La voce dei campi -Socrate,Jefferson e l'agricoltura italiana

Sabato 10 Ottobre 2009

La voce dei campi -Socrate,Jefferson e l'agricoltura italiana

La filosofia dei campi

Anche Socrate sbagliava alla luce dei fatti odierni: “Nessuno può diventare uomo di stato se ignora del tutto i problemi del grano”. Anche le affermazioni del terzo Presidente degli Stati Uniti d’America Jefferson non hanno trovato terreno fertile da noi. “I cittadini coltivatori della terra sono i più preziosi, i più vigorosi, i più indipendenti ed i più retti” I tempi cambiano ed oggi in Italia possiamo anche morire nell’indifferenza totale. Dico Italia perché i corrispondenti francesi accogliendo a uova marce e frutta il ministro Le Maire hanno ottenuto benefici per 30ml. di euro e pure i colleghi tedeschi si trovano praticamente azzerati interessi in conto capitale e ridotte le accise.
E da noi? Quasi applaudiamo ministri ed assessori che passivamente assistono alla pandemia che colpisce le diverse filiere agroalimentari, si enunciano nuovi codici e sburocratizzazione, ma quando si arriva al punto si cede alle pressioni lobbiste come nel caso AGEA/CAA.
Il prezzo del grano duro nonostante la massiccia riduzione di produzione si aggira intorno al valore di intervento, non è più remunerativo, continua a calare sia la produzione che le quotazioni.
Fare agricoltura è prima di tutto, al di la della fatica, delle impreviste variabili, quali i mutamenti climatici, le avversità atmosferiche, fare impresa in un contesto sempre più globalizzato e competitivo. Non è cinema, come qualcuno ha cercato di dipingere. Non si può rimanere indifferenti davanti a dati allarmanti che vedono circa 100mila aziende e di conseguenza famiglie, andare fuori mercato. L’agricoltura sta morendo nel silenzio e nell’indifferenza di tutti, per una mancanza decennale di obbiettivi e strategie, per una mancanza di uomini come li definiva Jefferson preziosi corretti e vigorosi.
Mario Schianchi

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