Agriturismo Ciato; conoscere Parma

Venerdý 23 Novembre 2012

Agriturismo Ciato; conoscere Parma

E’ arrivato novembre gli agricoltori più previdenti hanno già messo a dimora, aglio cipolle precoci e pisello. In cantina si da spazio al vino novello, arrivano i primi freddi  e davanti allo scopiettar del ceppo non ve nulla di meglio di quattro castagne saltate in padella accompagnate da una “foietà ed vén nov” che nel classico idioma parmigiano significa un quartino di vino novello… e prendersi qualche minuto per scoprire da dove veniamo.

Fra i triumviri parmensi spicca Marco Emilio Lepido. Membro di una delle massime casate senatorie, due volte console, fondatore di Reggio (donde Regium Lepidi), fondatore sul versante tirrenico dell'Appennino del porto di Luni, questo politico di razza fu il grande colonizzatore della Padania emiliana. Lepido, infatti, oltre a creare quattro città (Parma, Modena, Reggio, Luni), costruì anche la Via Emilia che nei secoli avrebbe rappresentato l'asse viario fondamentale e la Parma-Luni congiungente la pianura al mare. Sempre Lepido presiedette la commissione decemvirale del 173 che distribuì altre terre a migliaia di  cittadini romani e alleati nei territori fra Modena e Fidenza.
Indubbiamente Marco Emilio Lepido può essere considerato il vero fondatore di Parma.

Antecedente all’insediamento romano probabilmente a monte dell’attuale pedemontana vi erano i liguri e gli etruschi anche se recenti scavi segnalano la presenza di insediamenti del paleolitico inferiore. Leggendo qua e la viene quasi da ridere nel pensare al teleriscaldamento che si vuole oggi mettere in essere  in quanto si legge: “Nel 45 Ottaviano Augusto, primo imperatore dei Romani, la ricostruì poco più a ovest verso il torrente riaggregando al suo interno anche le zone, meno abbienti, edificate in epoca repubblicana attribuendole il titolo (e il grado municipale) Colonia Julia - Augusta Parmensis. La riedificazione ripropose il Foro quale centro urbano, corrispondente, in larga parte, all'attuale Piazza Garibaldi ancor oggi cuore della città. Il reticolo di strade che delimitava gli isolati di quell'epoca è tuttora chiaramente visibile. Per questioni di salubrità, la città si espanse in particolare verso sud mentre la massima espansione verso nord corrispondeva alla fine dell'attuale strada Cavour. Vennero inoltre edificati, a sud il teatro (ubicato vicino a barriera Farini, di fronte alla Chiesa S. Uldarico) e ad est l'anfiteatro (area tra Convitto Maria Luigia, palazzo Marchi), le terme (palazzo dell’Università), la basilica fuori dalle mura (piazza Duomo) a dimostrazione dell'elevato raggiungimento di ricchezza e prestigio ottenuto dalla città. Oltre all'acquedotto, la città fu dotata di una rete idrica sotterranea e le abitazioni riscaldate con tubi sotto i pavimenti in cui scorreva acqua calda.”

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