Dicembre - fra aia e cucina cap 12-

Domenica 09 Dicembre 2007

Dicembre - fra aia e cucina cap 12-

Con il dodicesimo capitolo Mario Schianchi titolare di Ciato chiude i suoi racconti "fra aia e cucina" augurando buone feste. Il ciapan˛ Ŕ un sistema di gioco che travolge le normali regole considerando vincitore chi arriva per ultimo, chi giocando a carte fa meno punti. Tradotto in italiano si potrebbe dire vinci se perdi o vinciperdi dal dizionario Devoto-Oli della lingua italiana. E cos?Ę visto che a novembre il nostro racconto Ŕ uscito dallé─˘aia e si Ŕ trasferito in cittÓ, il nostro, ivi Ŕ rimasto, frequentando, vista la trasformazione che la sua azienda ha avuto nel tempo a convegni simposi e quanté─˘altro potesse essergli utile. Ha assimilato il parere di autorevoli esperti , letto di chi bacchetta il governo sul tema turismo, agricoltura, industria, ha sentito parlare di sistema, di rete, di sinergie, di collaborazioni, compartecipazioni, poi sulla via del ritorno allé─˘ora dellé─˘ave Maria ha sentito le campane dei paesini della val Parma che suonavano ancora come quando lui era ragazzo, quasi che lé─˘uno volesse sopraffare lé─˘altro. Il mattino seguente, mente raccoglieva le foglie di quellé─˘immancabile noce che affianca i vecchi poderi della pedemontana ha incominciato a riflettere sulla multifunzionalitÓ dellé─˘azienda agricola. Eé─˘ indubbio Ŕ risaputo da tutti che il turismo deve tornare ad essere per il nostro paese un settore a cui dare maggiore attenzione, penso sia noto che i nostri prodotti vanno nel mondo grazie ai nostri emigranti e poi per il turismo, e le nostre produzioni sono uniche, cosa che anche nellé─˘era della globalizzazione nessuno ci pu˛ togliere o copiare. Se si sostiene essere lé─˘enogastronomia uno dei punti forti del nostro territorio, se si sostiene di investire solo dove per primi i privati intendono investire, se il segretario Stefano Landi della FIAVET dice che vanno chiuse le strutture obsolete e clientelari e se il Dr Imperatore chiude un convegno dicendo che a Parma vi Ŕ molto lavoro da fere diventa evidente che lé─˘ambiente competitivo Ŕ dato, non solo dallé─˘azione di legittimazione delle leggi ma anche dalla forza e dalla capacitÓ degli operatori. Eé─˘ la forte concertazione da cercarsi a livello gestionale tra pubblico e privato, che porterÓ a tecniche di gestione, di organizzazione, di valorizzazione e marketing altamente innovative. In questé─˘ottica, la sinergia realizzabile tra le varie attivitÓ avviene attraverso il coinvolgimento di un ampio numero di soggetti economici e della popolazione, riuscendo a creare una é─˙rete socio produttivaé─¨ funzionale allé─˘accoglienza dei visitatori, alla promozione dei prodotti e del territorio attraverso strutture e persone motivate. Auspicando che le imprese dei vari settori coinvolti aumentino il loro livello di sinergia ed allo stesso tempo, giungano a standardizzare lé─˘offerta dei servizié─Âé─Â. . Questa forte collaborazione, consentirÓ di superare problemi comuni, per realizzare obiettivi altrettanto comuni, sedando i rapporti concorrenziali interni alle categorie produttive, giacch?ę i benefici che lé─˘una riceve come singola, inevitabilmente ricadano positivamente anche su tutti gli altri aderenti e dunque sul territorio che rappresentano. Acclarato che abbiamo momenti dé─˘aggregazione e dé─˘animazione di lodevole iniziativa, sostenuti sovente dallé─˘intera collettivitÓ che vanno a distogliere risorse ad altri settori, che bisognerebbe valutare se di maggiore interesse collettivo o pi¨ inerenti ai doveri di buona amministrazione, perch?ę anzich?ę essere momenti di autoreferenzialitÓ non promuoverli nei dovuti modi per renderli momenti di reddito territoriale. Penso si possa convenire, se si ha la volontÓ di convenire, che alcuni modelli non portano sicuramente ricchezza economica sul territorio, penso ai vari mercati provenienti da fuori, forse porterebbe pi¨ ricchezza portare gente da fuori, per le bellezze, i prodotti del territorio. Mercatini di Natale dellé─˘Alto Adige- A questo dovrebbe ambire una cittÓ, che vuole definirsi é─˙cittÓ dé─˘arteé─¨, una provincia che Ŕ sede e patria di diverse eccellenze dellé─˘agroalimentare italiano e dellé─˘EFSA che ha provetti operatori che sanno suscitare le giuste emozioni al visitatore. Ma tutte queste belle iniziative vengono promosse per tempo?, di la dallé─˘Enza o dallo Stirone sanno cosa succede a casa nostra, forse no, non lé─˘avevamo programmato per tempo, non erano sufficienti le risorse per programmare e promuovere. Vuoi vedere che gi¨ in cittÓ avevano ragione, occorre la rete, la sinergia, il sistema; domani ci vado e glielo dico, ma arrivato in cittÓ di buon mattino ho sentito le campane delle varie chiese che assomigliavano troppo a quelle della mia valle. Eé─˘ giÓ un bel progetto, come un bel quadro, nasce dal tempo che gli dedichi, dalla passione che metti, dalla fantasia, dalle chiacchiere, dal confronto, anche di diverse giornate che sembrano sprecate, passate davanti ad una bottiglia come si fa in campagna, in un ambiente piacevole, rilassante, dove le idee possono uscire liberamente. Se riusciamo a trovare noi stessi, se entriamo in simbiosi con quello che ci circonda, se riusciamo a vedere non solo con gli occhi ma anche con lé─˘anima probabilmente riusciamo anche a trasmettere queste emozioni, che sono in fondo quello che cercano i nostri turisti e che da soli non hanno pi¨ il tempo di confezionarsi. Ma perch?ę in questi palazzi oltre al politicastro si preferisce il ciapan˛? Forse nemmeno il movimento turistico tanto declamato ci riporta a rivivere lé─˘aia come ai tempi della mia giovent¨, ma almeno per il S. Natale riproviamoci. Procuratevi una terrina e per coperchio un giusto piatto di misura parzialmente crepato. Se conoscente un contadino di buon costume pregatelo di riservarvi un grasso cappone, se ha una stalla e conserva antiche usanze non mancate di chiedere un pezzo di coscia di manzo, un poé─˘ di doppia e possibilmente trovare un pezzo di asinina. Fatto che sia il brodo di terza o meno, rassicuratevi che vi rimangano almeno 500gr. di coscia di manzo 20gr di lardone per steccare la carne; legate e condite di sale, pepe, insaporite con spezie e depositate nella terrina con 50gr di burro e mezza cipolla dorata di Parma tritata. Rosolate. Fatto ci˛ versate il giusto quantitativo di brodo e coprite col piatto, nel quale verserete buona quantitÓ di rosso vino facendo attenzione che non si rapprenda pi¨ del dovuto. Fate una bollitura lunga e lenta, circa 12/13 ore. Vi rimarranno circa sei sette cucchiaiate di sugo passato al colino che unito a gr 100 di pane grattugiato, 50gr di Parmigiano da galantuomo ed una grattatina di noce moscata, con lé─˘aggiunta di un uovo sarÓ un ottimo ripieno per gli anolini, per lo stomaco e per le menti. AUGURI.

Contattaci