Aglio orsino da "Poveri mangiari"
Negli anni fra le due guerre molte le famiglie contadine che cercavano di trarre dalle terre che coltivavano i prodotti di cui avevano bisogno e di comperare sul mercato solo quelli che non potevano produrre. Il regime alimentare delle classi rurali era povero, il pane consumato dai contadini era autoprodotto con i cereali macinati al mulino del paese e spesso si utilizzavano anche i cereali meno pregiati, come l’orzo e la segale e aveva. La macinatura a pietra lasciava le farine di un colore scuro, colore tolto sino all’eccesso con la tecnologia moderna che toglie sin troppe proprietà alle moderne farine che sembrano causa del diffondersi smisurato di tante intolleranze, colpevoli ancor prima delle super produttive varietà coltivate oggigiorno.
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Parma Cucina "Poveri Mangiari"
Questa mattina di buon’ora ho fatto un giro nella cambusa dove conservo le derrate dell’orto ed ho visto ancora in buona quantità le zucche violine.
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Verdi Giuseppe
AUTENTICO FALSO di Agriturismo Ciato Panocchia Parma
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castagne e fagioli da "poveri mangiari"
Oggi ho portato la mia cucina sui monti verso la terra della luna, dove i pastori in questo periodo erano in transumanza verso le terre basse, lungo i torrenti, mentre le pastore con i marmocchi vivevano temporaneamente sulle imbiancate cime da vedove più o meno allegre. Sicuramente non gli mancava il lavoro, al contrario del cibo, per cui erano alla ricerca continua di arrangiare un piatto per quanto possibile con variazioni sia per ragioni salutistiche che di assuefazione.
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- Mercoled� 17 Gennaio 2018
- Varie
Tornare ragazzi per un momento. Torner ragaz prun moment
… non so se a voi è mai capitato stando davanti al tremolar delle fiamme del camino di tornare ragazzini. Sessanta e più son passati da quando muovevo i primi passi lungo le strade di Panocchia, quella piacevole contrada che anche il Galaverna nel suo “Batisten Paneda” ti invitava a visitare. … “vriv andar fina a Panocia? – al Pilaster bvi una bocia- po’ volté con poca fadiga l’è al sit ed la Fodriga”… .Se mai dovesse capitarvi, anche a voi verrà la tentazione di fare memoria del vostro natio Paese, di come era la sua borgata, nella speranza di rivedere tracce di un tempo che nonostante gli anni passati siano relativamente pochi sembreranno inesorabilmente e irrimediabilmente cancellate.
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Vero o falso; di Mario Schianchi, Agriturismo Ciato.
Si racconta che un tempo i debiti nella zona di Bertinoro si pagassero in modo amabile o secco.
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Vini
Prosegue la nostra ricerca sui vini autoctoni e meno conosciuti del territorio ed è così che dopo l’uva Fogarina, abbiamo incontrato l’uva Spergola in versione brut.
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Poveri mangiari che i ricchi sognano
Sono i piatti poveri della nostra pedemontana emiliana che a volte si arrampicano sino alle vette che ci uniscono alla Lunigiana, là dove l’aria marina sale alle cime con i suoi aromi e sapori e a volte si intreccia, si inserisce o si mescola all’aria più umida del nostro versante. Contraddizioni di aromi e sapori, di saperi e alimenti che un ingrediente particolare rende ricchi questi poveri mangiari.
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Per chi interessato a una nuova agricoltura
http://cover.crpa.it/nqcontent.cfm?a_id=14741
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BIt and Ciato
E’ giusto percorrere centinaia di chilometri per andare in #BIT a Milano per vedere e conoscere le proposte turistiche, ma vale la pena, soprattutto per chi è interessato all’enogastronomia, assaporare di persona.
Ecco allora una buona motivazione per aggiungere altri 100Km, il collegamento è possibile anche grazie al treno Freccia Rossa, e raggiungere #AgriturismoCiato sorvegliato dal Castello di Torrechiara di Langhirano, comune che ha dato i natali ad un prodotto unico, si può vivere di persona un assaggio della Food Walley, entrare nel cuore dei prodotti di questo lembo di terra baciato dal sole e cullato dal vento Marino, che rende dolce il prosciutto di Parma.
