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Agriturismo Parma

Se sei mio ospite, visto il clima caldo mi dici che vorresti uscire dai soliti itinerari che tutti consigliano, ovvero: Parma città d’arte, Castelli del ducato, Magnai Rocca, Labirinto della Masone o percorsi enogastronomici, be non ho dubbi in poco tempo ti porto al Malpasso a quasi 1200mt. 1198 per esattezza. Percorrerai vallate meravigliose alle quali sono visceralmente legato.

Conosco ogni fattoria, e ogni ritrovo, era la mia zona preferita di quando ero rappresentante di prodotti zootecnici.

Un legame profondo non tanto per le vendite, che vista l’entità degli allevamenti erano oltremodo contenute e quasi antieconomiche, ma perché era la mia giornata rigeneratrice.

Dicono tutti che il Malpasso sia il confine fra l’Emilia e la Toscana, in realtà per me è sempre stato un punto d’incontro, il luogo che avvicina e unisce le diverse culture, tanto è che ricordo benissimo, il vino che si beve nelle tipiche osterie e trattorie dei diversi paesini arroccati alle vallate dei diversi torrenti era il vino dei toschi, con cui consacravamo la transazione.

Un territorio ricco e custode delle sue tradizioni culturali, attento alla salvaguardia dell’ambiente e delle tipicità locali, in una varietà dei paesaggi naturali meravigliosi, un luogo in cui la parola aveva e credo abbia ancora un senso, nonostante siano trascorse diverse lune.

Diversi i sentieri che appena più sotto al passo fanno il giro del lago Paduli, sorgente del torrente Enza, Unica nota dolente tenetevi a portata una borraccia perché quello che era un bel chalet di montagna dove un tempo si svolgeva anche un tipico mercato di scambi oggi è chiuso.

Ma questa è un'altra storia che riguarda più le amministrazioni che i turisti.

Se proseguite verso Comano e siete appassionati di cose militari e di guerra fredda sulla vostra destra ecco monte Giogo, coordinate 44.32311923250474, 10.130482358696463 e siamo saliti a quota 1520mt dove ancora si trovano molti resti della mitica base Nato IMXZ.

Anziché tornare alla base facendo il percorso a ritroso meglio il giro ad anello e proseguire per Passo del Cerreto, il passo che unisce la provincia di Reggio-Emilia con la Lunigiana per poi scendere costeggiando la sponda destra del torrente Enza.

Belle vallate con vacche e pecore al pascolo, mentre a Cerreto potreste incontrare i briganti.

Una cooperativa di abitanti locali dediti alla promozione e riqualificazione del territorio che ha preso il nome dagli antichi Robin Hood delle montagne di antica memoria.

Buon viaggio.

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Agriturismo Parma

Passione, tradizione e sostenibilità rappresentano per noi un forte valore distintivo.

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Agriturismo Parma

Partire da Ciato in bici, uno fra i primi agriturismi che furono aperti alle porte di Parma, proprio fra la città e Il castello di Torrechiara forse è un pochino caldo, a meno che tu non decida di fare colazione quando i leprotti vanno nell’orto.

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Agriturismo Parma

Quante corone e quanti blasoni mettono e fanno indossare alla mia città; si da apparire più che essere, hanno nostalgia del Ducato e ne vorrebbero ostentare la Grandor, ma Maria Luigia rimane un ricordo, così come le cose belle che ha lasciato sul territorio e che spesso non sappiamo valorizzare come converrebbe.

Ma tutto questo non significa che a Parma manchino delle eccellenze, occorre solo naso e occhio, magari stando attenti a non farsi abbagliare dai riflettori, perché come spesso accade il turismo non giova alla qualità dell’enogastronomia in generale.

Poi se devo essere sincero già i residenti non indigeni e pure qualche indigeno maldisposto non gradiscono particolarmente i “profumi” che hanno portato questa valle al titolo di “valle del cibo”.

Amano ostentare il loro prosciutto di Parma, dicono di avere il re dei formaggi, ma detestano sentire il profumo che arriva dalla campagna.

Profumi indelebili nella mia mente di ragazzino degli anni cinquanta che fece conoscenza con le osterie iniziando da quella del mio piccolo, ma per me grande paese, Panocia.

Panocchia, ultimo lembo di terra, oggi del comune di Parma; “La Busa”.

La buca di nome e di fatto, famosa a quei tempi alle notabili famiglie della vicina città.

Era realmente un buco, dove finiva di tutto, i carrettieri e i notabili, compresa la qualità dei salumi e dei vini e di alcuni piatti tipici come la “Buseca”, poveri mangiari ma di indubbia maestria e abilità di che la metteva al fuoco per almeno tre giorni.

