Quei dopo cena irretiti all?Agriturismo Ciato
Questa sera convocato dalle rimembranze risfoglio il registro degli ospiti della ormai finita estate; delle belle serate passate sulle assi di quercia antica che da anni raccolgono i racconti, le storie, le emozioni e suggestioni degli ospiti e le macchie del lambrusco o dei rinforzi degli infusi di casa (senza che il convitato a più pollici che gli umani chiamano televisore mettesse il becco).
Allietato come sono dal rinverdire modi e personaggi, trovo giusto che Ciato, del sipario estivo appena chiuso, ricordi i grandi personaggi ed anche i piccoli che qui divengono grandi, aiutati dalle bocce di vino suadente e dagli infusi preparati con maestria da Sara…… tra gli strafalcioni di lingue confuse, che il luogo, la cordialità e disponibilità degli ospiti hanno reso quantomeno intesa fra vocaboli e gesta.
Qui si cerca di invecchiare sfottendo la sorte con l’arte dell’arlia, con il godimento della convivialità, con il gusto ed il piacere di cantare a dovere senza il timore di essere squadrati, con la propensione di essere tutti intesi quali che siano i liberi pensamenti sull’uso del mondo.
Così il rito dell’affabulazione si è protratto per tutta la bella stagione con quasi tutti i nostri ospiti: dai grandi produttori di meloni australiani che invadono mezzo mondo, che di buon’ora andavano al caseificio curiosi e bramosi di imparare l’arte, dalla star dell’enogastronomia televisiva smaniosa di conoscere il territorio, dalla famiglia californiana i cui figli non abbandonavano la cucina per imparare l’arte delle paste ripiene, dello chef pluristellato che ti insegnava le economie della ristorazione, del grande maestro della pasticceria, ricalcitrante, ma che si scioglie solo vedendo il culo della bottiglia di malvasia, dal manager che ti oltraggia l’orto e confonde cavoli e verze, dagli asiatici che ti accecano e adombrano le stelle con i loro flash. alle coppiette romantiche che sognano un mondo migliore.
Questa è stata la dolce estate di Agriturismo Ciato.
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Cuochi chef o rezodre
Oggi parliamo di cucina Parmigiana e Parmense e partiamo dalle quattro DOP –denominazione di origine controllata- Parmigiano-Reggiano, Prosciutto di Parma, Culatello e dei vini dei colli, che confermano Parma valle del cibo, se mai ve ne fosse bisogno, visto, che la sua celebrità si perde nel tempo e già Fra Salimbene De Adam cronista nel ‘200 la celebrava nei suoi racconti come figlia del burro e del formaggio. Un primo piatto che a Parma si dice debba essere affogato nel burro ed asciugato nel formaggio, sono i Tortelli di erbette: rettangoli di pasta ripiegati, contenenti un ripieno a base di erbette (bietola, o in alternativa Spinaci), ricotta,uova e parmigiano-reggiano. A prima vista può sembrare una cucina grassa, ma al desco risulta solo sostanziosa, non pesante e ricca di sapori e aromi. La torta fritta, variante tipicamente parmense del forse più conosciuto gnocco fritto ci invita a tavola con il prosciutto e gli altri salumi, frutto della sapiente arte norcina della pedemontana parmense. Fra i primi piatti non si può sottacere gli anolini, una tipologia di pasta all'uovo ripiena (in parmigiano anolén scherzosamente soprannominati "salvagenti" o "galleggianti".) È un piatto con radici antiche, già conosciuto e menzionato dal famoso cuoco rinascimentale Bartolomeo Scappi nel 1500, tramandato di generazione in generazione nelle famiglie. Non vanno nemmeno dimenticate le tagliatelle o la sua variante pappardelle quelle fatte a mano la cui morte e nel sugo di pomodoro. E per finire una minestra in brodo riz e tridura, riso al quale è stato aggiunto poco prima della fine della cottura un composto a base di uova battute con sale noce moscata e parmigiano reggiano; piuttosto dal sgranfgnòn (gnocco di patate) in idioma parmigiano. Fra i secondi annoveriamo, sempre per rimanere fedeli alla tradizione i bolliti misti, lo stracotto il cui sugo spesso finisce nell’impasto degli anolini e la classica trippa alla parmigiana. Tra i dolci si ricorda le classiche crostate con confettura spesso fatta in modo casalingo, le chiacchiere di carnevale, molto croccanti, ottenute friggendo un impasto e poi cosparse di miele e zucchero a velo per il tocco finale, la spongata con tutte le sue varianti da famiglia a famiglia e la torta Marialuigia, fatta con pan di spagna arricchito di polvere di mandorla e cioccolato, farcitura di cioccolato e crema di fragoline di bosco. ricoperta con cioccolato fondente. Per i vini rimane l’imbarazzo della scelta, ne richiamiamo solo tre: il lambrusco, è il vino predominante, come quantità. È un vino rosso-scuro, leggermente asprigno, di moderato tenore alcolico. "Il lambrusco", scrisse Curzio Malaparte "non solo è il vino più garibaldino del mondo, come ebbe a dire Filippo Corridoni, ma il più generoso, il più libero, il più italiano fra tutti i vini italiani"; il rosso colli di Parma DOC e per i bianchi il Malvasia nelle sue diverse concezioni, dolce frizzante o fermo.
