Luned� 16 Marzo 2026
Così che anche l’agriturismo Ciato dalla sua nascita ha seguito un evoluzione continua.
Il mondo è in un cambiamento continuo, anche quello del turismo in campagna -agriturismo-.
Non è solo una crescita, ma un evoluzione continua, profonda, legata a diverse dinamiche per cui è necessario riposizionarsi continuamente.
In fondo a me garba, mi stimola, tiene vivi.
Non sono mai stato uno statico, diverse attività e se nello stesso segmento diversi indirizzi.
Se in agricoltura, per anni ogni giorno sembrava il ripetersi del giorno passato, oggi è in una fase nuova; per il vero, molto meno romantica e affascinante, ma sicuramente meno impegnativa dal punto di vista di forza fisica.
Così che anche l’agriturismo Ciato dalla sua nascita ha seguito un evoluzione continua.
Acquistata l’azienda, in cui eravamo mezzadri, ci siamo incamminati subito nella sperimentazione e riproduzione delle sementi dei cereali.
Un lavoro che ci ha portato ad avere uno stretto e direi cordiale rapporto con l’amministrazione provinciale, che stava pensando, in collaborazione con l’AUSL di strutturare corsi per una dieta corretta e salutare rivolta agli insegnanti.
Da li la necessità di trovare aziende agricole disponibili, che oltre alle coltivazioni avessero almeno una sala dove tenere gli incontri.
Cogliemmo l’opportunità.
Dagli insegnanti passare agli alunni il passo era obbligato.
Iniziammo immediatamente ad allestire la prima cucina e frequentare corsi per rapportarsi e per renderci valido supporto agli insegnanti.
Corsi sui sensi e il rapporto corretto col cibo.
Fumma, se non la prima, fra le prime fattorie didattiche
Dai bimbi ai genitori il passo fu breve, ma ci limitammo ad eventi calendarizzati, non per una ristorazione fine a se stessa e solo lucrosa.
Sempre con sfondo informativo e culturale, come ad esempio il “Cenacolo della Memoria delle tradizioni parmigiane”
Non potevamo ne volevamo abbandonare il lavoro primario, ne ci piaceva il delegare al turismo personale dipendente.
Un conto è il sapere, l’emozione e l’amore che possono trasmettere i titolari, altra cosa un demandato.
Nel frattempo riammodernammo le cucine e incominciammo a ristrutturare la corte in virtù di una cosa che poi, per mancato serietà di qualcuno, non avrà seguito.
Ma a prescindere, Ciato, classica corte agricola emiliana, le cui fondamenta addirittura risalgono al Tempo del Conte Pier Maria Rossi (Berceto, 25 marzo 1413 – Torrechiara, 1º settembre 1482), o forse al tempo romano meritava ci si mettesse mano.
Un corpo di fabbrica, che valeva la pena conservasse la sua forma.
Così che ne abbiamo ricavato anche otto posti letto.
Un ampio appartamento, una ampia camera tripla, come conveniva in queste cascine, uso anche doppia, con ampio servizio, ed una singola uso doppia, sempre con annesso servizio, entrambe usufruibili per diversamente abili.
Nel frattempo, primi anni di questo secolo, prendeva sempre più piede anche nel nostro territorio il turismo rurale, legato in particolar modo alla gastronomia.
Fummo artefici assieme ad altri della creazione delle “strade dei vini e dei sapori della regione Emilia Romagna” di cui per diverso tempo ne fui coordinatore.
In quel periodo, grazie anche ad alcuni tour operator che ci ritennero preparati per il loro target del centro nord Europa, si lavorò nel segmento gastronomia anche con visite ai luoghi di produzione e mani in pasta.
I maggiori gitanti arrivavano da Norvegia, Svezia e Austria.
Gli svedesi interessati a capire questo nuovo segmento turistico, tanto è che mi coinvolsero per realizzare un percorso enogastronomico in Lapponia.
Gli austriaci, più interessati a Don Camillo e Peppone, oltre ai prodotti DOP del nostro territorio.
Arriva la Pandemia, si ferma temporaneamente il turismo.
Alla ripresa, vuoi che un pochino è cambiato il mercato, vuoi per l’incidere degli anni, viene presa la decisione, pur conservando e mettendo a disposizione il nostro bagaglio per il turista, di rivolgerci all’ospitalità di pensatori, filosofi, lettori, scrittori, artisti ed amanti del silenzio assordante, o più semplicemente a chi ha bisogno di una base di appoggio tranquilla e confortevole.
La posizione dal punto di vista logistico è strategica, anche a piedi si raggiunge facilmente il castello di Torrechiara, l’Abbazia Madonna della neve, Badia di Torrechiara, la Fondazione Magnani Rocca, dove è un susseguirsi di mostre.
Cinque minuti in auto o con mezzi pubblici e raggiungibile il centro della città di Parma, così come Langhirano o Sala Baganza, dove salendo lungo il fondovalle si entra nel Parco dei cento laghi o nel giro dei “Castelli del ducato di Parma e Piacenza.
Al fine di garantire il massimo della tranquillità tutto il perimetro aziendale e sottoposto al continuo controllo delle telecamere.