Viaggio a Parma

Venerdý 08 Aprile 2022

Viaggio a Parma

 

Entrate con grinta, siete in #Emilia e se all’ingresso vi offrono un bicchiere di vino, non è detto che tutte le porte e tutti i segreti ve li mettiamo a portata di mano. Chiedete con forza ed insistenza, questa terra ha mille e forse più cose da dirvi, ma vanno cercate con determinazione.

Addentratevi cercate di penetrarla, corteggiatela questa terra parmigiana, se veramente volete capirla. Diversamente resterà, per voi avventurieri, un enigma e la lascerete con le conoscenze che già avevate nel vostro bagaglio.

 

 

Entrate in armonia, sintonizzatevi con chi vi ospita, strizzategli l’occhiolino, spesso chi vi ospita ha le chiavi per aprirvi le porte per entrare negli opifici, in cui come per magia, da fuoco e sale e mani callose di sapienti artigiani nascono milioni e milioni di cosce dolci di indulgenti maiali cosi come tante “lune” di bruno giallo paglierino di parmigiano, milioni e milioni, ma ognuna con il suo carattere diverso dall’altra, con un'unica declinazione, le mani e l’amore dell’artigiano.

Osterie quasi segrete, non menzionate, persino ignare dell’esistenza degli influencer, ma che ancora sanno addentrarsi ora nel bosco, ora nell’orto dietro al “sambot” specie di pozzo nel mio idioma, nell’angolo della remota cucina.

Al ritorno non ti porterai solo le magnificenze dei #castelli delle vie centrali delle meraviglie raccontate e già assaporate sui social, ma porterai con te oltre alle cose per la cambusa se hai voluto approfittarne, un pezzo di parmigianità che solo la Maria di turno sa darti, se hai avuto occhio ed animo per conquistarla; perché come diceva il nostro Giovannino Guareschi “la poesia bisogna sentirla, non capirla”

 

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