Volete la salute?? Bevete il Ferro China Bisleri

Mercoledý 02 Agosto 2017

Volete la salute?? Bevete il Ferro China Bisleri

Sarà il MKT il protagonista della prossima mostra che andrà in scena alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, già suntuosa dimora di Luigi Magnani, dal 9 settembre al 10 dicembre 2017 

La nascita della comunicazione moderna 1890-1957 – La storia della Pubblicità in Italia. 200 opere nella Villa dei Capolavori

Luigi Magnani, musicologo e critico d’arte, è il padre della Fondazione Magnani Rocca. A lui si deve infatti la preziosa collezione permanente oggi conservata proprio nella Villa dei Capolavori di Mamiano.

Luigi Magnani nasce a Reggio Emilia il 29 gennaio 1906 da Giuseppe (Reggio Emilia, 20 gennaio 1879 — Parma, 20 dicembre 1960) imprenditore dedito all’allevamento di bestiame e alla produzione casearia, ed Eugenia Rocca (Chiavari, 5 marzo 1883 — Parma, 19 marzo 1967) di nobile famiglia ligure. Ha due sorelle, Lisetta (1903-1926) e Ada (1909-1929), morte entrambe giovanissime di tubercolosi.

Forse turbato anche dagli eventi, la sua vita è più stimolata dalla letteratura, dall’arte scultorea e pittorica, dalla musica piuttosto che dagli affari a cui sino alla morte pensa la madre.

Così, oltre ad ammirare i primi passi della storia della pubblicità, in villa troveremo la prima opera acquistata, con vero e proprio intendimento collezionistico, risale al 1943 il dipinto di Pietro di Francesco Orioli Sacra Famiglia con quattro Angeli della principessa Palmieri Nuti di Siena, seguito alcuni anni dopo dal trittico di Giovanni del Biondo. Dopo altre importanti acquisizioni negli anni Cinquanta, nel 1962 giunge a Mamiano la Sacra conversazione di Tiziano, uno dei capolavori della prima maturità del grande cadorino.
Nel 1968 riesce a entrare in possesso, dopo una lunga trattativa con le monache di Bagnacavallo, della rarissima tavola di Albrecht Dürer Madonna col Bambino. L’altra perla della collezione, la grande tela di Goya La famiglia dell’infante don Luis arriva nel 1974, proveniente dal palazzo fiorentino dei Ruspoli per una cifra davvero impressionante per quei tempi che Magnani impegna non senza sacrificio per il grande amore per l’arte e per quest’opera che continua ad appassionare tutti coloro che la vedono esposta a Mamiano. Tra le opere contemporanee, spicca il nucleo degli splendidi e significativi acquerelli di Cézanne, acquisiti negli anni Settanta e Ottanta; l’attuale sala dei Cézanne della Fondazione Magnani Rocca è certamente una rara testimonianza di collezionismo colto e raffinatissimo. L’ultimo dei tanti capolavori raccolti è la scultura di Antonio CanovaTersicore che, giunta a Mamiano negli ultimi giorni di vita di Magnani, testimonia ormai che la volontà del collezionista non era più volta al godimento privato ma al prezioso dono che stava per fare alla collettività.

Infatti, già nel 1977 aveva costituito giuridicamente la Fondazione Magnani Rocca, per ricordare il padre Giuseppe e la madre Eugenia Rocca, della quale è ovviamente presidente a vita.

Nel 1979 gli viene conferito il premio mondiale “Targa d’oro per l’Ecologia” a testimoniare l’apprezzamento per il contributo di scienza e di docenza all’impegno per una migliore qualità della vita dell’uomo, che si riscontrano in tutta la vita di Magnani. Diverse anche le pubblicazione negli ultimi anni di vita a Mamiano fra cui ricordiamo  Il mio Morandi, presentato il 14 ottobre 1982 da Eugenio Riccomini, che testimonia l’amicizia ventennale tra i due personaggi e raccoglie l’intero loro carteggio e le riproduzioni di alcune opere (in tutto cinquanta nella raccolta Magnani).

Nel 1983 Magnani espone la sua collezione di arte contemporanea nella mostra “Da Cézanne a Morandi e oltre” allestita nella villa di Mamiano non ancora restaurata, dove le numerose opere vengono esposte nell’orangerie ampliata e riadattata, dopo che nel salone della villa dal 1974 campeggiava il grande Goya. Fino all’ultimo Beethoven rimane uno dei suoi interessi prevalenti: ancora una volta, nel 1984, privilegia una chiave di lettura anche letteraria scrivendo Beethoven lettore d’Omero.

Proprio nello spirito del Magnani dall’agriturismo Ciato la villa è raggiungibile sia a piedi che in bicicletta.

 Notizie biografiche desunte dall’archivio della Fondazione Magnani Rocca

 

 

 

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