Palle di vitello da "Poveri mangiari"

Venerdý 15 Dicembre 2017

Palle di vitello da "Poveri mangiari"

Girando per il paese trovi chi le chiama animelle chi granelli e più raramente granelle, chi testicoli, quasi si vergognassero a chiamarle palle. 

Si perché a me non è mai capitato di sentire uno che gli stanno girando i coglioni dire mi girano i testicoli o i granelli, mentre me capitato di sentir dire sia in valle d’Aosta che in Sicilia abbastanza spesso “che palle” Comunque trovare le animelle da cucinare oggi è difficile come trovare persone con le palle, son rari. Se riuscite a trovarli, e spero già dissanguate vediamo come si possono cucinare. Le palle sono una ghiandola spugnosa e biancastra. Si consiglia di farla a fette e per agevolare l’operazione e bene sia bella fredda quasi da congelatore. Stiamo parlando delle palle di un torello, diverso se fossero di maialini castrati o di galletti. Metteremo le fettine a bagno in parti uguali di aceto acqua e un poco di sale. Passata che sia un ora asciughiamo passiamo nell’uovo impanniamo e andiamo a friggere in olio aromatizzato a piacere, io consiglio aglio e prezzemolo tritati. L’origine del consumo dei testicoli  trovava ragione nelle presunte proprietà afrodisiache, che avrebbero saputo rinvigorire la vivacità dell’uomo e le capacità di seduzione delle donne e posso garantire se siete psicologicamente disposti a volte funzione. “Bon aptit va”

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