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Parma; festival del prosciutto. 5/20 settembre
Non potevamo mancare all’appuntamento che sicuramente non sarà paragonabile alla dolcezza, squisitezza e salubrità di un prodotto che ha reso la città di Parma, quella che insiste in Emilia Romagna, Italia, fra le tante Parma nel mondo, capitale della Food-Walley.
Sarà una partecipazione come sempre riservata, intima, ma accattivante, che accompagnerà chi ha naso e voglia di scoprire i segreti di un percorso alla scoperta della antica tradizione.
Il percorso non è dei più affaticanti, basterà soggiornare all’agriturismo Ciato, lasciarsi trasportare dall’atmosfera che avvolge l’antica corte, le cui origini risalgono al 400. Durante la giornata perdersi fra le meraviglie storiche, architettoniche, culturali che la valle offre, piuttosto che approfittare dell’uscita per far visita al salone del camper che contemporaneamente si svolge presso le fiere di Parma……. e alla sera rilassarsi sull’aia della corte e sentire i racconti quasi ancestrali del padrone di casa che fra leggenda e tradizione mescerà con perizia e dovizia, se non il migliore, uno fra i più apprezzati prosciutti del territorio stagionato pazientemente nelle proprie cantine sotterrane laddove nemmeno un minimo raggio di sole può turbare la quiete del grembo di madre terra.
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Curiosit? del giorno
Ad expo il vino Mesopotamio. Secondo vari studiosi, a Kamarina, già dal IV secolo avanti Cristo nelle fattorie della zona si produceva questo vino che nel I secolo dopo Cristo si beveva da Cartagine a Pompei, servito a Plinio nei giorni che precedettero l'eruzione del Vesuvio nel 79. Mentre in val Parma, da Acaia via Rezia Norico Pannonia arrivavano i cloni di Malvasia.
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Vivere pi? a lungo oggi si pu?.
Basta una vacanza per vivere più a lungo, non una qualunque ma un viaggio che abbia determinate caratteristiche, che garantisca l'attività fisica a contatto con la natura. Proprio le passeggiate all'aria aperta, che siano in campagna, in montagna o in collina, garantiscono un aumento dell'aspettativa di vita. Oggi è possibile sostenere che fatta in un certo modo, la vacanza può ridurre del 29% il rischio di morte. A patto che la destinazione sia immersa nel verde, accompagnata da una leggera attività fisica, che la vacanza duri 8 giorni e che sia pianificata per tempo.Sono queste le quattro regole d'oro che la rivista Scientific American ha tratto da alcuni studi, condotti ai Sage Colleges di New York, presso l'Erasmus University di Rotterdam e la State University di New York.E se una buona pianificazione del viaggio è già d'aiuto, stimolando la serotonina, l'ormone della felicità, il ruolo più importante è quello della Natura. Passeggiare in mezzo al verde, infatti, non solo è salutare per via dell'attività fisica che si svolge ma lo è per via di un microrganismo, il Mycobacterium vaccae, che si trova nel suolo e che aumenta i livelli di serotonina, riducendo quelli di ansia. A dimostrarlo, uno studio condotto presso i Sage Colleges.
