Vero o falso; di Mario Schianchi, Agriturismo Ciato.

Domenica 07 Gennaio 2018

Vero o falso; di Mario Schianchi, Agriturismo Ciato.

Si racconta che un tempo i debiti nella zona di Bertinoro si pagassero in modo amabile o secco.

Nella costante ricerca dei vini autoctoni della nostra regione “Emilia-Romagna” abbiamo incontrato un vino, ripescato di recente, che di nome fa Pagadebit che in dialetto romagnolo significa "paga debiti" e di pronome strasa cambiela, tradotto “straccia cambiale”

Si racconta e si dice che i mezzadri di quelle terre riservassero anche nella peggiori delle annate le ultime speranze in quel vino in quanto il vitigno atto alla produzione il Bombino bianco ha particolari caratteristiche di resistenza alle avversità climatiche. In questo modo il contadino, anche nelle annate peggiori, produceva comunque del vino utilizzabile per pagare i debiti contratti nell'annata precedente. 

Il Bombino bianco si dice arrivi dalla Spagna, è uno dei vitigni più antichi e più diffusi nel mezzogiorno, in particolare in Puglia, zona Murge dove la sua uva costituisce materia prima per eccellenti vini quali il Castel del Monte Bombino bianco, il Castel del Monte Bombino frizzante bianco, il San Severo Bianco, San Severo bianco frizante e il Cacc'e mmitte di Lucera. L'elevata produttività unita all'ottima qualità del prodotto hanno contribuito alla sua diffusione nelle regioni del nord e in Emilia Romagna. Se si lascia la pianta alla sua piena vigoria otterremo un vino dal profumo non raffinato ma però espressivo un po’ come gli approcci stilistici del primo primitivo Antonio Ligabue, ma soprattutto produttivo. Pagadebit! Infondo, un vino fatto perché vino sia, senza fronzoli e orpelli ma ben radicato nella sua essenzialità nella rusticità e nella franchezza romagnola.

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