Parma: una perla nera

Venerdý 30 Novembre 2012

Parma: una perla nera

E' un andamento anomalo quello stagionale sul nostro territorio.

Siamo come temperatura al di sopra della media stagionale e ad oggi la neve non ha fatto ancora la sua comparsa.

Già, la neve, una coperta bianca che solitamente in questo periodo ricopre tutta la nostra pianura, riparando dal freddo i chccolini di grano, già, quella neve, gioco e goia dei bambini, che mi riporta a quando piccolo mi arrossavo le guance e le mani, ho quando adulto, costruivo con mia figlia Sara i pupazzi di neve o gli igloo. Oggi non c'è, ma mi sovviene alla mente quando bianca e candida, cosa oggi rara anche quando scende, la friggevamo sulla stufa economica con un poco di zucchero ho più realmente ci facevamo delle ottime granatine. non già con gli sciroppi della drogheria, ma con una perla nera che nonna custodiva in cantina.

Ma cosa mai sarà questa "perla nera"? Questa prefazione altro non è che un pretesto per parlarvi di un prodotto di cui Modena e Reggio vanno giustamente orgogliosi, ma anche alcune famiglie di Parma, seppur rare e di quantità minori erano e sono custodi. Una concentrazione di armonici e contrastanti sapori, dolciastri ed asprigni, frutto di un probabile errore, che grazie alla terra, all'umidità, al sole, agli sbalzi delle stagioni che solo qui avvengono e creano un’armoniosa alchimia che da origine a prodotti unici ed inimitabili. Una perla nera che nel tempo si addensa si imbrunisce e si arricchisce dei sapori dei propri contenitori, contenitori di antica arte artigiana e sapiente scelta del legno. Conoscere esattamente la data di nascita del prodotto in questione non è cosa semplice, diciamo che come per il formaggio e il prosciutto di queste zone l'origine si perde nella notte dei tempi seppure qualch'uno si azzardi a datarli, rischio che noi non intendiamo correre, mentre ci piacerebbe e non vorremmo correre il rischio che questi prodotti diventino come sembra roba da museo; ma poter continuare, neve permettendo a farci ancora, seppur fuori stagione, la granatina che rallegrava le nostre serate nelle stalle o davanti alla traballante luce del camino mentre la nonna lavorava di fuso raccontando le solite fole. Sono certo che molti sanno di cosa sto parlando, ma voglio aiutare anche gli altri. Non è un vino, ma dalla vigna proviene, a tavola col vino e a volte anche con l'olio si sposa, pur rimanendo un forte individualista. Preferisce riposare in recipienti di gelso, rovere, ciliegio, ginepro, castagno, frassino, robinia e melo ma ama cambiare dimora. Fa già bella figura in giovane età, ma si dice diventi sublime oltre gli anta, ma, se ne abusi può essere causa di disarmonia. Nella giusta dose però è un ottimo sposo, sia sulle fette caramellate di pere o di mele, sul formaggio e sul pesce, sulla carne fresca come il carpaccio e sulla cucinata come il filetto, sulle fragole e sul gelato. Ora avrete tutti indovinato, la granita è di aceto Balsamico.

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