La voce dei campi

Giovedý 30 Luglio 2009

La voce dei campi

Campi sempre più rossi, campi di sangue

Sono i registri contabili, non certo la politica a colorare le nostre campagne, anche se la politica, ma soprattutto i politici contribuiscono sicuramente in modo onorevole. E’ la globalizzazione governata in modo a dir poco non soddisfacente, le importazioni selvagge, incontrollate, improprie ed indegne, sono gli aiuti introdotti per governare, controllare e modificare i mercati che fanno girare una mole di denaro impressionante, sono i prezzi delle materie prime, irrisori quelle dei prodotti ricavati, non più proporzionati quelli per la produzione. Sono i pomodori, l’oro rosso della nostra economia, l’unico settore con una filiera di cui ci fidavamo che vista la probabile chiusura di due stabilimenti a contratti sottoscritti, lascerà nelle nostre campagne 2 milioni di quintali di rosso pomodoro; che rimanga in campagna o meno graverà soprattutto sul primo anello della catena, così oltre al rosso pomodoro verseremo ancora di quel poco sangue che ci è rimasto.
Le previsioni della produzione mondiale dell’annata 200/2010 sembrano tendere al ribasso, mentre la domanda è in continua salita, il mondo ha fame, ma i prezzi delle nostre produzioni non seguono una sana logica di mercato, il mondo agricolo boccheggia, già sull’appennino sono evidenti i segni di un abbandono irreversibile, un abbandono che cambierà anche lo scenario ambientale che con ogni probabilità non avrà nemmeno più fascino per il turista, un ambiente naturale senza il governo dell’uomo a fascino per veramente pochi, se non per lupi e cinghiali e per coloro che non amano l’animale che appartiene alla loro stessa specie “il contadino”
Schianchi Mario

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