Ciato infatti dal 01 al 10 aprile offre l’opportunità anche a chi non soggiorna presso la nostra struttura di degustare “Parmigiano-Reggiano” e “Prosciutto di Parma” accompagnati da sei famosi vini della “Via Emilia”… e per le coppie un’opportunità unica, finita la degustazione (costo coppia 40€) ti porti a casa il vino rimasto nelle sei bottiglie.
Prenotazione gradita: 0521630082 3392264887
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- Mercoled� 14 Dicembre 2016
- Varie
Auguri Best wishes
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Risotto agriturismo Ciato
Il risotto alla parmigiana che facciamo in agriturismo è un primo piatto semplice e molto gustoso, una ricetta molto versatile che può essere arricchita, a seconda dei gusti, con altri ingredienti come impasto di salame saltato in padella, costine al forno, funghi, verdure o rifinirlo con le spezie a voi più gradite.
Le dosi sono a sentimento partendo da una base di circa mezzo bicchiere di riso per persona.
Fate rosolare lo scalogno tritato finemente con una noce di burro fino a che e ben appassito
Se non già fatto in una pentola a parte tenete in caldo un brodo di seconda (cappone manzo)
A scalogno appassito buttate in casseruola il riso e tostate a fuoco vivace, ora aggiungete il brodo aggiustate eventualmente di sale e mescolate di continuo con un cucchiaio di legno, portate a fine cottura aggiungendo gradualmente il brodo occorrente. Fatto. Versate in una mezza forma parzialmente svotata di Parmigiano reggiano e mantecate con il formaggio asportato e grattugiato aggiungendo il giusto quantitativo di panna da cucina, noi la preferiamo al burro. In piattando potete sbizzarrirvi guarnendo a vostro piacere.
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novit? Agriturismo Ciato Parma
Si rinnova il modo di fare turismo e così si è rinnovato anche il nostro sito che cerca di soddisfare le nuove esigenze.
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queste sono soddisfazioni, ma d'altra parte NOI CI METTIAMO LA FACCIA
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Visita Parma
Parma non la si visita solo per la sua storia la sua cultura e le sue opere d’arte...
Fra un De Chirico, un Van Gogh, piuttosto che un Antelami, un Parmigianino o un Correggio ci stanno anche i suoi piatti, ci stanno e come, visto che da quest’anno è Capitale Unesco della gastronomia.
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Notte in Agriturismo
Non so perché, ma passare le notti estive sotto il porticato di Ciato, guardando Orione e il maniero di Torrechiara che diventa ancora più affascinante quando si spegne la luce artificiale e si illumina di luce propria o della luna, e sei assieme ad ospiti avidi della storia del luogo, diventa cosa quasi magica.
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Parma Agriturismo Ciato
Qualcuno ha notato il silenzio che da qualche giorno si evince sul sito dell’agriturismo Ciato...
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Sfogliando... Prepariamo insieme la pasta...
Ti aiutiamo a carpire i segreti della sfoglia emiliana preparando insieme pappardelle o paste ripiene con la “resdora”; cuoca, o letteralmente traducendo “padrona della casa”, e tutto il necessario per la loro preparazione.
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Ciato: sapore del sapere
Soggiornare a Agriturismo Ciato non è solo albergare è poter vivere, appropriarsi, nutrirsi, scoprire, fiutare, imparare, interrogare, ascoltare, provare e godere un territorio.
Siamo nel cuore della food-wally di Parma citta creativa Unesco della gastronomia, qui si creano montagne di Parmigiano-Reggiano, scalere immense di prosciutto di Parma, qui ha vissuto Du Tillot ministro di S.E. Maria Luigia imperatrice d’Austria Duchessa di Parma e Piacenza, e si definiva sovrano dei salsiccioni, Felino, è quindi, chilometri di budella piene di quell’ inimitabile trito di carne di maiale che rende unico il Salame Felino, ma non basta, la terra di questa valle è anche prodiga di funghi e tartufi. A Parma c’è Barilla la pasta che corre per il mondo, che inizialmente era il frutto dei nostri grani e delle uova delle galline che razzolavano per i campi del contado.
