last minute

Venerdý 02 Gennaio 1970

last minute

  Plinio il Giovane – Epistole

 

“Noi viaggiamo per strade e mari al fine di vedere ciò che non degniamo di uno sguardo quando si trova sotto i nostri occhi. Ciò accade perché la natura ha così fatto le cose che noi prediligiamo ciò che è lontano e restiamo indifferenti a ciò che è vicino"


Forse possiamo aiutarvi ha non commettere l’errore di andare a studiare il castello Neuschwanstein piuttosto che quelli della Loira o della Senna e non conoscere quello che ci sta vicino e fare un last minute in agriturismo a Parma, territorio ricco di castelli fra i più belli del territorio nazionale. 

 

Torrechiara: Già menzionato nel XI secolo come Torclara, il Castello di Torrechiara fu ricostruito tra il 1448 e il 1460 da Pier Maria Rossi in onore dell'amata Bianca Pellegrini, divenendo sontuosa dimora.
Il castello conserva perfettamente la sua mole di epoca tardomedievale a forma quadrata, compresa tra quattro torri e imponente cortina muraria merlata. Vi si accede tramite una lunga entrata coperta che conduce al cortile d'onore, dove è collocata la piccola chiesa di San Nicomede il cui portone è borchiato con i monogrammi di Bianca e Pier Maria.
All'interno, l'antica cucina, la stanza di Giove, del Pergolato, dei Paesaggi, della Vittoria, degli Angeli, del Velario e degli Stemmi presentano affreschi realizzati in epoca sforzesca da Cesare Baglione. Al piano superiore spicca la sala Degli Acrobati, decorata da artisti della scuola del Baglione e dal Paganino. Particolare attenzione merita la Camera D'Oro, il cui nome deriva dalle foglie di oro zecchino che un tempo rivestivano le formelle alle pareti. La stanza conserva ancora oggi un raro ciclo di affreschi attribuito a Benedetto Bembo raffigurante scene del rituale dell'amore cavalleresco e la celebrazione del legame tra Bianca e Pier Maria. Vi si riconoscono gli stemmi dei due amati, due cuori con le frasi Digne et in aeternum (degnamente e in eterno) e Nunc et semper (ora e per sempre), a testimonianza dell'eternità del loro amore terreno. La Camera d'Oro si affaccia su un ampio loggiato realizzato a fine Quattrocento, quando il castello perse le originarie funzioni militari e si trasformò in dimora.

Fontanellato: Di struttura quadrata, circondata da un ampio fossato profondo circa 3 metri le cui acque erano sino agli inizi del secolo, derivate da risorgive naturali. Conserva all'interno l'appartamento nobiliare arredato con mobili e suppelettili del 1500, 1600 e 1700. Il mastio, le torri angolari, la corte quadrata sono elementi di architettura difensiva che si sono ben inseriti nei successivi adattamenti a corte nobiliare. In questa funzione eccelle l'opera del Parmigianino nella Saletta di Diana e Atteone, dipinta per Paola Gonzaga e Galeazzo Sanvitale nel 1524.

Sala Baganza: Edificata nel 1461 per volontà di Stefano Sanvitale, la Rocca subisce nel corso dei secoli numerose trasformazioni che ne modificano la struttura architettonica e decorativa. Nel 1612 i Farnese confiscano i beni della famiglia Sanvitale, diventando così signori della Rocca. Durante il XVIII secolo la struttura viene trasformata, viene costruito il giardino potager, alcune sale vengono affrescate in stile settecentesco e viene trasformata in riserva di caccia, motivazione che invoglierà Maria Amalia d’Asburgo, moglie di Ferdinando di Borbone, a stabilirsi presso la Rocca. Nell’antica costruzione è visitabile la zona Cinquecentesca, con affreschi di Cesare Baglione (Cremona 1550- Parma 1615), “La sala dell’Eneide” di Ercole Procaccini (Bologna 1515- Milano 1595), “La sala d’Ercole” di Bernardino Campi (Reggio Emilia 1520- Cremona 1591), la “Cappella Palatina”e la parte Settecentesca affrescata da Sebastiano Galeotti (1656- 1741).