Agriturismo Ciato
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Ponte del 2 giugno
Un ponte lungo quattro giorni, un'occasione da non farsi scappare!! Un ottimo motivo per mettere in valigia l’essenziale e partire!
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La valle del cibo
Se hai sognato di una valle da favola, di quei posti dove ci si aspetta di incontrare il bengodi della tavola; montagne di cacio, vallate di salumi, fontane di vino, maghi dell’alchimia culinaria, allora ti sei immaginato Parma, la capitale della food walley. All’agriturismo Ciato, a 12 chilometri da Parma, i nostri salumi dormono sotto terra, là dove nessun raggio di sole può disturbare il suo sonno, respirando i sapori delle cantine. Nelle nostre camere ricavate in una struttura le cui fondamenta risalgono al 400 e i gli ultimi manufatti portanti al 700 puoi impadronirti della storia, prima dei conti che hanno abitato queste stanze, di Carlo Innocenzo Frugoni che spesso veniva a sedare i suoi piaceri di pancia, durante il suo soggiorno a Parma, poi dei Costa, degli Ugolotti, fra i primi fabbricanti di conserve di pomodoro e commercianti di formaggi per arrivare ai giorni nostri.
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EXPO
"Viaggio d'assaggio" della food walley
Nell'anno di Expo, che porterà a Milano molti visitatori curiosi di scoprire ciò che i Paesi partecipanti propongono per la futura sostenibilità alimentare del pianeta, Agriturismo Ciato (www.ciato.it) propone agli appassionati della cultura del cibo il tour guidato "100% food walley". Almeno 3 i motivi per farlo. Innanzitutto, non c'è niente di più sostenibile e interessante per capire le peculiarità del cibo gustandolo nel territorio di produzione. In secondo luogo, Parmigiano Reggiano / prosciutto di Parma hanno reso famosa l’omonima città in tutto il mondo, terzo hanno avuto i natali qui a sud della città, fra le valli dell’Enza e del Parma.
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All?agriturismo Ciato di Parma ? tutto pi? semplice.
Dalla scorsa settimana, sempre nell’ottica di agevolare il cliente, primi tra gli agriturismi Italiani abbiamo provveduto a montare un POS di nuova generazione, da ora puoi pagare anche con il tuo smartphone.
Un modo facile, veloce e sicuro grazie alla tecnologia diffusa in tutto il mondo Near Field Communication NFC.
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https://www.facebook.com/pages/Agriturismo-Ciato/357929847606
La neve piano piano si allontana, i gatti si godono il sole, sboccia la primavera, gli ultimi ritocchi alle nuove strutture e le pianelle "Maria Luigia" piano piano riprendono il loro posto originario e vengono sostituite le vetrate per rendere ancor più confortevole il soggiorno, Cosi si presenterà#agriturismoCiato alla nuova stagione.
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- Marted� 17 Marzo 2015
- Varie
http://www.discoverer.tv/?post_type=video_type&p=28420&address=&channel=UDP#
http://www.discoverer.tv/?post_type=video_type&p=28420&address=&channel=UDP#
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Primavera?. Siam corsi ma siam pronti
Un inverno di pieno lavoro, aiutati in un certo qual modo dalla stagione; eccoci allo scoccare della primavera pronti con nuove proposte per i nostri amici villeggianti.
In via di ultimazione come vedi dalle foto nuovi spazi.
