Toscanini, alla Casa del Suono, al Museo dell’Opera.

Ma le opportunità per conoscere Parma continuano con il FESTIVAL VERDI: Teatro Regio di Parma 1, 5, 9, 13, 20, 23 ottobre 2011 Teatro Farnese di Parma 10, 12, 15, 22, 25 ottobre 2011 con “un ballo in maschera”

Teatro Farnese di Parma 6, 8 ottobre 2011 “Messa da Requiem”

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Il tartufo nero-Ciato

A Calestano, medioevale paese delle prime colline di Parma, già fervono i preparativi per la tradizionale “fiera nazionale del tartufo nero di Fragno” in programma dal 16 ottobre al 13 novembre.

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Henri de Toulouse-Lautrec alla Magnani Rocca

Riprendono le attività alla Magnani Rocca, splendida estiva dimora del mecenate Magnani, che negli anni, con competenza e passione, la arricchì di pregevoli dipinti, opere di Gentile da Fabriano, Filippo Lippi, Carpaccio, Dürer, Tiziano, Rubens, Van Dyck, Goya e, tra i contemporanei, Monet, Renoir, Cézanne, sino a de Chirico, de Pisis, 50 opere di Morandi, Burri, oltre a sculture di Canova e di Bartolini, oggi la Magnani Rocca è una fra le fondazioni più attive del territorio nell'allestimento di varie mostre.
Il 10 di settembre si riparte così alla grande con una mostra su Henri de Toulouse-Lautrec in collaborazione col Museum of Fine Arts di Boston, col Musée d’Ixelles-Bruxelles, con la Fondazione E. G. Bührle di Zurigo, col MIBAC - Soprintendenza BSAE per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, con la Galleria d’Arte Moderna di Milano e con altri musei e collezioni italiani ed esteri. Le opere dell'artista sono rarissime nei musei italiani ; si tratta quindi di un’occasione imperdibile per vedere suoi lavori senza dover raggiungere grandi musei internazionali. Accanto al corpus delle affiches, la mostra propone una serie di confronti di particolare suggestione: sono accostati i dipinti di figura di Lautrec a quelli di paesaggio degli impressionisti Monet e Renoir, oltre a Cézanne; viene evidenziato il debito nella grafica all’arte giapponese offrendo un confronto speculare fra i manifesti del francese e stampe giapponesi fra Settecento e Ottocento di Utamaro, Hiroshige e Hokusai; viene ricreato il clima di frizzante competizione che Lautrec ingaggia coi vari Chéret, Mucha, Steinlen, Bonnard nell’accaparrarsi le commesse pubblicitarie nella Parigi della Belle Époque; infine viene mostrata l’influenza che Picasso riceve da lui in occasione dei primi soggiorni parigini.
Il 9 di settembre il territorio sarà arricchito anche dall'evento "festival del prosciutto".
Così anche "Ciato" splendida corte agreste della pedemontana parmense, oggi anche agriturismo, giovedi otto apre nuove dimore nella parte settecentesca, che pur mentenendo l'architettura originale e gli ampi spazi dell'epoca, sono dotati di ogni confort.

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An English Summer

Con il corso della prossima settimana andrà temporaneamente in stand bay, per riprendere a settembre, il corso “english for children” promosso dall’associazione di interpretariato  Dragomanno in collaborazione con l’agriturismo Ciato.

Un esperienza positiva per tutti che ha visto coinvolti soprattutto gli attori principali, i bambini, che hanno appreso come coltivare un orto, come seminare piantine per abbellire il balcone, piuttosto che scorazzare sui mezzi di trasporto aziendale; il tutto rigorosamente in stile inglese, non sottacendo gli “aut”  gridati in campo dai coach, Alessia ed Andrew, che non solo si sono cimentati nei giochi anglosassoni più famosi come si vede dalle foto allegate, interculturalità del cibo legato al linguaggio. Si è ripetuto così a distanza di alcuni anni l’apprendimento di una lingua “straniera” facendo cucina; se ieri in compagnia di rinomati cheef spagnoli era un linguaggio armonioso e suadente oggi tocca all’inglese, forse più freddo, ma oltremodo importante.

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