Poveri mangiari. Rape e borlotti

Giovedý 11 Marzo 2021

Poveri mangiari. Rape e borlotti

Così che oggi dopo la solita visita all’orto di Ciato ci siamo messi nella, purtroppo, inoperosa cucina dell’agriturismo per tenere in vita i fornelli.

Portavamo nel cesto una bella rapa fresca di orto di quelle dal colletto viola, quelle che non mancavano mai nella cucina degli amici “meneghini” Rapa viola di Milano, una carota. Un porro di dimensione media, una costa di sedano, qualche foglia di salvia, un mazzolino di prezzemolo.

Abbiamo attinto, avanti la sera, dalla cambusa pari quantità o poco più di fagioli borlotti, pancetta affumicata, due spicchi di aglio che male non fanno, visto quanto ci gira attorno, olio evo e come si conviene sale e pepe a piacere.

Ammollati e cotti i fagioli, messo da parte l’acqua di cottura, volendo cuocete con una foglia di alloro.

Nel contempo su giusta fiamma, in giusto quantitativo di evo, mettete a rosolare l’aglio in spicchi mondi, tritate il più fine possibile porro carota e sedano e la salvia, poi aggiungete la pancetta tritata o a piccolissimo cubetti a seconda del vostro personale gusto.

A pancetta rosolata aggiungete i dadini di rapa che avrete già preparato e fateli ben dorare. Aggiungete giusta quantità di acqua da cottura dei borlotti e fate andare di fuoco medi basso per dodici minuti circa, meglio assaggiare un cubetto di rapa e sentirlo a proprio piacere, se troppo asciutto aggiungete altra acqua di cottura dei fagioli.

Ora aggiustate a vostro gradimento di sale e pepe, togliete l’aglio che avrà terminato il suo dovere, aggiungete i fagioli e fate insaporire il tutto per pochissimi minuti.

A gradimento, prelevata una parte di zuppa e vellutatela con un mixer ad immersione, ricomponete, innevate leggermente di prezzemolo fresco tritato e volendo nevicate pure di buon parmigiano di colle e qualche goccia di olio evo crudo di alta qualità. Nevicate e pioggerellate a seconda del vostro personale gusto. E’ un povero mangiare ma di grande raffinatezza.

 

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