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Vacanze nel rispetto dell?ambiente
Dicono che ad invecchiare si torna bambini, e da bambini ci avevano, a noi della campagna pedemontana, insegnato a rispettare la terra a non abusare delle sue risorse, ricordo da ragazzini si andava col sacco di iuta nelle stoppie a raccogliere quelle spighe di grano che le prime macchine da raccolta dimenticavano. Si raccoglieva quel tanto da mantenere un piccolo pollaio che dava le uova sufficienti per mantenere la famiglia, che le ramaglie non si buttavano ma servivano per cuocere il pane …………… Nella violenta manifestazione di benessere degli anni sessanta settanta certe cose sembravano superate, l’euforia stessa del benessere a pochi ha lasciato nella memoria che spesso la storia è una linea sinusoidale. Oggi non torneremo probabilmente nelle stoppie, ma il fatto di non abusare di certe risorse che sono poi collegate indissolubilmente con la salute del nostro pianeta ed una venuta della crisi economica alimentata dalla avidità e dissennatezza di alcuni riporta alla mente il lavoro ed il rispetto dei nostri cari vecchi contadini che con le loro limitate conoscenze sapevano bene utilizzare il calore del sole degli amici animali. Ed ecco allora, che qui, si rinverdiscono col tepore della primavera a venire e le moderne tecniche le vecchie mai superate lezioni di rispetto dell’ambiente e l’uso oculato e parsimonioso delle risorse di idro carburi. Se negli anni scorsi ci si era ritornati all’uso della legna (pellet) per scaldare l’acqua quest’anno ci aggiungiamo l’energia elettrica catturata dal sole su una nuova struttura tutta in legno. Così il tuo soggiorno all’agriturismo Ciato non solo sarà luogo di svago, divertimento, di scoperta enogastronomica o culturale, ma una vera vacanza ecologica.
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EXPO 2015
Qui in agriturismo quando si entra in cucina non si entra solo per mescolare ingredienti, per trasformare le materie prime in ghiotte prelibatezze. Sulla dispensa c’è un contenitore particolare che agisce a suo piacere, una polvere magica che si aggiunge a tutti i piatti; è un trito di emozioni legato a ricordi, a persone a cose. Ogni piatto è un emozione che riesplode, ogni volta diversa, perché oltre a ciò in cucina domina la stagionalità, il sole, la pioggia, l’arte, l’umore di chi ha cotto il formaggio di chi ha salato il salume di ciò che le bestie hanno mangiato. Sono proprio questi i magici segreti che assieme al fuoco e alle sapienti meni delle “resdore” tolgono noia e ripetitività alla mensa.
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Meeting aziendali
Siamo sempre più scelti da meeting aziendali, riunioni di gruppo; viene così premiata la nostra scelta di avere in azienda un solo gruppo per volta.
La privacy, la lontananza da occhi indiscreti, la tranquillità, il silenzio e non di meno la location pagano della scelta fatta all’inizio della nostra avventura.
Ha tutto questo va aggiunto che siamo in grado, da soli o con l’aiuto di esperti del settore, di organizzare eventi di intrattenimento, giochi a tema e quanto altro possa essere richiesto dal committente per una buona riuscita dell’evento.
Senza sottacere la possibilità soprattutto per gli stranieri di fare dei piccoli corsi sull’utilizzo dei prodotti del territorio o delle degustazioni guidate.
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Turismo responsabile
2 Giugno; in occasione della Festa del Turismo responsabile, ai viaggiatori che vogliono scegliere un altro turismo, scoprendo l'Italia delle buone prassi, della sostenibilità, dell'eco-compatibilità, delle attività green e della ristorazione a km zero, l’agriturismo Ciato di Parma a chi in questa settimana soggiornerà presso le proprie strutture, oltre al tradizionale presente ed ai relativi buoni sconto presso la rivendita con noi convenzionata del cav. Alberto Ilari regalerà un vasetto delle proprie marmellate del costo di €.5.00 Marmellate di antiche ricette fatte con gli ortaggi del proprio orto.
Un’occasione in più per scegliere un agriturismo al centro del triangolo del gusto - Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Salame Felino – del circuito Castelli del Ducato e a quattro passi dalla Magnani-Rocca dove è sempre possibile ammirare opere di Goya, Durer, Canova, Morandi, Burri, senza tralasciare la possibilità di raggiungere il castello di Torrechiara a piedi costeggiando campi di girasole e pomodori o con le bici dell’agriturismo.
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Campo estivo in lingua inglese 2014
Ed è già tutto pronto, rimangono anche alcuni posti liberi per i ritardatari. Poi il 09/06/14 parte la nuova edizione del campo estivo inglese a Ciato con la collaborazione di “stella cadente”.
Inoltre ad ogni fine settimana una sorpresa per grandi e piccini!!!
Info: 327.8473007
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Incredibile -SI VOLA-
Parma, Ciato 19 maggio 2014.
Incredibile si vola, raggiunto l'accordo per i nstri ospiti di volare in mongolfiera sui castelli del ducato, sui parchi o la dove ti porta il vento......
