Poveri mangiari, fave e passata

Martedý 08 Giugno 2021

Poveri mangiari, fave e passata

Oramai la raccolta delle piaciute fave è agli sgoccioli; messe sottovuoto quelle per la congelazione, rimangono quelle che si porteranno ad essicazione, vuoi per il consumo secco in inverno, sia quelle per la riproduzione al fine di mantenere in vita questa varietà di fava grossa.

Cosi che né ho prese 130 grammi per porzione di fava sbucciata e in casseruola ho fatto andare ad appassimento uno sclognino appena raccolto dall’orto di Ciato per pax, una testina di aglio orsino tagliato a julienne ogni due pax in olio evo, poi ho aggiunto le fave, un bicchiere di passata di pomodoro Panocina sempre dell’agriturismo Ciato per ogni due pax, l’acqua di risciacquo del bicchiere con una puntina di pepe menta come amano chiamarlo gli amici toscani (peperoncino cayenna) sempre di produzione aziendale e aggiustato di sale (saline di Comacchio) unico ingrediente non aziendale, coperchiate e fatte andare a fuoco moderato per circa 20 minuti. Se vi risulta troppo brodoso perché avete ecceduto con l’acqua potete restringere con crostini saltati nel burro. Personalmente, ultimamente preferisco il burro di Baviera o burro francese di alta qualità più cremoso e saporito, molto simile al burro mio, di ragazzina memoria, che sapeva mantenere un gusto vicino a quello del latte. Un burro che si considerava un alimento vero e proprio, quando ancora anche da noi le mucche mangiavano il verde.

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