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Buona Pasqua 2016
Pasqua; fra sole e pioggia si sta velocemente avvicinando e come consuetudine le cucine di Ciato ridanno fuoco ai forni e fornelli.
La farina per il pane semi integrale e nero è pronta, il lievito trabocca voglioso di inglobarsi nell’impasto, il forno già emana il suo tepore, tremola la fiammella sui fornelli ansiosa di sprigionare tutta la sua potenza.
Le “resdore” danno di mattarello per ricavare sapide pappardelle, mentre l’arista si appropria delle spezie dell’orto.
Menù di Pasqua e pasquetta;
Antipasti: salumi misti con torta fritta e scaglie di Pamigiano-Reggiano.
Primo: Pappardelle della casa saltata in padella con straccetti di crudo di Parma e rosmarino
Secondo: Arista al forno aromatizzata con mele alla cannella e verdure fresche dell’orto
Pane e dolci della casa.
Vini Bianchi e rossi della casa –colli di Parma-
Caffè e digestivo.
Costo €. 35.00
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Enogastronomia Unesco Parma
L’agriturismo Ciato di Parma è un luogo del gusto nel cuore e al centro della storica food walley più famosa del mondo. Riconoscimento UNESCO. Trova posto all’interno dell’omonima azienda agricola, suggestivo complesso, le cui origini datano era romana, ben visibili rimangono alcuni manufatti dell’epoca Rossiniana -1400- una location unica, come i piatti della tradizione parmense.
L’impressione che si ha entrando è di arrivare in un luogo austero, ma subito ci si accorge che è un posto dove ci si sente a proprio agio, dove, se si sono presi accordi, si mangia e si beve bene. Si, accordi, perché anche se gran parte delle strutture oggi è al servizio dell’agriturismo l’attività principale rimane pur sempre l’agricoltura, un’agricoltura tecnicamente avanzata che guarda al futuro.
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Vacanze di Pasqua: Parma a Pasqua o Pasqua a Parma
Risistemando l'ufficio, fra le vecchie scartoffie ingiallite dal tempo, ci balza all'occhio un articolo che riguarda come trascorrere le feste di Pasqua. La scartoffia ci riporta molto indietro nel tempo; siamo negli anni quaranta di un secolo fa. Tralasciamo ogni considerazione, perché non sappiamo se era meglio o peggio allora, su contratti rapporti di lavoro, sindacati, diritti dei lavoratori e via dicendo……….; si faceva come diceva la Camera dei Fasci e delle Corporazioni. Punto!
I "benestanti" potevano già permettersi il fine settimana lungo, ma rigorosamente sul territorio nazionale, poi si scendeva a chi poteva permettersi un’uscita verso l'Appennino, quasi sempre a casa di parenti, ma per i restanti rimaneva una scampagnata in bicicletta col portapacchi pieno di quel che si poteva, calorie sicuramente sottodimensionate alla fatica, lungo le rive del torrente Parma e Baganza.
Sono veramente tanti i ragazzi del tempo che le uscite di Pasqua le hanno vissute così, poi col passare degli anni a guerra finita il rito cessò con l'ingresso nella nostra vita dei nuovi mezzi di trasporto motorizzati.
Oggi per nostalgia, per passione, o perché il medico ci dice che il movimento è indispensabile si rivive un déjà vu in cui si inserisce la nostra proposta.
Per le vacanze di Pasqua 2016 offriremo condizioni particolari alle coppie che a cavallo della loro bicicletta vorranno soggiornare presso l'agriturismo Ciato, per carpire, impadronirsi e saturare lo stomaco dei tesori di questa valle che gli umani continuano ancora a chiamare valle del cibo; food walley per i più cattedratici, mentre gli accademici come da riconoscimento Unesco la appellano città creativa dell'enogastronomia, mentre per noi abitanti autoctoni rimane terra: ed formai, persut e anolen!