Un opportunità in più offerta ai nostri ospiti, ai novelli sposi per scambiarsi una promessa di matrimonio nel cielo e a tutti gli amanti che vogliono guardare il mondo dall'alto.
Per info contattateci
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Vino in festa
Sabato 17 e domenica 18 maggio 2014 sembra essere il fine settimana internazionale dedicato al dio Bacco.
Sono numerosissime le manifestazioni che celebrano questa bevanda nata sembra casualmente per conservare l’uva.
In Italia è la zona del Valdarno la più datata, sono stati ritrovati in depositi di lignite, reperti fossili di tralci di vite (Vitis vinifera) risalenti a 2 milioni di anni fa.
Diversi ritrovamenti archeologici dimostrano che la Vitis vinifera cresceva spontanea già 300.000 anni fa. Studi recenti tendono ad associare i primi degustatori di tale bevanda già al neolitico; si pensa che la scoperta fu casuale e dovuta a fermentazione naturale avvenuta in contenitori dove gli uomini riponevano l'uva. Le più antiche tracce di coltivazione della vite sono state rinvenute sulle rive del Mar Caspio e nella Turchia orientale. Tra le manifestazioni in oggetto vogliamo ricordare “benvenuto nel Vermentino” che si svolgerà a Castelnuovo Magra nelle sale dei signorili palazzi settecenteschi che caratterizzano il centro storico della cittadina. Lungo via Dante si potrà passeggiare e, come ai "vecchi tempi", accomodarsi nei salottini disposti all’esterno dei palazzi, con la piacevole compagnia del Vermentino, gentilmente proposto dai produttori locali e di toscana, Sardegna e Corsica, accompagnato, come ogni anno, dai prodotti tipici locali. Nel Giardino comunale poi saranno organizzate le degustazioni guidate e gli Wine tasting, eventi e presentazioni.
Si potrà inoltre visitare il Museo multimediale del Vermentino dove effettuare un percorso rivolto ai territori del Vermentino, consultare il data base delle aziende, la guida multimediale e conoscere i territori e i produttori attraverso i video di presentazione.
A Bourg, in Francia, dal 17 al 19 Maggio ha luogo la XIV edizione di “Les Citadelles du vin”, uno dei piu' importanti concorsi enologici che puo' vantare oltre il 75% di etichette straniere di qualita'.; dove una giuria di 50 degustatori da tutto il mondo si riunisce per eleggere i migliori vini tra gli oltre 1200 campioni in gara provenienti da 30 Paesi.
Tornando in Italia, Festa a Langhe-Roero Monferrato riconosciuto Territorio UNRSCO
“per la sua armonia e per l'efficace bilanciamento tra qualità estetiche del paesaggio rurale, architetture e costruzioni storiche, e antica e autentica tradizione della viticoltura”.
Tre giorni dedicati al vino, alle cantine produttrici e all'enogastronomia italiana per intenditori a Cremona, appuntamento per appassionati e semplici curiosi per scoprire i vini italiani e i loro abbinamenti.
La manifestazione fa parte del progetto "Cantine in Tour", nato per portare l'eccellenza delle cantine direttamente ai consumatori.
Corso Campi e Corso Garibaldi ospiteranno una rosa selezionata di stand di produttori vinicoli, abbinati a espositori di prodotti gastronomici tipici per garantire una totale immersione nelle tradizione della terra e della tavola della penisola italiana, un viaggio nel gusto e nelle tipicità territoriali.Da Padrona la fa la Toscana: “Wine Town” a Firenze. Stand, degustazioni e seminari dedicati al vino all'interno di palazzi storici, antiche dimore e musei. Segue con i “Giorni del vino” L'evento per scoprire le cantine aretine e i vini del territorio.Si prosegue con “Alla Corte del Vino” Mostra mercato all'interno di Villa Le Corti a San Casciano in Val di Pesa Arriva “Simposio Masters of Wine”. Per la prima volta in Italia, si riuniranno a Firenze i più importanti opinionisti e decision makers della comunità mondiale del vino per l'Ottavo Simposio internazionale di Masters of Wine Institute intitolato Identità, Innovazione, Immaginazione. Ai nastri di partenza, Bosa, Sardegna, con la prima edizione “Grande festa del vino” e Sala Baganza –PR- con il "Festival della Malvasia" ed innaugurazione della cantina Musei del cibo.