Il suo cortile era ed è tuttora più basso della strada di circa due metri, dalle finestre della sala si vedevano gli zoccoli ferrati dei cavalli, che lenti e cadenzati quasi seguissero uno spartito con il sole da poco nascosto, trainavano carro e carrettieri verso le stalle, lasciando nel cortile il loro olezzo che si mischiava ai profumi dei salumi grassi come usa a quel tempo e a quelle caraffe che marchiavano in modo indelebile i tavoli dei carrettieri, dove il gessetto bianco in contrasto segnava i punti dell’obbligata briscola che designava a chi toccava il conto che sovente anziché saldato finiva sul conto.

E da questi ancestrali amarcord, che nascono i miei fallibili indizi a chi ospita da noi, qui all’agriturismo Ciato, osterie, trattorie, che ancora sono fiere del vissuto e che anziché camuffarlo e arzigogolarlo lo ostentano nella sua autenticità.

Poi da non dimenticare, non c’è solo la cucina, Parmacityofgastronomy, c’è Parma, città raffinata ed elegante: i suoi monumenti, il marmo rosa del Battistero con tutti i mestieri e le stagioni nelle sculture dell’Antelami, poi tutto intorno l’appennino, i castelli, le vallate i paesini aggrappati con le loro osterie, dove ancora si mangia pecora e carpaccio nevicato di Parmigiano-Reggiano, carpaccio di vacche che bene conoscono la valle natia.

 

 

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Agriturismo Parma

All’agriturismo Ciato, pochi passi da Parma, porta d’ingresso per visitare i Castelli del Ducato iniziando da Torrechiara non è solo soggiorno è quanto il nuovo turista si aspetta: bellezza, confort, accoglienza e soprattutto sostenibilità.

Sono i quattro assi del poker delle residenze di campagna.

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Agriturismo Parma

Noi dell’agriturismo Ciato di Parma ci adoperiamo per presentare al meglio il territorio ai nostri ospiti, così che prima di dare un consiglio di come muoversi cerchiamo sempre di verificare personalmente le cucine delle osterie o i circuiti che vengono promossi come meta turistica.

L’ultima uscita l’abbiamo fatta in quei di Bardi, per verificare accoglienza e servizi al castello, già parte del circuito Castelli del ducato di Parma Piacenza.

Per correttezza sottacciamo della pausa pranzo, non abbiamo conoscenza di tutte le opportunità che Bardi offre, che paiono diverse e tutte accattivanti, ci limitiamo a decantare il castello, che oltre le sue particolarità, stupisce per gestione e accoglienza.

Direi che 5 stelle forse son poche, il castello di proprietà comunale e gestito dalla Diaspro Rosso che ne cura le visite e la manutenzione ordinaria.

E’ curato con ogni attenzione, pulizia e decoro ineccepibile, cortesia e disponibilità del personale.

Lo possiamo promuovere tranquillamente. @https://www.castellodibardi.info/

Da non perdere nella chiesa del Paese un dipinto del Parmigianino ancora ragazzino.

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Agriturismo Parma

Parma non fa parte degli itinerari più famosi d’Italia, ma in centro e nei suoi dintorni troverai bellissimi attrazioni e un ottimo cibo.

Potrai visitare la Pilotta ( Museo Archeologico, Teatro Farnese, Galleria Nazionale, Biblioteca Palatina e il Museo Bodoni). La cattedrale e il battistero, la camera di S. Paolo, San Francesco al prato, Il teatro Regio, il circuito castelli del ducato di Parma e Piacenza, la fondazione Magnani-Rocca o se preferisci percorrere i sentieri del parco Cento Laghi e le incantate cime dell’Appennino tosco emiliano.

Tutto questo facilmente raggiungibile soggiornando c/o l’agriturismo Ciato Parma.

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Agriturismo Parma

Se sei in Emilia Romagna non puoi non visitare la città di Parma, Già capitale del ducato di Parma Piacenza Guastalla, retto da Maria Luigia, moglie di Napoleone e duchessa d’Austria.

Parma racchiude in se bellezze uniche come il duomo, il battistero e il palazzo della Pilotta, così come i suoi must dell’agroalimentare: il salame di Felino, il prosciutto e il parmigiano-reggiano.

Poi, per rendere più piacevole la tua sosta puoi soggiornare all’agriturismo Ciato, dove ad attenderti ci sono le cortesie dell’Officinadelleerbe.

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Agriturismo Parma

Ciato agriturismo a Parma. Dipinte di fresco, riassettate le camere e ad ognuna la sua dop.

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Primavera ่ tempo di vacanze alla corte di Ciato

Ogni città ogni paese anche il più piccolo racchiude in sé una storia che si manifesta nella sua architettura e nel suo tessuto urbano.
Poi, nel lento scorrere del tempo di una volta, e in modo sempre più veloce nell’oggi, a causa delle esigenze di quella che chiamiamo modernità hanno subito modifiche nella viabilità così come nelle trasformazioni e collocazione degli edifici che caratterizzavano il passato.