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Ciato: bocca della #food walley
Soggiornare all'Agriturismo Ciato............
Ciato, bocca della Val Parma; dove le nebbie del #culatello e il vento Marino del #prosciutto di Parma si contrastano nel periodo invernale, dove l’arsura della pianura si scontra con le brezze dell’Appennino nel periodo estivo.
Il capriccio bizzarro di convivere con la natura, accettare le sue regole, soddisfare le sue esigenze , imparare da una Madre provvida ma allo stesso tempo severa e offrire agli ospiti l’occasione di vivere una parte del proprio tempo in campagna con la ri-acquisizione della vecchia tempistica del ciclo solare, dei suoi colori, odori, delle piante, dei gusti specifici delle sue cucine, senza perdere del tutto i confort propri della vita cittadina.
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La via del piacere
La via del piacere conduce ai paradisi gastronomici della corte di Ciato, nella Food Valley padana. Si chiama “Strada del Prosciutto”, con un corollario altrettanto avvincente… “e dei Vini dei Colli” di Parma, s’intende. Il paradiso da percorrere a tappe meditate si trova lungo la fascia pedemontana, tra le valli del Parma e del Baganza. Prodotti alimentari che fanno parte del mito: Il #Prosciutto di Parma e il #Parmigiano Reggiano (si scrivono con le maiuscole, come i titoli regali e non hanno bisogno di ulteriori parole); il tartufo nero di Fragno, il salame di Felino, i Vini Colli di Parma, Malvasia, Sauvignon, e il fantastico Rosso. Se poi siamo amanti del maiale, quel “gozen” dalle carni prelibate, tutelate dal Consorzio del Prosciutto di Parma Dop, si può partire da Collecchio con il Museo Guatelli “Il Bosco delle cose”, dedicato all’antica civiltà contadina e dirigere verso Sala Baganza. Museo del #vino. Poi il pellegrinaggio gastronomico si sposta a Felino. Museo del #salame. Parlare del suo imitatissimo, quanto inimitabile salame sarebbe un’imperdonabile ovvietà, specie se si ha la fortuna di assaggiare quelli dell’agriturismo Ciato. Calestano è vicina a Fragno, patria del #Tartufo Nero, alla Via Francigena e al castello di Ravarano. Sul versante orientale dell’Appennino tosco-emiliano si parte da Montechiarugolo, tappa dei sentieri Matildici della val d’ Enza. Vicina è Monticelli, importante e attrezzata località termale. A Traversetolo c’è la #Villa Magnani Rocca, ex collezione privata, oggi Museo d’arte frequentatissimo (Dürer, Van Dyck, Goya, Morandi, …). Ed ecco la leggenda: Langhirano e ser Prosciutto crudo di Parma. Il Castello di Torrechiara, che ospitò riti d’amore tra Pier Maria e la dolce Bianca, che dall’alto strizza l’occhio alla corte dell’agriturismo Ciato, sede ormai storica della selezioni dei grani duri per la pastificazione. A Neviano degli Arduini, fortilizio canossiano, c’è l’oasi biologica. Bella la Pieve Matildica di Sasso. Ad un tiro si schioppo Parma con il suo Duomo e Battistero…. e da oggi città #Unesco per la creatività enogastronomica. Una Strada del Prosciutto con molte stazioni di sosta: dalle aziende agricole e vitivinicole all’avanguardia, caseifici, salumifici. Non fabbriche di prodotti, ma “caverne magiche” in cui moderni stregoni, depositari dei segreti della tradizione e della tipicità, compiono ogni giorno piccoli sortilegi per il nostro palato, per migliorare la qualità della nostra vita. Rendiamo omaggio ai loro doni, cogliendoli lungo la strada dei saperi e sapori. A buon intenditor...! e poche fette cambiano la vita!
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Auguri Best wishes Salutation Saludo
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