Festival del prosciutto.

Lunedý 17 Agosto 2009

Festival del prosciutto.

Finestre aperte sulla strada del prosciutto.

Centinaia le feste, le sagre i festival che celebrano “messere” prosciutto, come a dire che il prosciutto fa veramente parte della cultura europea dal nord al sud, dall’est all’ovest e quasi tutti eccezionali anche se con particolarità diverse, ma il dolce di Parma, vuoi per l’intraprendenza dei nostri antenati, vuoi per il microclima della val Parma, vuoi perché qui i maiali mangiavano anche lo siero, scarto della lavorazione del parmigiano-reggiano, rimane come Valentino Rossi, il re, l’uno delle carni suine, l’altro della motocicletta.

E’ così Parma lo celebra, in modo forse inadeguato, un re meriterebbe sicuramente un trattamento migliore, ma i vassalli del distretto sono tanti, forse troppi, un tantino distratti .

Noi a Ciato, al re dei salumi del nostro territorio, al prosciutto di Parma, offriamo tutto quanto ci è possibile; attenzione, cure e le migliori dimore, quelle ancora sotto terra, dove nessun raggio di luce o improvviso colpo di vento o repentino cambio di temperatura può infastidirlo. Tanto sappiamo che alla fine, dopo aver soggiornato presso di noi per circa 36 mesi ci sarà riconoscente.
E sarà proprio lui il “Parma” nel mese di settembre a sposarsi all’interno delle nostre cucine, come oramai avviene da anni, ora con i meloni dell’orto, ora con le tagliatelle fatte ancora in modo artuisiano o più semplicemente come amano i parmigiani con torta fritta, rigorosamente innaffiato col vino dei colli di Parma, rosso o bianco, a piacimento del commensale.
I prezzi saranno veramente modici, per dare a tutti la possibilità di conoscere o di riscoprire i prodotti della “strada del prosciutto e dei vini dei colli di Parma”, solo l’acqua avrà un sovraprezzo, perché non è autoctona e non si addice ai nostri prodotti e alle feste; e come si dice da noi “sfigato chi guida”

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