Ciato, Curiosit? della settimana. Capponatura.
Capponatura. Quando ero ragazzo io, in certe circostanze, non mancava mai un sano cappone da brodo e da consumarsi lessato con le più svariate salse, i cui aromi aleggiavano non solo nelle cucine, ma cos?¨ intensi da farsi sentire anche nelle aie.
Era mia nonna, che poi aveva lasciato la mano a mia sorella, che sapeva ‚Äútoglier l‚Äôorgoglio‚Äù ai galletti a mezza estate. Seduta su un ‚Äúscranen‚Äù che si utilizzava per lo più nella stalla per mungere a mano, oggi riportato ad antico splendore, fa bella mostra di se nel mio soggiorno, operava nella fornacella attorniata dai galletti legati per le zampe e ammassati che aspettavano sgomenti l‚Äôevirazione.
Una veloce spennatura appena sotto l‚Äôano, una precisa incisione con lametta da barba ‚ÄúSilver‚Äù dentro indice e medio della mano destra e il povero galletto era già senza palle. Un ago da lana, un filo ‚Äúed rev‚Äù per suturare la ferita, veloce la forbice per recidere bargilie e cresta, un incensazione delle parti sanguinanti nella cenere della fornacella per disinfettare ed il fu galletto era già pronto per tornare a razzolare per un giusto ingrasso.
Gesta sapienti di un mondo contadino oramai perso, oggi ai galletti gli si toglie l’orgoglio con gli ormoni, ma sembra che i capponi aumentino ……