Profumi di Parma.

Giovedý 17 Gennaio 2013

Profumi di Parma.

Dire che a Parma hanno naso non è un offesa e a Parma il naso si usa tantissimo, molti e variegati sono i profumi di questa terra profumo per antonomasia e certamente il più noto è quello voluto dalla Duchessa Maria Luigia d’Austria moglie di Napoleone; la “Violetta di Parma”.

La sovrana austriaca che seppe conquistare l'amore e la fiducia dei suoi sudditi governando per un lungo periodo in pace e prosperità amava circondarsi di questo fiore,  diventato da allora il simbolo della città, quasi oggetto di culto.

Così scriveva nel 1815 dal castello di Schonbrunn alla sua dama d'onore a Parigi: "Vi prego di farmi tenere qualche pianta di Violetta di Parma con la istruzione scritta per piantarle e farle fiorire; io spero che esse germoglieranno bene, poiché io divengo una studiosa di botanica, e sarò contenta di coltivare ancora questo leggiadro piccolo fiore..." 

Maria Luigia amò la viola anche come simbolo e come colore: in alcune lettere una viola dipinta sostituisce la sua firma, e viola volle che fossero le divise dei suoi valletti, gli abiti dei cortigiani, i propri mantelli.

A Maria Luigia ed al suo amore per questo fiore si deve l'esistenza del profumo "Violetta di Parma": fu lei ad incoraggiare e a sostenere le ricerche dei frati del Convento dell'Annunciata,che, dopo un lungo e paziente lavoro, riuscirono ad ottenere dalla violetta e dalle sue foglie un'essenza del tutto uguale a quella del fiore.
I primi flaconi di Violetta di Parma, prodotti grazie alla abilità alchemica dei frati erano unicamente destinati all'uso personale della Duchessa Maria Luigia.
Fu da questi stessi frati che verso il 1870
Ludovico Borsari ebbe la formula segreta, sempre gelosamente custodita, per la preparazione di quel profumo ed ebbe per primo la coraggiosa idea di farne una produzione da offrire ad un pubblico più vasto.

Nel 1916, in una piccolo laboratorio di essenze nell'antico cuore di Parma sgorga la prima, vera Colonia italiana, che esprime una nuova sensibilità. A colpire è la purezza della fragranza che nasce da ingredienti esclusivamente naturali. Una composizione ancora oggi immutata, Acqua di Parma acquisisce sempre maggiore popolarità. Nel 1993 Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle e Paolo Borgomanero investono nel marchio, uniti dal desiderio di salvaguardare un'antica tradizione italiana.  L' ascesa è rapida: dopo l'inaugurazione nel 1998 della prima boutique Acqua di Parma in via del Gesù a Milano, accanto ai nomi più noti dell'alta moda e del prêt-à-porter, vengono aperti numerosi corner negli store più esclusivi di tutto il mondo.

Ma i profumi di Parma non si limitano alla cosmesi , molti sono gli aromi inconfondibili della cucina parmigiano, basta entrare in uno di quei saloni dove stagiona il prosciutto dolce di Parma o le forme del parmigiano reggiano per essere avvolti da profumi inconfondibili, ma anche qui occorre il naso, l’a prova sensoriale è ancora attuale perché che,, rispettivamente, il primo possa fregiarsi della corona ducale a cinque punte per poter essere definito un Parma, cosi come il formaggio per fregiarsi dell’inconfondibile marchio a fuoco. Curioso l’ago che si utilizza per espertizzare il prosciutto ricavato dalla divisione in quattro parti dello stinco del cavallo e lavorato a mola ad acqua da sapienti artigiani. Ma dai profumi della cambusa si sprigiona anche l’inconfondibile aroma del Malvasia dolce di Candia aromatica, sprigiona un profumo ampio ed intenso con marcate note di frutta e di fiori lasciando una lunga e piacevole sensazione olfattiva. Così  le cucine anche del contado come i campi  e le colline,.

Se a Parma puoi incontrare un profumo sgradevole, l’unico è l’odore delle porcilaie che per non segregarlo a sé  e pur non apprezzandolo  ho voluto trovare una definizione un po’ bizzarra anche per lui utilizzando un vocabolo del nostro vernacolo  “Eau de sorcadel”   dove il sorcadel è lo scolo che raccoglie le deiezioni. Questa definizione mi venne durante una serata a Riccione negli anni settanta dove alcune signore acclamavano ognuna una sua colonia,, per non essere digiuno mi venne di esaltare questa particolare designazione e confesso che al mattino seguente una andò in profumeria a cercarlo, ma “Eau de sorcadel “  risultava sconosciuta alla famosa profumeria di Riccione.

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