Wine Lovers

Mercoledý 19 Settembre 2012

Wine Lovers

Non sono dei sommelier, ma sempre più numerosi gli stranieri che arrivando in agriturismo ci chiedono di assaggiare le varie tipologie di vino del territorio, perché; che si parli di lambrusco o di berbera piuttosto che di malvasia hanno sapori ed aromi che difficilmente riscontrano nella stessa tipologia che trovano nei loro Paesi. Un valore aggiunto e un impegno sempre più oneroso per gli operatori dei percorsi enogastronomici, ma che proprio nella vera identità del territorio trova il valore aggregato che fa si che questo segmento di turismo non abbia risentito della crisi e rimanga di aiuto a tutto il turismo culturale, artistico che sia. Anche per la gastronomia c’è un cambiamento di richiesta, calano i piatti a base di carne a vantaggio di piatti più “poveri” e semplici ma pur sempre legati alla tradizione, una rivalutazione del cibo semplice e genuino, che negli USA e in Europa si moltiplicano con grande successo. Sarà opportuno prestare attenzione a questa piccola evoluzione nell’indirizzo delle coltivazioni dei nostri agriturismi e nella preparazione dei piatti. Sarebbe anche interessante studiare un sistema affinché anche le piccole realtà associate, superato il timore della concorrenza e capito che anche le piccole diversità possono essere un valore aggiunto per gli operatori, poter far si che chi si porta a casa un emozione di un gusto forse inaspettato avesse la possibilità ogni tanto di trovarselo anche sul cancello di casa ad un costo accessibile. E’ così la rincorsa alla globalizzazione alla standardizzazione acclamata dai saggi della grande distribuzione e della grande industria incomincia ad andarsi a far friggere. Ritornano e sono sempre più ricercate le produzioni di nicchia. Nei paesi più evoluti quelli di cui si dice abbiano raggiunto il così detto “benessere” assistiamo ad una controtendenza dei consumi sfrenati ed omologati, il consumatore si sta avviando verso cibi che più valorizzano il territorio e che sono ecosostenibili. Non si parla di chilometro zero, ma di un mercato nuovo, per chi né ha la possibilità, che si affianca al mercato imposto, consumatori sicuramente disponibili a fare un passo indietro, ma che prestano sicuramente anche maggiore attenzione alle esigenze del pianeta. Noi all’agriturismo Ciato ci stiamo lavorando da anni, essere precursori delle tendenze spesso non ripaga materialmente ma moralmente appaga. Opportunità che va colta e valorizzata specialmente in questi momenti. Un occasione per conciliare la sana aria aperta della nostra food-walley al sano cibo.

Schianchi Mario

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