Ciato Panocchia Parma gli amarcord di Schianchi Mario. Anni 50

Venerdý 16 Maggio 2008

Ciato Panocchia Parma gli amarcord di Schianchi Mario. Anni 50

Oggi non odo più quei bei canti che si intonavano lungo la rampa delle scale, quel canticchiare delle resdore mentre tiravano di matterello, del postino mentre distribuiva la posta, dell‚Äôortolano che tirava il carretto, dei mietitori che tornavano dal campo. Cantavano i ragazzi e nelle osterie i virtuosi a più voci e spesso a più bottiglie. Non mancava chi si esibiva, convinto di essere un provetto tenore, ma più semplicemente si cantava per allegria e a volte per dimenticare. Solo la borghesia non avvertiva questo bisogno, mentre la nobiltà già ascoltava gli antenati dell‚Äôoggi MP. Dalla primavera inoltrata al primo cadere delle foglie si cantava e ballava nelle balere ambulanti, sugli spiazzi delle sagre e a domicilio. Spesso le canzoni parlavano d‚Äôamore o erano quelle cantate dagli alpini durante la guerra, nelle balere quelle trasmesse dagli apparecchi radiofonici e portate al successo dai beniamini del pubblico. Il canto il ballo erano momenti di aggregazione, esprimevano voglia di vivere e di rivincita sul recente passato. Oggi non si canta, si ascolta e lo si fa in modo riservato con l‚Äôauricolare all‚Äôorecchio incurante di chi incontri o ti è vicino, nella piazza, nella pubblica via, nella mensa, sul bus o in bicicletta, quasi sempre elettrica per rinunciare anche al gusto di essere tu a fare. E cos?¨ la musica è cambiata. Tutto pronto e servito: Ci hanno pensato loro: compri l‚Äôapparecchio, paghi la rata, pigi l‚Äôinterruttore, paghi la tassa. Non hai ancora finito di ascoltare tutto il tuo MP3 che già arriva MP4 e la musica aumenta, aumenta la rata e aumenta la tassa. Buon ascolto!, ma io mi tengo allenato, chissà che domani non debba cantare.

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