Per l’occasione l’agriturismo Ciato di Parma mette a disposizione di ogni coppia che voglia soggiornare presso la propria struttura una Malvasia Etichetta Ciato Colli di Parma.
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VIN'ALP
Oggi si parla spesso di vino di viticultura, enologia; lo si è fatto anche al convegno del Cervim, una delle massime istituzioni con sede in Valle d’Aosta che raggruppa realtà del mondo vitivinicolo molto variegate. Si è parlato anche di viticultura di montagna, della sua importanza per la tutela e valorizzazione di territori dove il lavoro è in massima parte tutto manuale. I criteri identificativi della viticoltura di montagna definiti dal Comitato Tecnico Scientifico sono la pendenza del terreno superiore al 30%; altitudine superiore ai 500 metri s.l.m.; sistemi viticoli impiantati su terrazze e gradoni e la viticoltura delle piccole isole. Per il 10 maggio la sezione Onav di Torino e provincia ha organizzato un dibattito confronto dal titolo "I tesori enologici della montagna" con la partecipazione di illustri relatori che porteranno le esperienze di territori e a seguire la degustazione di vini estremamente caratterizzanti. Anche l’agriturismo Ciato attento alle piccole produzioni guarda con attenzione a questi vini particolari che lasciano un retrogusto alpino.
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Agriturismo Ciato, una briciola di storia.
Vriv andar fina a Panocia?‚ al Pilaster bvi una bocia- po‚ voltè con poca fadiga l‚è al sit ed la Fodriga‚ Volete andare a Panocchia? ‚Ändate al Pilastro bevete una boccia - poi voltate con poca fatica è il posto della Fodriga- Con questi versi Domenico Galaverna, ideatore della maschera Battistein Panda, invitava alla fine dell’ottocento, inaugurato il tramway a vapore Parma/Langhirano, i parmigiani a far visita turistica a Panocchia. Panocchia piccolo paese all’estrema periferia del comune di Parma, posto sulla direttrice pedemontana, affiancato dal torrente Parma, che scendendo verso valle porta le sue acque e il suo nome alla città. E’ un paesello che va vissuto non solo per la sua invidiabile posizione geografica, ma per la ricchezza del territorio non solo di natura economica, c’è un patrimonio diverso da salvaguardare, fatto di tradizioni, di ambiente, di cultura, di prodotti tipici. Non è un caso se uno dei prodotti più utilizzati nelle nostre cucine, la conserva di pomodoro, a qui i suoi natali alla fine del 1800, per opera dell’agronomo Rognoni, se il salame di Felino e moltissimi insaccati, alcuni ormai persi nella notte dei tempi come la borsa‚ un insaccato con l’impasto dell’attuale cotechino inserito nel capiente intestino cieco, piuttosto che la spalla avvolta nello stomaco del maiale sono legati ad una famiglia, i Fereoli da Panocchia, come testimonia l’elenco generale delle ditte industriali e commerciali del 1926, una delle più intraprendenti ditte sulle 29 operanti su tutto il territorio provinciale, se il Parmigiano Reggiano ancora oggi lo possiamo chiamare con questo nome lo si deve ad un abitante di Panocchia, Carlo Rognoni, che alla fine del 1800 si oppose fermamente ad una delibera già presa dalla Camera di Commercio di Milano che cercò di appropriarsi della denominazione Parmigiano‚ per il suo grana fabbricato oltre Po, se una grossa spinta alla selezione delle bovine da latte parti negli anni 1950 da mio padre, Schianchi Sesto, come riportato dai vecchi registri APA di Parma e da “Profili Parmensi” operazioni che lo vide poi insignito del Cavalierato, se le prime semine di grano duro in provincia iniziarono alla Corte e a Ciato oggi sede dagli anni 1970 di sperimentazione comparatale. Ma non siamo solo appassionati di agricoltura e di maiali, abbiamo anche la Fodriga, vissuta nel XV secolo a cui si deve per un diverso periodo la stampa di un lunario in lingua paisana‚ come si usa dire per il dialetto parlato fuori città. Artisti del valore di Stanislao Campana del XVIII secolo di cui la chiesetta del paese conserva ancora una tela. L’altra peculiarità di Ciato e di Panocchia è l’ospitalità. E’ da quando sono nato che al sabato e alla domenica bollono grosse pentole, prima sulla stufa di ghisa, poi nella rivoluzionaria stufa economica, ora su quella professionale, tant’è che alla attività agricola oggi si affianca l’agriturismo. Illustri ospiti, della città e fuori città, sono passati da Ciato o da Panocchia, citeremo solo quelli che oggi non hanno più problemi di privacy: Luisa Elisabetta infante di Francia, Elisabetta Farnese regina di Spagna, Margherita Farnese duchessa di Modena, Alfonso Bevilacqua Cantelli, il poeta arcadico Carlo Innocenzo Frugoni, Climene Teutonia, Paolo Maria Paciaudi. Ciato, una realtà che nell’innovazione della tradizione cerchiamo di conservare.