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Se ti propongo di soggiornare a Ciato c?่ un perch้

Lo so è condivido il vostro pensiero, #Parma è una città come tante, posata sulla #viaemilia fra #Reggio e #Piacenza si mangia bene e ci si vive anche bene, ma può essere percepita e vissuta in modo diverso a seconda di dove si decide di soggiornare.
Per assaporarla appieno, per vivere un soggiorno unico ed indimenticabile bisogna conoscerla un po’ come tutte le mete e noi che ci siamo nutriti e affondiamo le nostre radici in questa terra di mezzo possiamo aiutarvi.
Siamo nati qui a Ciato già dimora romana, sul tavolo della cucina, come usava un tempo e siamo cresciuti con le sue prelibatezze fatte spesso anche di #poverimangiari, resi unici dalla maestria, arte e sapienza delle nonne pedemontane.
Una volta arrivato capirai il perché. La nostra conoscenza del territorio renderanno il tuo permanere spensierato e ti indirizzerà non solo fra i percorsi turistici più noti e declamati, ma in cantine, opifici e laboratori in cui la vita procede tranquilla e spensierata.
Luoghi particolari spesso di dimensioni ridotte ma di grande socialità con una propria interpretazione della vita che renderanno il tuo soggiorno unico e indimenticabile.
Degustazioni casuali e occasionali incontri nei campi, nei boschi e nelle radure, cene tradizionali, magiche serate nelle #osterie e feste paesane in quella che noi non amiamo definire la #valledelcibo o #foodwallwey ma più semplicemente la mecca gastronomica perché per chi ha qui le sue radici non è uno slogan turistico o di mercato, è un rito sacrale.

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Poveri mangiari bavette alla menta

Avete poco tempo ma non volete rinunciare ad un buon piatto di pasta.
Che aspettate, ponete al fuoco la pentola e correte nell’orto a fare incetta di menta.

 

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Turistando per Parma

Sono certo che almeno una volta avrete sentito parlare della valparma o più semplicemente di Parma, city of gastronomy, del suo teatro regio, casa del festival Verdi, o  delle sue chiese e palazzi, monumenti che contengono opere del Correggio del Parmigianino del Goia o della collezione Morandi ben custodita nella villa di campagna dei Magnanirocca, per non parlare del giro dei castelli di Parma o delle sue produzioni a denominazione di origine controllata.

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Poveri mangiari "I vertis"

Pochi lo sanno ma la varietà dei prodotti dell’agricoltura di quella che oggi è definita la food walley, valle del cibo un tempo annoverava fra i tanti, coltivato verso Cervara, anche la coltivazione di piccoli appezzamenti di riso.

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La valle del cibo

Per gli amanti dell’enogastronomia e alla ricerca del buon cibo e del vino oggi anche il nostro Paese offre numerose e infinite opportunità.

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Salame #felino cotto.

Oggi vogliamo suggerire un piatto che si inserisce fra i nostri “poveri mangiari” la rassegna di ricette che proponiamo sulle pagine del sito del nostro #agriturismo Ciato.

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Immagini da Facebook

Oggi voglio proporvi le immagini di albe e treamonti di Ciato #agriturismiparma #agriturismoparma. Seguiteci sulla pagina  https://www.facebook.com/agriturismociato 

Viene aggiornata giornalmente.

https://www.facebook.com/agriturismociato/posts/405811918212997?notif_id=1650433646712338&notif_t=feedback_reaction_generic&ref=notif

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Pasqua 2022 da oggi si cambia.

Poeti cantanti scrittori, in tanti hanno diviso la vita in stagioni, così ci stiamo provando o forse adeguando anche noi dell’agriturismo Ciato.

Pur rimanendo fedeli all’attività primaria che è quella dell’agricoltura, che ci ha comunque visti spesso protagonisti di innovazione e cambiamento e sperimentazione al fianco di prestigiose scuole ed enti, nell’ambito dell’attività collaterale agrituristica abbiamo avuto le nostre mutazioni.

 

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Viaggio a Parma

Entrate con grinta, siete in Emilia e se all’ingresso vi offrono un bicchiere di vino, non è detto che tutte le porte e tutti i segreti ve li mettiamo a portata di mano. Chiedete con forza ed insistenza, questa terra a mille e forse più cose da dirvi, ma vanno cercate con determinazione.

Addentratevi cercate di penetrarla, corteggiatela questa terra parmigiana, se veramente volete capirla. Diversamente resterà, per voi avventurieri, un enigma e la lascerete con le conoscenze che già avevate nel vostro bagaglio.