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- Sabato 19 Aprile 2014
- Varie
Felice Pasqua
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Ciato: cucina per cucina
Da diverso tempo si assiste ad un vigoroso risveglio di interesse verso la cucina dei sapori perduti, la “cucina delle nonne” per recuperarne i valori, i sapori, quelli legati alla sì detta cucina povera.
E’ un crescendo continuo di pubblicazioni, ricerca, trasmissioni televisive destinati ad approfondire i molteplici aspetti riguardanti la storia del cibo del costume alimentare e del territorio. Ma vi è un aspetto che nessuno deve mai dimenticare a cui nessuna pubblicazione o trasmissione può supplire e integrare; il sapore della terra e le mani di chi cucina. Lo abbiamo dimostrato e siamo in grado di rimostrarlo: stessa ricetta con ingredienti comprati al mercato e i prodotti della nostra terra, c’e rassomiglianza ma non affinità, stessi prodotti, stessa ricetta, stessa cucina, ma mani diverse; c’è affinità, attinenza e conformità ma alcune sfumature rimangono. Ecco perché qualcuno ebbe a dire della cucina parmigiana; la cucina degli anolini dalle mille variazioni.
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- Gioved� 09 Gennaio 2014
- Varie
La forza dell?Italia sta negli artigiani e nella piccola industria
Lo dice quel toscanaccio di Alberto Grimellini, agronomo e giornalista, in un lungo articolo di dicembre apparso sul mensile Teatro Natura “gli artigiani del cibo italiani cominciano ad alzare la voce e a sgomitare. Certo, non hanno la forza di lobby consolidate, né le risorse per “imporre” certe linee editoriali ai media. Sono però migliaia, anzi decine di migliaia. E come disse un grande artigiano italiano a cavallo tra il 1400 e il 1550: “l'arco è la somma di due debolezze” (Leonardo da Vinci). Come dire, due debolezze fanno una forza...” Sono la maggioranza silenziosa dell'economia agroalimentare del nostro Paese. Producono quelle unicità che il mondo ci invidia, e ci compra, e che “l'industria poi cerca di copiare”. Per loro è pronto un mercato, soprattutto all'estero, ma bisogna andare a conquistarselo. Servono soluzioni su misura per la piccola e media impresa.
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Agriturismo; curiosit? sul vino.
Dal momento che portiamo in tavola due nostre etichette ci siamo addentrati nella storia del vino e speravamo che la storia palesasse la sua nascita nel nostro amato quanto vituperato Paese.
Così non è, sembra che l’origine del primo vino, che risale a circa 2000 anni a. C. trovi casa a Cipro. E’ il Commandaria, il vino dolce da dessert che prende il proprio nome direttamente dalla sua zona di produzione. Commandria è il luogo dove, nel 1210, i cavalieri dell’Ordine di San Giovanni costruirono il castello Kolossi.
Si racconta che , il re Riccardo Cuor di Leone d’Inghilterra, fu così rapito che al suo matrimonio lo avrebbe definito “il vino dei re e il re dei vini. A Ciato non potendoci permettere tale “re” dispensiamo “malvasia dolce dei colli di Parma” ardendo faccia parte dell’albero genealogico.
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