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Poveri mangiari "il sole in un cirro"

Oggi la cucina era tutta mia è vista la generosità delle mie galline per ringraziare loro e omaggiare il mio palato e rendere lode al cielo mi sono cucinato il “sole in un cirro” ricetta trovata nella mia raccolta di “poveri mangiari.

Di mattino mettete in frigorifero le uova che vi occorrono a seconda dell’appetito e dei commensali, una ciotola adatta a sopportare le fruste del vostro battitore e le fruste medesime, il tutto vi sarà di aiuto a montare le chiara (albume)

All’ora di pranzo separate il tuorlo senza romperlo dall’albume che metterete nella ciottola tolta dal frigorifero.

Montate le stesse con un pizzico di sale, stendete l’albume su carta da forno dandogli una forma di cirro con un piccolo incavo al centro in cui con attenzione adagerete i tuorli.

Nel frattempo avrete portato il vostro forno a circa 160/170° pronto per tenere le uova 7/8 minuti regolate a piacere di pepe sale zenzero o quella spezia che più vi stuzzica e buon appetito.

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Poveri mangiari. Il minestrone di mamma Anselmina

Poveri mangiari, la mera sopravvivenza delle povere famiglie di quella campagna che fu che dall’orto “ed derdè ca” dovevano procurarsi qualche cosa da mettere nel piatto di tutti i giorni, quella dignità che li faceva vivere.

La varietà e la ricchezza del proprio orto donavano armonia, colore e sostanza a quelle fantastiche casseruole di terra cotta poste sulla cucina economica il cui calore non solo scaldava la stanza ma rallegrava anche la budella maiuscola.

Il minestrone della mamma Anselmina variava a seconda della stagionalità e di quanto era riuscita a conservare nella moscarola che teneva giù in cantina dove nessun raggio di sole poteva entrare e il fresco del ventre di madre terra allungava la conservazione degli alimenti.

La cucina della mamma emanava un odore unico e i travetti e le travi di legno erano impregnati di un odore che dava il senso del desco.

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Poveri mangiari La Marocca

E’ possibile, almeno ad alcuni succede che alcune cose arrivino in controsenso al cocente sole padano, immagini di un gelido inverno riportate alla mente dal casuale spostamento del libro “Pagine di diario” cosi che nella mente balugino le frasi del poeta Francesco Giuliani, pastore d’Abruzzo.

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Poveri mangiari Frittata ortolana

 

 

Di buon’ora, prima che qui in padania, il sole cuocia le teste e faccia diminuire la concentrazione nostra e degli oli essenziali delle erbe dell’orto mi sono fatto un giro e ho cavato qualche cipolla borettana, una testa di aglio per vedere se prima della notte del solstizio si possa cavare e mettere in andana affinché abbia a beneficiare della rugiada di s. Giovanni che oltre a conferirgli poteri misteriosi ne ritarderà la germinazione.

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PARMA: CITY OF GASTRONOMY

Raccontano che Parma si la capitale dell’enogastronomia, che la valle che ha sentito il nostro primo vagito sia la valle del cibo. Noi abbiamo fede, quasi ci crediamo, forse per indottrinamento, probabile perché c’è l’hanno inculcato da quando eravamo piccoli e come un mantra continuano, o forse è vero; non sappiamo, non siamo integralisti ed ancor meno detentori dell’assoluto, ma siamo certi che se volete un piacere unico, esclusivo che non si pone come il migliore, ma come unico, che trova memoria nella notte dei tempi, nella tradizione senza età, ecco, prima che tutto vada a finire nell’oblio, conviene avanti che il fuoco delle cucine taccia per sempre, un pernotto all’agriturismo Ciato, dove ancora per passione e per pochi, tempo e accadimenti permettendo si possono gustare le irripetibilità dei poveri mangiari consumati sotto il portico che volge al maniero emerso sul colle per atto amoroso, accarezzati dalla brezza marina che racchiude in se l’odore del maiale e l’olezzo del prosciutto coronato. Una dimensione nuova dell’esistere, dove ancora si possono al rintocco dell’ordinotte iniziare a vivere poetiche notti estive.

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Poveri mangiari I ciacci

Il pane è arte e scienza e come la musica è l’organizzazione dei saperi, delle note e dei silenzi, accordati nello spartito del tempo e nello spazio. 

Un’arte ricercata per conseguire determinati effetti che riescono ad esprimere l’interiorità dell’individuo e del territorio dove nasce.

Tutto avviene mediante la maestria e l’utilizzo sapiente di strumenti e ingredienti espressione di un territorio che, attraverso i principi della chimica, dell’acqua e del fuoco procurano la percezione gustativa e olfattiva, l’avventura emotiva voluta dall’artista.

Non a caso l’etimologia della parola pane sembra potersi ricondurre alla radice “pa”, alimento essenziale e fondamentale, quasi sacrale, a prescindere dalla sua forma.

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